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Azalee in piazza di Spagna (Roma)

(foto ap)

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Sporca come una pozzanghera: l’incontro che trasformò una giornata storta 👩

(Introduzione a Marina Zinzani - Commento a.p.). L’acqua è un tema poliedrico. In questo specifico episodio, tratto dai “Racconti dell’acqua”, l'elemento acquatico si manifesta nella sua forma più umile e sgradevole: l'acqua sporca di una pozzanghera. Uno schizzo imprevisto, causato dal passaggio maldestro di un'auto, colpisce una giovane donna, Linda, bagnandole gli indumenti. Questo banale incidente domestico diventa però il catalizzatore di una riflessione interiore e l'inaspettato pretesto per una svolta nella sua vita. (Marina Zinzani).  Il peso dei giorni no C’erano dei giorni no. Giorni in cui il corpo faceva fatica a muoversi, come quelle auto che fanno fatica a mettersi in moto la mattina, colpa dell’usura degli anni o di una cattiva manutenzione.  Il corpo che risponde poco, malattia subdola e depressione dietro la porta: difficile restare in equilibrio e trovare il sorriso quando di anni, dentro, se ne sentono cento. Linda guardò dalla finestra appena sveglia...

Ricordi di scuola, il Sacro Cuore, la scuola pubblica e la magia della coccarda 🏵️

(Introduzione a Daniela Barone). Un viaggio nell'Italia scolastica degli anni '60, epoca di transizione sospesa tra il rigore degli istituti religiosi e le sfide della scuola pubblica. Attraverso gli occhi dell’autrice, riviviamo l'emozione dei primi quaderni, il fascino proibito delle matite copiative e il passaggio dai rassicuranti "pensierini" alla complessità dell'aritmetica. È una storia di crescita fatta di coccarde colorate, piccole umiliazioni, scontri generazionali e quel momento indimenticabile in cui il sostegno di una madre diventa lo scudo contro i bulli del cortile. (Daniela Barone).  L’Istituto del Sacro Cuore e il fascino dell’inchiostro Nonostante le regole ferree, e per me spesso assurde, che vigevano nell’austero Istituto del Sacro Cuore, andavo abbastanza volentieri a scuola. La nostra maestra, Madre Prudenzina Berardi, doveva domare addirittura una quarantina di allievi, sedici della prima classe e ventidue della seconda. Sedevamo tutti ai...

Il mondo antico del mio vicinato, frammenti di un’infanzia genovese 🗝️

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Belve, la sincerità televisiva che diventa vanto 🦁 🦥 🐘

(Introduzione a Laura Maria Di Forti – Commento a.p.).  In un’epoca dominata dall’auto-rappresentazione digitale, dove ogni scatto è filtrato e ogni parola pesata per il consenso, esiste un luogo televisivo che sembra andare in direzione ostinata e contraria. Non è solo televisione: è un esperimento sociale che ci interroga su quanto sia diventato sottile il confine tra l’ammissione delle proprie fragilità e l’esibizione orgogliosa del proprio lato oscuro. (Laura Maria Di Forti) L'intervista come interrogatorio del sé Ultimamente mi sono appassionata alla trasmissione “Belve” di Francesca Fagnani. Un personaggio più o meno noto, più o meno bravo nel destare la curiosità popolare, viene intervistato dalla giornalista che utilizza frasi pronunciate dal malcapitato e brani di interviste precedenti, e viene interrogato su vicende private o sulla carriera. Fin qui nulla di strano, si potrebbe dire, se non che alcune domande si ripetono puntata dopo puntata e alle quali tutti debbono ris...

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