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| Il vaso di fiori, John W. Alexander |
Delusioni,
disavventure: come si cade, come ci si rialza
di Marina Zinzani
Un
percorso che cambia all’improvviso, luogo sconosciuto e non previsto che si
visita, ci si trovano dei mostri in questo luogo, mostri, mostri, in grado di
strappare la pelle e lasciarti lì, per terra, futuro cibo di topi.
Ma
non sempre finisce così. Si ode un suono, un flauto forse, o una voce
suggestiva di cui non si comprende la provenienza, si è a terra, si muove un
dito, poi la mano, poi il braccio, poi anche le gambe sembrano reagire,
vogliono reagire, rialzarsi, ci si rialza, si riesce a muovere i piedi, si
riprende a camminare, incerti, ma si riesce a camminare, si arriva ad una
fontana, ci si lava il volto, acqua, e sole che asciuga il volto e le lacrime,
sole amico ora, sole che illumina il volto, che parla al cuore e gli dice di
guardare avanti, vai avanti, vai avanti.
E
un mattino ci si accorge che non solo si cammina, che si guarda al nuovo giorno
e non ci si volta più indietro, ma che la forza è entrata, forza nei muscoli,
nelle ossa, nei pensieri, e si scopre la bellezza al posto delle ferite.

Non sono rari gli eventi in cui si dimostra che gli occhi non vedono al di là di quello che sanno. E si cade..si soccombe.. Ma è sempre possibile una verità , l’aver fede.. Solo questa ci indurrà a seguire un cammino sicuro . Soltanto allora recupereremo la festa della giovinezza…uno strano torpore , un brivido caldo.. Nelle nostre vene ci sarà una goccia di sangue che circolerà viva, anche se non avremo il coraggio di confessarlo
RispondiEliminaPaolo Brondi