Passa ai contenuti principali

Quarantacinque anni senza

di Marina Zinzani
(con un commento di Angelo Perrone)

(ap) Non credevano ai loro occhi i giornalisti del Daily Mirror quando si videro recapitare quel testo stringato, firmato Paul McCartney. Un’autointervista, per annunciare un enigmatico e irrevocabile addio. Divenne un titolo di prima pagina per l’ultima edizione del giornale: Paul sta lasciando i Beatles.
Una notizia che fece rapidamente il giro del mondo, lasciando in secondo piano gli equilibri tra i Labour e i Tories, l’ascesa di Margaret Thatcher, e molto altro. Veniva meno, con McCartney, il principale riferimento musicale del gruppo. Si consumava così, ufficialmente, l’avventura della band più grande di sempre. Poi ognuno sarebbe andato per conto suo, verso altri orizzonti. Hey Jude, era il 10 aprile 1970. Quarantacinque anni senza i Beatles.

Avevamo accanto il tempo
giorni lunghi, ampi orizzonti
inquietudini del cuore.
Avevamo accanto la rabbia
il senso del giusto
la voglia di cambiare
di fumare e di stordirci e anche di bere.
Avevamo accanto
i nostri anni migliori
senza saperlo.
C’era la musica allora
dentro di noi, accanto a noi
lusinga di gioia.
Si sono sciolti i Beatles
qualcuno ci ha reclamato
con una laurea, una veste, una cravatta.
Si sorride
pensando ai pantaloni a zampa d’elefante
alle giacche strette
sorriso triste
perché niente
niente
è più stato come allora.

Commenti

Post popolari in questo blog

L’armadio vuoto: fare spazio al futuro 🚪

(Introduzione a Daniela Barone). Svuotare un armadio non è mai solo una questione di spazio. È un viaggio a ritroso tra le pieghe della vita, dove ogni abito scartato racconta chi eravamo e ogni spazio vuoto accoglie chi siamo diventati oggi. Tra tessuti logori e ricordi ritrovati, ecco cosa ho imparato mettendo ordine nel mio passato. (Daniela Barone) ▪️ Congedi necessari Non so se lo sgombero di ieri del mio armadio abbia a che fare con il senso di vuoto che talvolta mi ha colto o semplicemente coincida con la voglia di sbarazzarmi di un passato pesante, di una me che non corrisponde più a quella che sono diventata.    Per anni, nel cambio di stagione ho continuato a spostare gli abiti dalle ante più alte a quelle più basse senza avere il coraggio di sbarazzarmi dei vestiti non indossati da tempo immemorabile, come il tubino nero diventato troppo stretto o i tanti coprispalle oramai fuori moda. E che dire della giacca lucida dai bottoni argentati indossata il giorno del mio ...

Lettera di un padre alla figlia che parte

(a.p.*) ▪️ L'annuncio e i ricordi. “Papà, abbiamo intenzione di sposarci”. È la frase che ogni genitore si aspetta di sentire prima o poi, che ascolta con qualche timore, e con cui deve confrontarsi, facendo i conti con un groviglio di emozioni. La sua bambina è improvvisamente cresciuta, e lui, il genitore, non è più l’unico uomo, o donna, della sua vita, il soggetto principale intorno al quale la vita del figlio ha ruotato per tanto tempo. Pagine di letteratura, saggi, immagini di vita quotidiana, scene cinematografiche memorabili sono dedicate a questo tema eterno e sempre attuale: il figlio che lascia la casa paterna e comincia una nuova vita. E il padre e la madre, di fronte a quell’annuncio, rivedono, in sequenza, tanti passaggi della vita familiare. 🎈 Radici d'infanzia: Fregene, film e confidenze Anche a me è capitato, come a quel genitore, nel film “Il padre della sposa”, di ricordare alcuni momenti trascorsi con te, Daria: La carrozzina che ...

Il linguaggio del "disprezzo": quando il ministro smette di essere istituzione 🏛️

(Introduzione ad a.p.). Esiste un limite, sottile ma invalicabile, che separa la critica politica dall'offesa personale. È il limite del rispetto istituzionale, quel decoro che chiunque ricopra una carica pubblica dovrebbe indossare come una divisa, specialmente se siede sulla poltrona di Guardasigilli. (a.p) ▪️ La caduta dello stile istituzionale Le recenti dichiarazioni del ministro Nordio nei confronti del Procuratore generale di Napoli — "Non gli stringerei la mano, lo disprezzo" — non sono solo uno scivolone di stile. Sono il sintomo di una crisi democratica. Il ministro della Giustizia è, per ruolo, il garante del funzionamento del sistema giudiziario. Quando dichiara "disprezzo" per un alto magistrato impegnato in prima linea, non sta colpendo l'uomo, ma sta svalutando la funzione che quell'uomo ricopre. Come può un cittadino aver fiducia in un tribunale se il primo responsabile della Giustizia dichiara di disprezzare chi quella giustizia la eser...

Supereroi: la scoperta di Leo e la forza mite di mio padre 🦸‍♂️

(Introduzione a Daniela Barone). Può una battaglia di cuscini sul divano con un nipotino scoperchiare settant'anni di ricordi? Tra i muscoli d'acciaio di Hulk e la mitezza dimenticata di un padre, questo racconto è un viaggio alla riscoperta dei veri eroi: quelli che non portano mantelli, ma hanno mani che sanno riparare scarpe e cuori che sanno restare. (Daniela Barone) ▪️ Battaglie sul divano e piccoli guerrieri È divertente leggere al mio nipotino Leo le storie di Hulk, Iron Man e Captain America, i personaggi di cui ammira le gesta prodigiose: spalanca gli occhioni verdi di fronte alle immagini colorate di imprese incredibili e di lotte ardue contro i ‘cattivi’ in cui vince sempre il supereroe di turno. Quando il libricino è finito, vuole immediatamente ingaggiare una battaglia sul divano con me, nonna alla soglia dei settant’anni, poco avvezza a salti ed acrobazie. Tuttavia lo accontento sempre, anzi cerco di opporgli resistenza imprigionando le sue gambette paffute ed ost...

Riforma Nordio: un’indipendenza scritta, un’imparzialità smontata 🎁

(Introduzione ad a.p.) C’è una distanza siderale tra la narrazione di una riforma e la sua architettura strutturale. Analizziamo il paradosso di un testo che celebra l'autonomia della magistratura mentre ne smonta, pezzo dopo pezzo, i pilastri dell'imparzialità. (a.p.) ▪️ Il trucco delle parole d'oro Ammettiamolo. Leggendo le carte della riforma Nordio, quasi ci si commuove: l’indipendenza della magistratura vi è celebrata con una tale enfasi da sembrare un inno sacro. I sostenitori ci sfidano: "Dove si dice che il Pubblico Ministero prenderà ordini dal Governo? Non c’è scritto!". Ed è vero. Tutto appare logico, rassicurante, come una confezione regalo perfetta e infiocchettata. Peccato che l'indipendenza non sia una dichiarazione d'intenti, ma una condizione strutturale. Anche nei regimi antidemocratici si giura sulla libertà dei giudici, ma lì finisce prima di iniziare. Qualcuno ha notizie di giudici iraniani, russi o nordcoreani che abbiano deciso contr...