Passa ai contenuti principali

Giovane mamma

Ansietà, di E. Munch
Storie di isolamento: le parole di una mamma ai figli sulla paura

di Marina Zinzani

Inventarsi un mondo, un mondo fantastico in cui si possa spiegare la paura e quello che c’è là fuori. Spiegare alla propria bambina perché in questo periodo non si può uscire di casa. Perché non si può andare all’asilo.
Spiegarle che c’è un drago là fuori che potrebbe mangiare qualche bambino e quindi bisogna stare dentro casa, chiusi, protetti dalla mamma e dal papà?
Gli esiti sulla psiche della piccola potrebbero essere incerti. La mamma non ha nozioni di psicologia, e comunque ha sempre seguito di più l’istinto dei libri che spiegano come essere bravi genitori. Ma qui l’istinto latita, non ha i poteri misteriosi che le fanno trovare sempre la strada giusta.
Cosa c’è la fuori? Perché non si può andare? La piccola chiede, lei vuole uscire, deve andare a trovare il cagnolino della vicina, anche i suoi gattini, ci va spesso, e diventa matta per accarezzarli, ha dato un nome a quei gattini che, appena nati, sono di una tenerezza infinita.
Non si può uscire, e bisogna trovare le parole giuste. Che non le procurino traumi. La psiche, soprattutto dei bambini, è cosa complessa, lo è anche degli adulti, figuriamoci dei bambini. Dirle che ci si ammala là fuori sarebbe la cosa migliore, che si prende freddo e viene poi la febbre, e poi si va all’ospedale, e all’ospedale le cose possono mettersi male... E’ roba da grandi. Le angosce dei grandi. Contagiare la piccola, renderla angosciata come gli adulti non è una gran cosa.
Inventarsi un mondo parallelo, come Benigni nel suo film La vita è bella sull’Olocausto? Sì, forse, però... Viene ancora di più l’angoscia, i pensieri si aggrovigliano, siamo a questo punto? E’ tutto un gioco, guarda che bello stare in casa con mamma e papà, non vedere nessuno, neanche i nonni... “E perché non posso vedere i nonni?” chiederebbe (lo sta già chiedendo). Difficile rispondere. Sono malati. La piccola soffre solo all’idea. Sono chiusi in casa, hanno da fare.
La piccola pensa che non le vogliono più bene, che hanno delle cose più importanti che andare da lei. I nonni sono in viaggio, semplice. Per quanto tempo? Giorni, settimane, mesi, hanno trovato un posto così carino che restano un po’ là e poi dopo vengono qui e portano anche te da loro. E perché non subito? Questo chiederebbe la piccola. Perché vogliono divertirsi da soli? Bella domanda. La piccola messa in secondo piano. La carenza di affetto potrebbe farsi sentire, potrebbe percepirla, con esiti imprevedibili.
Parlarle. Dirle del Coronavirus, che può essere ovunque, dovunque, si prende respirando, accanto ad una persona che sta apparentemente bene. Si angoscia tutta la vita, la piccola. La verità andrebbe detta, qualcuno dice che bisogna sempre dire la verità ai bambini, che capiscono più di quanto si pensa. Si può provare a dirle che il virus è come un orco che è là fuori, che è come la strega delle favole che può attirare i bambini e prenderli nella sua casa, e poi che succede... No, troppo crudele. Si impressiona, la bambina.
Alla fine si racconta che si deve restare in casa, perché mamma e papà devono restare in casa e lei farà loro compagnia. E’ importante la sua presenza, altrimenti la casa diventa vuota. Fra poco anche i nonni, di ritorno dai loro viaggi, le porteranno tanti doni e le racconteranno di tante avventure.
Lei  sente che deve prendersi cura di mamma e papà. E’ un momento tenero. Possono fare una torta, lei e la mamma. Può rendersi utile, con le sue manine. E poi presto potranno andare a trovare i gattini dei vicini. Presto sarà uno sbocciare di fiori da raccogliere, la vita e le sue cose meravigliose, non ancora contaminate.

Commenti

Post popolari in questo blog

Diventare donna negli anni Settanta: il coraggio di rompere il silenzio 💃

(Introduzione a Daniela Barone). Tra i tabù degli anni Settanta e la trasparenza dei giorni nostri, il corpo femminile ha percorso un lungo viaggio verso la consapevolezza. In questo racconto, Daniela Barone ripercorre il delicato passaggio dall'adolescenza alla maturità: un tempo in cui il silenzio dei genitori e l’imbarazzo sociale trasformavano eventi naturali in segreti da nascondere o trofei da esibire. Una riflessione preziosa su come l'educazione affettiva sia diventata, oggi, il ponte indispensabile per costruire il rispetto e la libertà delle nuove generazioni. (Daniela Barone) ▪️ L'attesa e il primo reggiseno Erano mesi che spiavo ansiosamente sotto la mia canottiera. Frequentavo ormai la terza media ma il seno non ne voleva sapere di crescere. Invidiavo le mie coetanee che esibivano un petto rigoglioso e si truccavano già un po’. Siccome la mamma si era accorta che ero prossima allo sviluppo, mi aveva proposto di acquistare un bel reggipetto, come diceva lei. Per...

Il caso Rogoredo: perché la giustizia non può essere emotiva ⚖️

(Introduzione ad a.p.). Da caso scolastico di legittima difesa a indagine per omicidio volontario: la vicenda di Rogoredo scuote le coscienze e mette a nudo i rischi delle riforme giudiziarie in discussione. Tra il dovere della temperanza politica e la necessità di una magistratura indipendente, la ricerca della verità non può essere sacrificata sull'altare del consenso mediatico o della fretta legislativa. (a.p.) Il fatto: la realtà oltre l'apparenza La vicenda prende le mosse da un controllo antidroga notturno nel bosco di Rogoredo, terminato con l'uccisione di uno spacciatore da parte di un agente di Polizia. Inizialmente, il caso era stato presentato come un esempio "scolastico" di legittima difesa: un poliziotto costretto a sparare davanti a un'arma puntata (rivelatasi poi a salve). Tuttavia, il lavoro silenzioso della Procura e della Squadra Mobile ha ribaltato il quadro iniziale: l'analisi dei video e le incongruenze nei racconti hanno portato a ipo...

Tra rigore del velo e libertà del cuore: il mio viaggio nella fede ⛪

(Introduzione a Daniela Barone). Crescere nell'Istituto del Sacro Cuore di Genova negli anni Sessanta significava abitare un universo di simboli austeri e silenzi carichi di attesa, dove la fede veniva impartita come un dovere tra divise blu e velette nere. In questo racconto, l'autrice ripercorre il sentiero tortuoso che l’ha portata da una formazione basata sul timore alla riscoperta di una spiritualità libera, capace di curare le ferite del passato e scoprire che Dio abita altrove rispetto alla paura. (Daniela Barone) ▪️ L'Istituto del Sacro Cuore: un mondo in bianco e nero Era stato mio nonno a volermi mandare all’Istituto del Sacro Cuore che frequentai per due anni di ‘asilo’, come si diceva allora, e tre di elementari. Ricordo ancora quanta insofferenza provavo per quella scuola prestigiosa e severa. Mio padre, all’epoca autista dei mezzi pubblici, non avrebbe potuto certamente permettersi di pagare quelle rette elevate. Però la Madre Superiora, Suor Platania, dagli s...

La voce di Dio ai tempi del terrore

di Marina Zinzani (Commento di Angelo Perrone) (ap) È dedicato a padre Daniele Badiali, da Faenza, questo racconto. Il terrore attraversa il nostro tempo, fa strage di vite innocenti, violenta le anime di tanti, e insieme rapina il diritto ad una esistenza serena ed operosa. Non solo a Parigi e Bruxelles, ma in tante parti del mondo.  Ovunque l’uomo è barbaramente ucciso, perseguitato, umiliato od offeso. Pone interrogativi che lasciano sgomenti e rimangono senza risposte. Come è possibile? Cosa spinge l’uomo (perché anche i terroristi lo sono, nonostante tutto) al male atroce, assurdo, intollerabile, incomprensibile per la mente umana?

Caso Roggero, il miraggio della vendetta privata

(Introduzione ad a.p.). Il caso Roggero illustra un travisamento della legittima difesa, trasformata in vendetta privata.  Questo ha causato un “corto circuito” tra gli organi dello Stato, con pressioni del governo sul Quirinale per la grazia e critiche alla magistratura per una pena già minima. La politica, inseguendo atteggiamenti alla Vannacci, manipola il concetto di sicurezza, evidenziando la debolezza dello Stato nel garantire la certezza della pena e la legalità democratica. (a.p.). Vendetta travestita da legittima difesa Il caso Roggero, in cui il gioielliere di Grinzane Cavour ha inseguito e ucciso due rapinatori in fuga, ferendone un terzo nel 2021, è un esempio lampante di travisamento della legittima difesa.  Tre gradi di giudizio, basati su prove video schiaccianti, hanno escluso la legittima difesa, che richiede una minaccia imminente e inevitabile.  Le azioni di Roggero si sono svolte quando il pericolo era cessato, trasformando lo sparo alle spalle dei fug...