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L'incidente (serie Netflix)

di Marina Zinzani

“L’incidente” è una serie messicana trasmessa attualmente su Netflix, sta riscuotendo un grande successo, attualmente è al primo posto fra le serie viste. Racconta la storia di una comunità affiatata, di una festa di compleanno, di un castello gonfiabile che fa parte di questa festa, a cui partecipano tanti bambini.
Di colpo, accade l’imprevedibile: un forte colpo di vento fa sollevare il castello con sopra i bambini. Tre di questi perderanno la vita, un’altra bambina sarà dispersa (verrà poi ritrovata viva nei giorni successivi).
Non è solo un incidente, è il frutto di una distrazione. Il padrone di casa, Emiliano, interrompe Moncho, il suo tuttofare, mentre sta per ancorare a terra il castello gonfiabile. Emiliano dice che se ne occuperà lui. Ma un attimo dopo Emiliano riceve una telefonata importantissima, quella che gli cambierà la vita, la conferma di un affare milionario con degli americani.
Il telefono non prende, va nel suo ufficio. E, preso dall’euforia per l’esito positivo che arricchirà lui e i suoi soci, dimentica il gonfiabile, dimentica di ancorarlo a terra. La vita di tre bambini prende il volo, anche la vita di suo figlio.
Sotto la pressione dei suoi soci, che non vogliono perdere l’affare con gli americani, Emiliano si lascia convincere a far ricadere la colpa su Moncho, che lo segue da tempo, assieme alla sua famiglia. L’immagine di Emiliano è salva. Moncho invece finirà in carcere, e qui verrà ucciso, non si sa da chi. 
Ora Emiliano ha non solo tre bambini morti sulla coscienza, compreso il suo, ha anche quello di un innocente.
Perché solo lui sa come sono andate le cose, e cioè che Moncho non c’entra nulla con la tragedia. Ha scelto di tacere sulle proprie responsabilità perché non può perdere tutto, anche la sua immagine di fronte alla moglie. Non può perdere il contratto milionario, la sua vita di privilegi. Ha deciso che era meglio comprare il silenzio di Moncho, sistemare la famiglia di lui, o meglio si è lasciato convincere a farlo.
Le carte mescolate, rimescolate, non possono portare pace ad Emiliano. E non solo perché ha perduto l’amatissimo figlio. La sua coscienza non glielo permette. La perdita di tre bambini per colpa sua è troppo devastante, il senso di colpa non lo mollerà un attimo, e darà l’avvio ad una concatenazione di eventi che coinvolgeranno anche le altre famiglie che hanno subito la tragedia.
Ogni famiglia andrà a fondo, nello scovare i sentimenti più estremi, i segreti inconfessati, le recriminazioni taciute. Tutto scoppia, in una deflagrazione totale. Alla fine per alcuni c’è la ricerca di una ricomposizione, per provare a sopravvivere a tanto dolore.
La serie è stata considerata in alcune recensioni eccessiva, a tratti assurda, con troppe storie che si incrociano, creando situazioni paradossali. Questo può essere vero, anche se le vicende catturano lo spettatore e lo ancorano nella visione degli episodi successivi. Emiliano riuscirà a reggere il peso della sua coscienza?
Chi ha ucciso in carcere Moncho? E soprattutto è una storia vera? No, non lo è. Anche se basta leggere qualche episodio di cronaca e ci si accorge che incidenti simili ce ne sono stati. Per una distrazione. Per un banale, improvviso e forte colpo di vento.
Allora arriva un altro pensiero, sollecitato da questa serie così drammatica: si pensa ad un altro tipo di incidente, alle morti sul lavoro. Fatalità o disattenzione? Quanti errori messi assieme possono causare un incidente?
Nei corsi sulla sicurezza viene menzionata la teoria del formaggio svizzero, del filosofo James T. Reason. Più fette di formaggio svizzero messe una davanti all’altra: non succede nulla se i buchi del formaggio non si allineano. Se si allineano invece accade l’incidente. Ci passa qualcosa in mezzo. È la tempesta perfetta.
Nel caso riportato dalla serie, i buchi si sono allineati a causa di un improvviso, imprevedibile colpo di vento, e a causa di una dimenticanza fatale, perché Emiliano è preso dalla telefonata. In quel momento è mancato il senso della misura, il pensare alla sicurezza dei bambini prima di tutto. Il dare priorità a quello che stava facendo Moncho, ancorare il castello gonfiabile. La priorità: la tutela della vita prima di tutto. Ed invece in quel momento la somma di denaro legata a quella telefonata ha inondato la mente di Emiliano, facendogli dimenticare tutto il resto.
Nelle morti sul lavoro il quadro è più complesso, anche se non è molto lontana la logica del denaro, del risparmio, degli appalti al ribasso, ed il tema della sicurezza è considerato spesso un insieme di norme e di carte che rallentano ogni attività, quasi un mondo a sé, mentre la pratica quotidiana del lavoro è un’altra cosa.
Qualcuno pensa che non si può stare dietro ad ogni norma, altrimenti non si lavorerebbe. Poi un giorno accade l’imprevedibile. O forse no. Non era imprevedibile, era un insieme di errori, circostanze che hanno portato ad una tragedia. Ad una famiglia per cui niente sarà più come prima.

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