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La soffitta che ci portiamo dentro

di Marina Zinzani
(Guardando il film 45 anni, con Charlotte Rampling e Tom Courtenay)
(Con un intervento di Angelo Perrone)

Ci sono delle soffitte, nelle case. Ci sono dei luoghi dove sono collocati oggetti, scartoffie, libri, corredo di una vita. Si può sorridere o piangere, quando si sale su in soffitta. Ci sono soffitte dove il vento lo senti quasi ululare, quasi gelido che si infiltra fra le mura, sembra parlare, quel vento, dolci ricordi, umori del passato, perdite. Il vento scuote, solo qualche volta rasserena con un alito caldo. Chiudere la soffitta e scendere, è oscura quella stanza, non è sempre il caso di entrare. Chiuderla e accorgersi della brezza mattutina, vita che anela per essere vissuta.

(ap) La polvere e la confusione avvolgono talvolta certi luoghi, come le soffitte. Sono luoghi reali nei quali si ritrovano pezzi della propria vita, oggetti del passato, tracce dei sentimenti vissuti. Frammenti conservati, creduti persi, mai smarriti del tutto. Sono anche luoghi simbolici, leggeri e immateriali, dove sono percepibili i pensieri che hanno attraversato il nostro percorso, le emozioni che ci hanno segnato, e magari reso quel che siamo oggi.
Quando Geoff, alla notizia del ritrovamento del cadavere di Katya, il suo amore giovanile di 50 anni prima, rimasto misterioso e sconosciuto per tutto quel periodo, entra nella soffitta di casa dopo tanto tempo, per ritrovare se stesso, il suo mondo quotidiano è ad un passo dal crollo. Erano in corso i preparativi per la festa dei 45 anni di matrimonio con Kate, che avrebbero celebrato la loro lunga convivenza, e il mito dell’amore eterno sino alla terza età. Un ritmo quotidiano intessuto da lunghe passeggiate la mattina con il cane Max, dal cinguettio degli uccellini nella tranquilla località di campagna a nord di Londra, dal rito perenne del tè pomeridiano. Poi la lettera, che annuncia il ritrovamento di Katya in un crepaccio dopo lo scongelamento delle nevi, sconvolge lo scenario. È un evento che innesta il dolore e forse la delusione di lei; la sorpresa e gli interrogativi più angosciosi di lui. E che, per Geoff, rimette in moto i ricordi sopiti di quegli anni spensierati. I ghiacci, che avevano conservato intatto il corpo di Katya, svelano il fantasma di un amore giovanile coinvolgente.
Ciascuno conserva una stanza segreta, dove si depositano slanci e scoperte, l’euforia di un momento, talvolta ripensamenti, rinunce e nostalgie; magari la memoria di un incontro avvenuto tanto tempo prima; l’avventura che ha scosso i sensi. Come un pozzo misterioso in fondo al cuore.

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