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Visualizzazione dei post con l'etichetta divorzio

Alla fine

di Marina Zinzani (Introduzione di Angelo Perrone) (ap) Relazioni sentimentali che finiscono. Talvolta all’improvviso, senza una spiegazione di cui si abbia consapevolezza in pubblico o dentro di sé, oppure dopo tante discussioni, scenate rumorose,   anni di logorio.   Succede ogni giorno.

Linfa

Ciò che manca in una relazione affettiva di Marina Zinzani Le mancanze di un rapporto fili annodati alla meglio quando una storia diventa fatica tetto che lascia filtrare acqua qualcosa che se n'è andato.

Eliana

Il sabato di una donna, dopo una separazione dolorosa da cui non si è ancora guariti di Marina Zinzani (ap) I “racconti del sabato”: una giornata della settimana,  occasione di un racconto. E’ un momento particolare, spesso infarcito soltanto di maggiori impegni, faccende di casa, per una donna. Da trascorrere correndo, con le ore ancora una volta contate, insufficienti.

Meghan Markle, Cenerentola di oggi

Giovani donne alle prese con il mondo e le difficoltà di affermazione, la forza di chi impara a vivere del proprio sguardo di Mariagrazia Passamano Il matrimonio di Harry e Meghan: una favola dei nostri tempi oppure un sogno anacronistico? Sentiamo ripetere la frase Meghan Markle “ce l’ha fatta”. E immediatamente ci chiediamo: ma a fare cosa?

La vita degli altri

Manca l’entusiasmo, subentra l’abitudine: la convivenza così difficile di Paolo Brondi La vita quotidiana ha un tempo misurato dalle convenzioni, dai media, dall’organizzazione del lavoro. Anche il tempo libero è occupato. I giorni precipitano nelle secche dell’abitudine, della routine. Questa routine porta con sé banalità, insignificanza, negazione dell’entusiasmo, della vivacità, della creatività.

Pranzo di famiglia

Cose importanti? Le occasioni per dirsele, o per tacere Racconto di Marina Zinzani Ci si forma con il dolore, con la fatica, con la rabbia, ho letto una volta. Ci si forma soffrendo e questo dovrebbe portare a migliorarsi, miglioramento di sé come accade per il vino invecchiato nelle botti, il tempo e il buio lo rendono anche unico, a volte.

Il colore delle disgrazie

La crisi dei matrimoni apre spesso uno scenario di problemi drammatici: mantenimento, precarietà economiche, i figli. Come affrontare il problema della ripartenza per una nuova vita? (ap) Le disgrazie non hanno colore. Sono come il vento che soffia dove vuole. Eravamo abituati, purtroppo, alle notizie di mogli e madri rimaste senza sostentamento, per se stesse e per i figli, dopo il fallimento del matrimonio. E impegnate nella ricerca faticosa di un lavoro impossibile da trovare ad una certa età.

Dormire in macchina, una storia di separazione familiare

Il comico Marco Della Noce, un passato a Zelig, “rovinato dopo la separazione” per il pagamento dell’assegno di mantenimento, è costretto a dormire in macchina dopo aver perso la casa di Marina Zinzani Succede. A volte se ne sente parlare. Magari un divorzio finito nel peggiore dei modi, con la perdita della casa coniugale, gli alimenti da pagare alla moglie, il mantenimento ai figli, il lavoro precario o perduto. Nessun paracadute sociale.

Arrivare ultimi

Il diritto dei figli alla felicità quando la coppia si divide di Paolo Brondi Vivere, e far vivere, durante l’infanzia, frequenti momenti di felicità, è decisivo per tutta la successiva evoluzione. Eppure, nella formazione di una nuova unione, dopo una separazione, spesso non si dà molta attenzione al diritto alla felicità dei figli! Ne possono derivare enormi sofferenze e la reazione dei figli può essere spietata e tale da ostacolare, spesso, la stessa formazione del nuovo nucleo familiare.

Sale che evapora

Il giorno dopo, proseguire dopo la fine di una relazione di Giovanna Vannini Mi sento sollevato ora, posso godermi l’attimo che più non sfugge, posso prendermi in carico per tutto il tempo che desidero. Nessuna distrazione, nessuna risposta dovuta alla domanda, qualsiasi essa sia. Passa aria fresca dalla porta aperta sul terrazzo, sa di sale, di sole, di pasto frugale consumato sulla spiaggia, di vino bianco tenuto in fresco tra le onde.

Domenica sera

di Marina Zinzani (Essere padri nella separazione. Commento di Angelo Perrone) (ap) Padri separati che riportano i loro figli alla madre alla fine del tempo loro concesso. È storia quotidiana, non fa notizia. La lontananza tra padre e figlio è dolorosa per entrambi e crea un vuoto che richiede di essere colmato. Con la mancanza di frequentazione quotidiana si aprono nuove ferite nell’uomo oltre quelle percepite con la separazione dal coniuge e nutrite di sensi di colpa e malesseri sottili. Ma anche per i figli, il padre assente è un fantasma inquietante che preannuncia, nella crescita, un futuro difficile se non tragico. Per questo l’idea, resa possibile ed imminente dalla biotecnologia, di una “nascita senza padre” lascia intravedere un’ombra grande sul destino di quei figli. Si è padri, fino in fondo, e per sempre.

Giulia compie sei anni

di Marina Zinzani Tratto da I racconti della pioggia (ap) La pioggia è il tema ricorrente di questi racconti che sanno scavare nel profondo, toccando qui, al maschile, il tema doloroso della separazione, e del ruolo, a metà e a tempo, di genitore. Di fronte alla crisi, il dialogo nella coppia non serve sempre. Non più, quando la vita è tutta sfilacciata, ed è troppo tardi per parlare, per intendersi, per ricucire la storia, per una svolta decisiva magari. E allora, in chi rimane senza più nulla, subentra, a parte lo sconforto, quel brivido improvviso di freddo, come sotto una gran pioggia; quella sensazione di esclusione dalle cose care. Non solo rispetto a chi, come la moglie, si è amata e ora è terribilmente distante, rivolta altrove, ma persino verso chi si ama ancora e sempre, più di ogni altra cosa al mondo, un figlio. Giulia ha un anno. Soffia su una candelina, c’è una festicciola, la casa piena di gente. Siamo felici. Giulia ha due anni. Mia moglie Emma ha dimentica...

Il vascello sballottato dai venti

di Laura Bonfigli Intervento sul tema Quale famiglia (P. Brondi, PL 11/11/15) La famiglia, analizzata, osservata e studiata non solo nel corso del tempo, ma anche nelle sue molteplici manifestazioni odierne, seppur sballottata come un vascello nel mare in tempesta, resiste alla modernità e sopravvive a se stessa, grazie ad un processo di lenta ma costante metamorfosi. Ovviamente alla vecchia struttura verticale si è sostituita una struttura orizzontale in grado di accogliere legami più articolati e differenziati.