Passa ai contenuti principali

Di notte sotto la pioggia


di Marina Zinzani
Tratto da I racconti della pioggia

(ap) Lo sguardo proiettato verso l'esterno, quello che gli altri pensano, come reagiranno. Lo abbiamo introitato dentro, è parte del nostro modo di pensare, e non ci permette di vedere l'essenziale, di capire non solo il giusto, ma il bello.


Era notte, una notte fredda, gelida, con il vento, il vento e i pensieri che non gli davano tregua. Vincenzo aprì la finestra del balcone. Pioveva. Una pioggia che era cominciata da qualche ora. Le auto là fuori. Auto che si fermano. Prostitute per strada. Anche maschi. Uomini che vanno con uomini.
I pensieri fastidiosi da ore. Pensieri che portavano sudore nel corpo, la bocca amara, il bisogno di bere, di andare in cucina. Di aprire il frigorifero. Non c’è niente nel frigorifero, accidenti.
Avrei dovuto portarlo a giocare a calcetto con me. Sport da maschi. Invece lui ha preferito un corso di danza. Dovevo capire. Capire già da allora.
La gente riderà di noi. Vallo a dire a tuo nonno, quello che ha sani principi, che critica le gonne sopra il ginocchio. Sono puttane, quelle, dice…  Vaglielo a dire…
E tua nonna, tua nonna vuole diventare bisnonna, in fondo potrebbe accadere, mica è così vecchia…  E i parenti di tua madre… Tuo zio, che ha fatto tre figli,  vaglielo a dire a tuo zio quello che sei…
Quello che dirà la gente. I miei colleghi, quelli che parlano sempre di donne, quelli  che sono nonni, dicono che è una cosa bellissima essere nonni…  E io cosa dirò, cosa dirò…
E la vicina di casa? Quella stupida che controlla tutto e tutti, un giorno o l’altro le dico che deve smetterla…
Dovevo essere più forte. Impormi. Le donne, le donne sono troppo asfissianti. Una madre che ti è stata sempre dietro, che si offende quasi se non le dici nulla. Deve esserci lei, accidenti, sempre, a dire l’ultima parola. Dovevo intervenire. Fare l’uomo.  Fare l’uomo.
I genitori che accettano, che dicono “Basta che tu sia felice”. No, non si può dire così. Non mi viene, non mi viene, accidenti.
Uomini che vanno con uomini. Macchine che si fermano di notte, mercato di donne e di uomini.
Alessandro, suo figlio. Da un’altra parte, in un’altra casa. Lontano. 

Commenti

Post popolari in questo blog

Pensioni? Facciamo un bello spot. Il solco tra disagio sociale e politica 📺

(Introduzione a Marina Zinzani – Commento a.p.). Malattie, invalidità e vecchiaia rendono la vita un percorso a ostacoli, fatto di privazioni quotidiane e continui accertamenti. Di fronte a questo scenario, il testo che segue dà voce a due realtà distanti: da un lato il vissuto intimo e sofferto di chi vive con una pensione minima, dall'altro il cinismo calcolatore della politica. Una distanza incolmabile oggetto di riflessione nel commento finale. (Marina Zinzani).  Le voci del disagio: storie di ordinaria rinuncia «Vivo con la pensione di mia madre, e una pensione di invalidità. Ho una malattia che non guarisce, può solo peggiorare. L’Inps mi chiama per le visite, per vedere se sono guarito. No, non sono guarito. Sono peggiorato. La mia piccola pensione non è aumentata. Devo pagarmi delle medicine, oltretutto, e quelle c’entrano con la malattia ma per lo Stato non c’entrano. È una cosa un po’ complicata. Così ho anche questa spesa. Mi hanno amputato una gamba, un incidente, anni ...

Tre anni insieme in uno scatolone, quando finisce la magia dell'amore

(Introduzione a Daniela Barone). Ci sono canzoni che non vorremmo mai ascoltare in determinati momenti della nostra vita, perché capaci di trasformarsi nella colonna sonora di un fallimento. Nel racconto che segue, le note dei Los Galos accompagnano Santiago mentre riempie scatoloni alla rinfusa, pronto a lasciare quella che per tre anni è stata la sua casa. Una confessione che scava nelle radici delle incomprensioni di coppia: dalle differenze culturali e generazionali, fino all'incapacità di comunicare, tra silenzi punitivi e sfoghi di rabbia. Una storia sulla fine dell'amore, le ferite dell'infanzia che riaffiorano quando meno ce lo aspettiamo e la difficile accettazione di un game over emotivo. (Daniela Barone). Il peso di tre anni in uno scatolone Sono seduto sulla montagna di scatoloni che ho riempito alla rinfusa dei miei vestiti e di tutte le mie cose. Non è facile farci stare dentro tre anni di matrimonio. Mi serviranno altri borsoni, magari quelli del supermercat...

La reputazione tra parole e silenzio: la lezione del principe Andrea in "A Very Royal Scandal"

(Introduzione a Marina Zinzani). Esistono momenti in cui siamo posti davanti a un bivio cruciale per la nostra immagine pubblica e privata: affrontare una tempesta parlando per difenderci o chiuderci nel silenzio sperando che passi? È il dilemma universale della reputazione, un nodo cieco che attraversa le decisioni di ognuno di noi e che la miniserie Sky A Very Royal Scandal fotografa in un caso di scuola macroscopico: il crollo mediatico dell'ex principe Andrea d'Inghilterra. (Marina Zinzani). Il bivio del Principe Andrea Una miniserie di tre puntate, A Very Royal Scandal, attualmente su Sky, accende i riflettori su un evento del 2019, che riguarda la famiglia reale inglese. L’ex principe Andrea (ora non ha più titoli nobiliari) è accusato da Virginia Giuffre di essersi intrattenuto con lei quando era minorenne.  La stampa non parla d’altro, la situazione è davvero imbarazzante. Anche perché inizia a girare la foto di loro due insieme, nella casa di Ghislaine Maxwell, fidan...

Il campanello dello 8: un abbraccio dopo il segreto

(Introduzione a Paolo Brondi). Nella cornice idilliaca di una villa a Fiesole, si consuma il dramma silenzioso di Saverio. Diviso tra l'amore profondo per la sua compagna Laura – un commissario capo assorbito dai doveri della giustizia – e una solitudine pomeridiana che riapre antiche ferite d'abbandono, l'uomo si ritrova a fare i conti con il vuoto e la noia.  Sarà un'interruzione brusca e inaspettata nella routine del suo studio medico, lo squillo insistente di un campanello alle otto del mattino, a squarciare il velo sui segreti del passato. Il racconto ci conduce lungo i sentieri misteriosi degli affetti familiari, dove una verità rimasta a lungo nell'ombra si trasforma nell'occasione per riscoprire il senso profondo dell'amore e della fraternità. (Paolo Brondi). La vita a Fiesole e la solitudine di Saverio Saverio Motta e Laura Baldi, ormai conviventi, vivevano tranquilli in una villa, da lei acquistata per una fortunata occasione, a Fiesole. Vi si acce...

Il calore del ritrovarsi: la festa come viaggio emotivo tra passato e presente

(Introduzione a Marina Zinzani). Le feste, specialmente quelle che celebrano i grandi traguardi della vita come i matrimoni, non sono solo occasioni di convivialità, ma veri e propri catalizzatori di emozioni. Diventano il pretesto perfetto per riannodare i fili del tempo, permettendo ad anime che hanno condiviso un tratto di strada passato di incrociarsi nuovamente. Che si tratti di cugini, zii o parenti lontani, queste occasioni riaccendono una scintilla profonda, sospesa tra nostalgia e gioia. (Marina Zinzani). L'incontro delle anime e l'anello dei ricordi Ritrovarsi dopo tanti anni: si organizza una festa, in genere è ad un matrimonio che ci si ritrova, ma non solo. La festa diventa un incontro di anime, che provengono dal passato, con cui si è fatto un tratto di strada assieme. Succede fra cugini, zii, parentele varie. I ricordi appaiono come avviluppati da un manto nostalgico, piacevole, umoristico anche, sono come anelli che si uniscono ed arrivano alla parte più profond...