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Visualizzazione dei post con l'etichetta tristezza

Il giorno è tristezza, la notte paura

(Introduzione a Maria Cristina Capitoni). Esistono stati d'animo in cui la realtà sfuma e la percezione si fa liquida, quasi ingannevole. L'autrice qui esplora il territorio d'ombra in cui la mente confonde i confini del tempo e dello spazio interiore. Il giorno e la notte diventano le due facce di una stessa medaglia — l'uno fatto di malinconia, l'altra di angoscia — mentre lo specchio dell'anima restituisce immagini di un passato frammentato.  (Maria Cristina Capitoni). La matrice è la stessa ma la mente confonde di giorno è tristezza la notte paura è un riflesso scuro  affollato di volti che non conosci ma ricordano il tuo.

🛡️ La conquista del buonumore: caffè, jeans e la maglietta del cuore

(Introduzione a Cristina Podestà). Un breve, intenso racconto del risveglio. Cristina Podestà ci guida attraverso il contrasto tra l'iniziale "malumore" mattutino e il riscatto emotivo trovato nei piccoli rituali quotidiani. Il profumo, i colori e il sapore del caffè si rivelano elementi essenziali per trasformare l'inquietudine in una rinnovata gioia prima di affrontare il mondo esterno. ☁️ Dal malumore al risveglio (Cristina Podestà) Mi sveglio ed è malumore, mi investe una luce che mi infastidisce e comprendo immediatamente di essere di nuovo prigioniera del mondo. Dormivo tranquilla e adesso sarà inquietudine fino a tarda sera, è aprire gli occhi su tutti i pensieri e i problemi che offuscano i miei occhi e rendono affannoso il mio respiro. 🛁 Riti del corpo e della mente Mi alzo dal letto e tutto diventa già diverso. Ad esempio comprendo che la nascita di ogni nuovo giorno porta in sé l’illusione di nuove carte da giocare e di un inizio novello. Ricordo le cose...

A un passo dalla depressione

Quel senso irriducibile di stanchezza e malessere: imparare a porvi rimedio di Paolo Brondi (Commento a Eliana , PL, 29/5/19) Sentirsi priva di ogni aiuto fino al ridursi al mutismo del mattino e chissà di quanti altri momenti, manifestando stanchezza, poi tristezza, paura, timore di perdersi nelle tante cose da fare; sparpagliando con rabbia intorno stracci, vedendo in essi lo specchio della propria vita; alimentando forme di “acting-out” (malesseri, vari disturbi psicosomatici): è segno di mal funzionamento di un sistema complesso che non è ancora depressione.

Principessa triste, Romy Schneider, il volto triste, dallo schermo alla vita

di Marina Zinzani Tutti, almeno una volta, ci siamo imbattuti in Sissi. Quella rappresentata da una giovanissima Romy Schneider, volto angelico che ben si prestava a rappresentare quella principessa, personaggio di un’epoca che sembrava felice, anche se con qualche inquietudine.

Allora ti sposi?

Sui Navigli, la casualità di un incontro, e una sorpresa Racconto di Paolo Brondi Agnese, viveva in un grazioso appartamento sui Navigli, finemente arredato: noce per il pavimento, travi di legno chiaro ai soffitti, luminosità nell’angolo cottura, in sala pranzo, nelle camere e bagno. Dalle finestre aperte sui navigli, il sole entrava alto e forte, fino all’ora del pranzo e poi, nel pomeriggio e all’imbrunire, riflesso dalle case e dai tetti della riva di fronte.

Angeli, lassù

Le parole che feriscono, quelle che possono dare sollievo di Marina Zinzani Eco di parole dure, momento di sgomento e sconforto. Ma le parole si librano in volo ora, vedi, in volo, in volo, e tu viaggi in alto con quelle parole, sanno volare le parole, sai, vanno vicino alle stelle e ti riportano i loro sussurri, nella notte.

Qualcosa che ci scalda

Piccole cose, un istante, per cogliere la felicità di Paolo Brondi Il cielo piove se pur c’è il sole Piove sui tuoi giorni mesti So che ci sono tante cose che ti fanno male e tante altre che ti giungono ma sono lontane sembrano mai

Due stagni

Il vento raccoglie e trascina con sé le tracce di vita di Giovanni Muzi Due stagni abbeverati dal sole limpido nell’aria fredda di fine inverno. Due stagni lungo la strada assopita dalle auto, cuori di pescatori e germani reali.

Amico mio

Il senso della prigione e quello di libertà: il volo oltre il limite, talvolta senza una direzione di Maria Cristina Capitoni Come animale in gabbia cercar fessure dimenticate da trafiggere per volare oltre il consentito. Parte dell’esistenza dedicata alla fuga e l’altra a confermar d’esser fuggito.

Ricordi, a tenermi compagnia

di Giovanna Vannini Quando me ne andrò non lascerò un vuoto ma un pieno con diversi vuoti. Quando me ne andrò sentirò la leggerezza dell’assenza del non fatto. Quando me ne andrò sarà presto per dire che avevo finito di fare e tardi per quel tanto da fare che mi restava. Quando me ne andrò sarò il mio intero che va, verso una luce lontana, un camminamento per persona sola, un dove da arrivarci piano, da fermarsi per raggiunta meta. Quando me ne andrò rammenterò stazioni di paesi visti solo in cartolina, binari con vagoni su cui non sono salito, fermate di tram imboscate, biciclette regalate per età in crescita, pattini a rotelle per quella pista della mia fanciullezza.