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Lacrime

di Cristina Podestà

Sentire un sorriso rivolto a lei, portò la bambina a girarsi. Gli occhi immensi si soffermarono sulla bocca della persona che le aveva sorriso, nascosta alla vista della madre che la teneva per mano. 
Era una donna di una certa età, una bella signora vagamente somigliante alla mamma. La piccola la guardò per molto tempo e lei, quasi imbarazzata, le fece un cenno con il viso. Intorno era tutto sereno e il gelataio vicino. 
“Mamma” chiese Ludovica “posso andare a prendere un gelato?”
La donna, mentre stava parlando di lavoro con un’amica, le fece cenno di sì con la testa e Ludovica andò verso la gelateria non perdendo di vista la persona che la guardava insistentemente e la seguì all’interno del negozio. 
Appena dentro la bambina la affrontò. “Chi sei? Perché mi guardi? “
“Sono la tua nonna, ma la mamma non lo sa. E tu non devi dirglielo mai.”
Ludovica cominciò a dire che le nonne erano a casa e che lei non poteva essere un’altra nonna. 
La signora sorrise, pagò il gelato della bimba, e le disse nell’orecchio: “Non dire a nessuno di me. Però mi farà piacere offrirti ogni tanto un gelato, come fa una nonna”. “Grazie signora. A presto “. 
La bambina corse fuori mentre la signora, dietro la vetrina, la osservò correre verso quella figlia che lei non aveva potuto tenere ma aveva sempre seguito a distanza con infinito amore. E una lacrima scese sulle sue labbra. 

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