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Quale Costituzione?



Il Fatto quotidiano ha lanciato l’appello “Contro i ladri di democrazia e il Parlamento dei nominati, per riforme che facciano contare i cittadini”. La risposta è stata travolgente: 250mila firme in poco più di un mese, prestigiose adesioni di giuristi, intellettuali, artisti ed esponenti della società civile.
Fra le tante, quella di un grande regista del cinema italiano, Ermanno Olmi, che ha scritto: << C’è un articolo che non è stato scritto alle origini della nostra Costituzione: non per dimenticanza, ma perché era già radicato in ciascuno dei padri costituenti. Costoro avevano l’onestà come primo comandamento. E con quel puntiglio hanno scritto tutti gli altri articoli. Oggi è sceso il buio della indifferenza e della rinuncia alla propria dignità. Solo pochi sentono il dovere di tenere acceso il lumicino di una coscienza civile. Abbiamo appena trascorsa tutta l’estate con la riforma del Senato e per tutte le altre riforme che si faccia almeno in modo di tener presente una raccomandazione di Albert Camus: “Perché un pensiero cambi il mondo, bisogna prima che cambi la vita di colui che l’esprime. Che cambi in esempio”>>.
Intorno alla petizione si è raccolta una vasta e vivace comunità di cittadini informati, consapevoli e ansiosi di partecipare attivamente alla vita pubblica, di scegliere i propri rappresentanti in Parlamento e di dire la loro su un vero processo riformatore, senza rassegnarsi ai patti occulti e ai disegni oscuri di chi vuole l’espropriazione dei diritti devastando i principi democratici irrinunciabili della nostra Costituzione.
La petizione ha dato forza e coraggio ai parlamentari di maggioranza e di opposizione che contestano questa svolta, ha costretto i controriformatori alla retromarcia su alcune norme (come l’innalzamento delle firme per i referendum da 500 a 800 mila), ha tenuto aperto il dibattito sul “Senato dei nominati”. Alzare la voce non è inutile.

(Da Il Fatto quotidiano, 30/8/14)

Commenti

  1. Si parla di cambiamenti di ogni genere e sostanza, ma inutilmente, poiché nessuno vuole che cambi qualcosa. Si parla di quello che andrebbe fatto ma tutti concorrono a non realizzarlo. Quindi non è il sistema Italia che va cambiato, ma la mentalità del popolo e di conseguenza dei governanti che si comportano da azzeccagarbugli per fare solo confusione senza cambiare nulla.
    La responsabilità di questo marasma politico è di tutti: primo dei votanti che votano degli incapaci incantatori di serpenti che consci delle loro incapacità lavorano solo per soddisfare i propri appetiti e quelli degli amici.
    Per "tutti" intendo dal presidente della repubblica all' ultimo dei cittadini, delle istituzioni e delle associazioni pubbliche e private.

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