Passa ai contenuti principali

Lettera di un padre alla figlia che parte

Ritratto di un uomo con baffi e polo a righe e una giovane donna sorridente, seduti insieme a un tavolo in un caffè all'aperto.

(a.p.*) ▪️ L'annuncio e i ricordi. “Papà, abbiamo intenzione di sposarci”. È la frase che ogni genitore si aspetta di sentire prima o poi, che ascolta con qualche timore, e con cui deve confrontarsi, facendo i conti con un groviglio di emozioni. La sua bambina è improvvisamente cresciuta, e lui, il genitore, non è più l’unico uomo, o donna, della sua vita, il soggetto principale intorno al quale la vita del figlio ha ruotato per tanto tempo.

Pagine di letteratura, saggi, immagini di vita quotidiana, scene cinematografiche memorabili sono dedicate a questo tema eterno e sempre attuale: il figlio che lascia la casa paterna e comincia una nuova vita. E il padre e la madre, di fronte a quell’annuncio, rivedono, in sequenza, tanti passaggi della vita familiare.


🎈 Radici d'infanzia: Fregene, film e confidenze

Anche a me è capitato, come a quel genitore, nel film “Il padre della sposa”, di ricordare alcuni momenti trascorsi con te, Daria:

  • La carrozzina che spingevo nel giardino di Fregene.
  • Le barchette di carta, che fabbricavamo sul tavolo di cucina.
  • I tuffi tra gli scogli, nascondendoci alla vista preoccupata della mamma, alla ricerca di frutti di mare.
  • Le boe distanti dalla spiaggia, che chiamavamo “cavallini bizzosi”.
  • Le favole che ti leggevo prima che prendessi sonno, seduto sul bordo del lettino.

E poi, le confidenze e i turbamenti dell’adolescenza, i dispiaceri, le ansie di fronte alla vita e al tuo futuro.


💍 L'affinità delle anime: dalla chiesa di famiglia all'incontro

Il mondo che ti appartiene è cominciato proprio qui, in questa chiesa, dove si sposarono i tuoi genitori, e dove fosti battezzata: quel giorno cadesti in un pianto disperato quando provasti il sale sulle labbra.

Poi il tempo è volato, tra gli studi e le prime esperienze di vita. Ed hai conosciuto Gianni. Tutti noi abbiamo conosciuto questo ragazzo, che abbiamo imparato ad apprezzare ed amare. Una volta hai sottolineato che, incontrando Gianni, era un po’ come ritrovare qualcosa di te stessa, ciò che ti era caro. E non pensavi soltanto all’origine sarda che viene da tuo nonno Mario, mio padre; o semplicemente alle giornate trascorse – da piccola - sulle spiagge della Sardegna, l’isola che è nel cuore di tutti noi.

Pensavi ad altro, e l’ho capito quando ho visto una foto con Gianni sugli scogli vicino a Tempio Pausania: guardavate il mare, lo sguardo di entrambi era intenso, dolce, pieno di speranza. Non è stato necessario molto tempo perché capissimo il motivo di questa tua scelta e perché vedessimo in Gianni ciò che ami e che è davvero importante nei nostri giorni: la condivisione dei valori fondamentali della vita, la semplicità dell’esistenza, il coraggio di vivere, in definitiva l’affinità delle anime. Peccato soltanto, caro Gianni, che insisti ad usare il pc e che non mangi le seadas.


🌱 Il distacco, l'augurio e l'eredità dell'Ecclesiaste

Ti ho accompagnato all’altare, Daria, e con noi c’era simbolicamente anche la tua mamma. La tua mano mi teneva stretto il braccio, poi ci siamo separati. Un distacco al quale mi sono a lungo preparato, prima che salutassi ed abbracciassi Gianni. Ti affido a lui e so che sei in buone mani. Inizia qui, con la scelta di oggi, in questo luogo mistico e solenne, insieme a tanti amici e parenti che hanno voluto condividere questo momento, il tuo nuovo percorso di vita: che ti auguro, vi auguro, felice e sereno.

“C’è un tempo per ogni cosa”, recita l’Ecclesiaste, in una stupenda meditazione poetica sul tempo dell’uomo, il mistero che ne accompagna la sua domanda radicale di senso. “Per ogni cosa c’è il suo momento, il suo tempo per ogni faccenda sotto il sole.” Ora è il tempo della gioia, da cercare e da riconquistare ogni giorno.

Quanto a me, ho già conquistato la mia felicità in ciò che ti lascio. Non penso alle cose materiali. L’eredità più grande che un genitore possa lasciare ad un figlio è il dono delle radici, e quello delle ali per volare.

* Per il matrimonio di Gianni e Daria: Pisa, 2 maggio 2015

(Foto: Un sorriso condiviso durante una pausa estiva 2014)

Commenti

  1. …quando le anime affini
    s’incarnano
    negli stessi confini
    di tempo e di luogo
    succede che assumano
    corpi talmente simili
    che, se li guardi negli occhi
    non riesci a distinguerli…

    RispondiElimina

Posta un commento

Post popolari in questo blog

Note di famiglia: tra l’eleganza di un Frac e la forza di uno Scarpone 🎶🤵 🥾

(Introduzione a Daniela Barone). L’infanzia è un giradischi che non smette mai di girare, un’eco di vinili e polvere di stelle che danza in una stanza sospesa. In quel controluce fatto di valvole accese e passi di danza rubati, la figura del padre si staglia come un porto sicuro: una melodia che non conosce tramonto e che sa trasformare l'ordinario nel battito eterno di chi non è mai andato via. (Daniela Barone) ▪️ ♦️L'incanto del Vecchio Frac e il gioco delle somiglianze Avevo appena quattro anni quando ascoltai in televisione per la prima volta la canzone di Modugno "Vecchio Frac". Rispetto alle mie coetanee ero fortunata perché noi possedevamo un televisore. Il nonno, che lavorava in una ditta di elettrotecnica, aveva portato a casa di volta in volta una lavatrice semiautomatica, un frigorifero e appunto un televisore a valvole. Ricordo ancora quando ne sostituiva una non funzionante: era di vetro, di forma allungata e aveva all’estremità tanti piedini. L’apparecch...

La ciabatta sepolta e l'inquilino fantasma: un’estate a Genova 🩴 ⛱️ 🚣‍♀️

(Introduzione a Daniela Barone). Il trasloco in un nuovo quartiere, un nonno dai capelli di neve che domina i campi di bocce e una notte movimentata da un ospite inatteso. In questo racconto, l’autrice ci riporta nell'Italia dei "musicarelli" e delle estati nel quartiere San Giuliano di Genova, dove i piccoli dispetti infantili diventano i ricordi più nitidi di un mondo che non c'è più. (Daniela Barone) ▪️ 🟢  Il trauma del quarto piano Era estate e ci eravamo appena trasferiti dalla casa popolare di Via Montanari a quella situata al quarto piano in Via Paolo della Cella. Pur trattandosi dello stesso quartiere, il cambiamento fu per tutti noi piuttosto traumatico. Il nuovo alloggio si trovava infatti in uno stabile che dava su una via rumorosa e trafficata.  Per di più non c’era neppure un poggiolino ove porre dei vasi di fiori e stendere comodamente il bucato. La mamma usava una lunga carrucola per appendere i panni sulla corda e ogni volta aveva il timore di cadere ...

Madre Arrighi: Il velo tolto e la danza segreta ⛪

(Introduzione a Daniela Barone). Cosa resta degli anni di collegio? Spesso le sensazioni: il fruscio di una tunica, l'odore di un giardino o un sorriso che sapeva di libertà. In questo racconto, la memoria torna all’Istituto del Sacro Cuore di Castelletto, a Genova, per ritrovare il volto di Madre Arrighi, una figura che ha saputo trasformare il rigore della clausura nella leggerezza di una danza. (Daniela Barone) ▪️ Un sorriso tra le tuniche nere La suora che prediligevo nel maestoso Istituto liberty del Sacro Cuore che frequentai per cinque anni si chiamava Madre Arrighi. Non so quale fosse il suo nome di battesimo. Per tutte le piccole e grandi allieve del collegio lei era Madre Arrighi e basta. Com’era diversa dalle sue consorelle! Pur indossando la medesima tunica nera, si distingueva per il marcato accento emiliano, i lineamenti perfetti e la dentatura candida ma soprattutto per il sorriso disarmante. Nulla le faceva mai corrugare la fronte. Madre Arrighi era il ritratto dell...

Innamoratevi! La lezione di poesia e amore di Roberto Benigni

(a.p. – Introduzione) ▪️ Attilio De Giovanni è lo stralunato docente di letteratura italiana, impersonato da Roberto Benigni, che in una celebre sequenza del film La tigre e la neve (2005) si lancia, davanti a una platea di alunni, in un sorprendente elogio della poesia, dell’amore e del coraggio. Con immagini visionarie e intuizioni comiche, il docente cerca di trasmettere ai ragazzi la sua passione per l'arte e per la gioia di vivere. Una passione umana destinata a rimanere nella dimensione dell’impossibile e incrociare una cocente delusione? Nulla è impossibile. Per questo motivo, l'intervento di Benigni che segue non è solo un omaggio alla poesia, ma un vero progetto di vita e il contesto essenziale per comprendere a fondo la bellezza e la forza del testo tratto dal film. Roberto Benigni: «Innamoratevi!» (Roberto Benigni – Testo) ▪️ «Su, su, svelti, veloci, piano, con calma, non vi affrettate. Non scrivete subito poesie d’amore che sono le più difficili, aspettate almeno un...

Votare è un diritto, capire le conseguenze del proprio voto è un dovere verso la Costituzione ✍️ 🗳️

(a.p.). Il 22 e 23 marzo non saremo chiamati solo a barrare una casella, ma a decidere se e come modificare l’equilibrio tra i poteri dello Stato. Un tema così denso merita uno spazio di riflessione laica, tecnica e civile. Per questo abbiamo deciso di confrontarci apertamente, analizzando le implicazioni reali di questa riforma sulla vita dei cittadini e sull'indipendenza della magistratura. Un'occasione per trasformare il dubbio in opinione consapevole. Vi aspettiamo. Ne parliamo a Pisa, in un luogo di ascolto e dialogo: • Dove: Chiesa Valdese di Pisa, Via Derna 13. • Quando: Lunedì 16 marzo, ore 18:30. • Con chi: L’Avv. Eunice Ng Pak e il Dott. Angelo Perrone (Giurista, già magistrato). ❇️ Postilla Letture per arrivare preparati all’incontro ℹ️ Riforma costituzionale: i 4 punti critici per i cittadini 📦  ℹ️ Referendum: la delega in bianco e il “salto nel buio” 🤸‍♂️