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Le parole, come difficile legno da modellare

di Giovanna Vannini

Scrivere nel tempo, rileggersi. Ritrovarsi spesso, far fatica a riconoscere che tutto ciò lo abbiamo scritto noi, in un "fa" andato. Succede, mi accade. Certe volte ritrovo pagine che avevo rimosso, salvo poi rimanere piacevolmente sorpresa di averle scritte io. 
Altre ancora le rinnego, le rivolto, le butto via! Si, ebbene sì, ne sono capace: evidenzio, cancello. Dicono i fotografi veri che si deve essere capaci di farlo anche con le fotografie: eliminarle. 
Che sia segno di tranquillità con se stessi e con il nostro modo di creare? Può darsi.
La cosa più emozionante in assoluto è quando però mi rileggo e mi commuovo di nuovo, ancora, del mio operato, senza che nessuno mi veda, mi beo. Ecco, quando capita questo, capisco che la scrittura è il mio artigianato! Come il legno per il falegname o la stoffa per il sarto. 
Si scrive per essere letti, facciamocene una ragione. Quelli che sostengono che si scrive solo e soltanto per se stessi mentono. L'inizio, la genesi, di ciò che si scaraventa sul foglio virtuale, può essere anche quella, ma il proseguo vuole, esige, il lettore. Non a caso la rete pullula fin troppo di piattaforme, concorsi e concorsini, per aspiranti scribacchini vogliosi di essere letti. 
Riflessioni, diari messi in rete, racconti, incipit di ipotetici romanzi. Chiudere il cerchio? E perché mai? Ognuno prosegua con la sua "immagine", il suo storytelling che in fondo lasciare "segni" che altri interpretino e proseguano a loro sentire significa essere entrati in altri panni. Sensazione stupenda.

Commenti

  1. Buonasera cara Giovanna.
    Mi ha molto sorpreso questo tuo scritto ed ora ti spiego perché.
    Proprio oggi una cara persona mi ha fatto sapere di aver trovato, risistemando alcune sue vecchie cose, un ritratto che io gli avevo realizzato da giovanissima su un notebook quadrettato.
    Gli ha fatto tanto piacere nel ritrovarlo da decidere addirittura di incorniciarlo.
    Non immagini la mia sorpresa nel sapere ciò e la gioia nel constatare che ancora gli piaccia. Non ricordo proprio come fosse e mi ha promesso che mi manderà una foto di esso.
    Chissà come sarà?
    Per cui hai ragione e credo proprio che nel rivederlo mi commuovero' anch'io.
    Ti dico ciò perché penso che in fondo ci sia similitudine tra il ritrovare uno scritto ed un disegno.
    È qualcosa di realizzato ed artistico in entrambi i casi e le emozioni provate penso siano identiche.
    Perdona se mi sono dilungata e ti ringrazio. Ciao.

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  2. Carissima, tutto perfetto, tutto vero! Fare, consegnare, ritrovare, sorprendersi...Una meraviglia del vivere!
    Grazie infinite per il tuo commento.
    Un caro saluto.

    RispondiElimina

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