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Visualizzazione dei post con l'etichetta paura

Fremiti: il corpo che trema, la mente che cede 🌒

(Introduzione a Giorgia Deidda). Ci sono stati emotivi capaci di alterare la percezione della realtà fisica, trasformando lo spazio sicuro di una stanza in un territorio ostile e senza confini. In questa lirica, Giorgia Deidda ci conduce nei meandri di un dormiveglia distorto, dove l'ansia smette di essere un sentimento astratto e diventa carne, sudore, rumore stridulo e battito alterato. (Giorgia Deidda). L'illusione del sonno Ero entrata in una specie di sogno; le ossa molli e la fronte imperlata di sudore che scendeva come degli insetti lenti, e poi il cuore come pesca acerba  che si rimpiccioliva ed ingrandiva  ad ogni sussulto.  La paralisi della polvere Io non sapevo come muovermi o cosa fare; quel che conoscevo si dissolveva e diventava polvere,  sicché fui costretta a rimanere ferma per non perdere le cose più importanti o rischiare di incenerirmi anche io.  Il rumore dell'ansia E i fremiti della stanza si facevano come suoni grigi  e io dovetti por...

⛺ Da brivido: la prima notte in tenda tra cervi, stelle e mistero dello Stelvio

(Introduzione a Valeria Giovannini). L’autrice ci regala un suggestivo racconto della sua prima notte in tenda ad alta quota. Un'avventura nata per amore di suo figlio che si trasforma in un'esperienza primordiale e intensa, dominata dai suoni atavici dei cervi e dall'inquietudine della natura selvaggia. 🌌 La promessa sconsiderata a 1600 Metri (Valeria Giovannini) ▪️ Mai dormito in tenda in vita mia. Mio figlio vuole passare una notte avventurosa e cosa non si fa per i figli? Così, a 1600 metri di altitudine, nel prato di un maso sperduto in mezzo a boschi nei pressi dello Stelvio e lontano da tutto, lo accontento. È pure il suo compleanno. Mio figlio e io, sua complice sconsiderata, sotto un cielo di stelle. 🦌 I bramiti dei cervi: suoni atavici e il mistero dell'esistenza Così, in una notte di luna piena, ho sentito, a più riprese, i bramiti dei cervi. Da brivido. Le loro voci sembrano provenire da un'altra dimensione. Dalle profondità abissali della natura più s...

💔 Lettera per Nina: torna sui tuoi passi. Il mistero di un abbandono e la paura di amare

(Introduzione ad a.p.). «Torna sui tuoi passi, ti aspettiamo.» Questa lettera è un appello straziante per qualcuno che è stato crudelmente tradito da chi amava e che, dopo essere stato soccorso, è fuggito di nuovo, incapace di fidarsi. È la storia universale di chi, segnato dalla perfidia, confonde l'amore con la prigione. Leggi fino in fondo per scoprire la vera identità di Nina. 😥 Il gesto improvviso e cattivo: la ferita di un tradimento (a.p.) ▪️ Ciao Nina, dovunque tu sia e se puoi farlo, torna sui tuoi passi, ti aspettiamo. Alcune persone, di cui ti fidavi e per le quali magari provavi affetto e riconoscenza, improvvisamente sono state cattive con te, ti hanno fatto credere che avresti fatto una passeggiata, che avresti visto un posto nuovo dove correre e divertirti come non era mai accaduto prima. Poi c’è stato, da parte di quegli sciagurati, un gesto improvviso e cattivo: sei rimasta gravemente ferita dopo quel gesto. Non si sono preoccupati di nulla, né di tè né degli altr...

Giovane mamma

Ansietà, di E. Munch Storie di isolamento: le parole di una mamma ai figli sulla paura di Marina Zinzani Inventarsi un mondo, un mondo fantastico in cui si possa spiegare la paura e quello che c’è là fuori. Spiegare alla propria bambina perché in questo periodo non si può uscire di casa. Perché non si può andare all’asilo. Spiegarle che c’è un drago là fuori che potrebbe mangiare qualche bambino e quindi bisogna stare dentro casa, chiusi, protetti dalla mamma e dal papà?

Istanti di guarigione

Il nostro rapporto con la paura: la forza di contrastarla di Catia Zinzani Cos'è la paura? È qualcosa di terribile, ci distrugge se la lasciamo entrare, prende il sopravvento sulle scelte, manda in tilt la nostra mente e immobilizza persino il nostro corpo. Viene coltivata quando si permette alla mente di indugiare su certi pensieri. Molti dei nostri mali provengono dalla paura, ma appena avremo la forza di scacciarli saremo liberi, la guarigione sarà istantanea.

Alessandro (La paura)

di Marina Zinzani (Introduzione di Angelo Perrone) (ap) Racconti dedicati alle emozioni. Un attimo è quanto possono durare, quella frazione di secondo in cui siamo turbati e scossi e ci chiediamo il perché. Oppure lasciano una traccia, sedimentano in noi, e si trasformano in qualcosa di più profondo, sentimenti che ci accompagnano per lungo tempo.

Per mano

Paure diffuse, il coraggio di affrontarle di Maria Cristina Capitoni Un’ondata di tiepidi timori Tradotti nel pensiero Come semplici distanze Discorsi da riprendere Ambienti da riempire Ma non è questa la chiave di lettura

Aurora

La vita come una prigione buia, quando prevalgono dolore e sofferenza. Ancora violenza sulle donne.  La ricerca del coraggio Racconto di Marina Zinzani Lui urla. Lui mi picchia. Lui se la prende con il bambino. Avvocato, mi aiuti. Piccola figlia mia, devi avere pazienza, sopporta, ho sopportato tanto io con tuo padre. Devi ritrovare la tua dignità, Aurora, devi riprenderti la tua vita, lo denunci, come ti ha consigliato l’avvocato, e poi prendi tuo figlio e te ne vai. Io sono tua amica, ti aiuterò. E poi sei giovane, hai tante opportunità di conoscere un altro uomo, di rifarti una vita.

Come un nido

La vita può languire per anni, prima che uno sguardo torni a osservarla. Con amore di Maria Cristina Capitoni Ciò che vedesti allora Non era nulla ancora Solo il riflesso confuso Di un lamento pervaso di grida di aiuto Nascosto allo sguardo distratto

La paura dietro l’angolo

Sentimento complesso la paura, sgomento e sopravvivenza di Catia Bianchi (Commento a  Un porto davvero bello , PL, 20/5/17) La paura, sentimento primitivo assai potente, è una reazione naturale nell’uomo e interviene nelle situazioni in cui non si conosce ciò che si deve affrontare.

Forse una grazia, dopo la paura

di Marina Zinzani (Una visita medica, quel fragile confine tra la paura e la vita) L’incubo di ogni donna che fa una mammografia è quello di essere richiamate. Una lastra venuta male, un ulteriore controllo, si sa come vanno le cose. Una telefonata al cellulare, un numero che non si conosce. Sono già passate diverse settimane dall’esame, quasi si è dimenticato che ancora non è arrivato l’esito per posta. Arriva invece una telefonata, quel numero sconosciuto, che non appartiene a nessuno che si conosca.