Passa ai contenuti principali

Luccicante

Lady Lilith, Dante G. Rossetti
Un gesto consueto la crema sul viso, mai banale la ricerca della bellezza

di Marina Zinzani

Le compro da Internet, risparmio. No, io le compro in profumeria, sono costosissime, ma, si sa, la pelle va curata quando si arriva ad una certa età, e lì in profumeria ti consigliano.
Io preferisco quelle all’aloe. Io ne ho scoperta un’altra, non ricordo cosa c’è dentro, ma fa una pelle bella, morbida, nutrita.
Discorsi di donne. Sui quarant’anni, o cinquanta, o giù di lì. Discorsi che sottolineano come il gesto rituale, quotidiano, di passarsi una crema sul viso sia qualcosa di fondamentale. E’ il prendersi cura della propria pelle, con il tentativo di fermare il più possibile gli anni che passano, anni che rendono il viso sciupato, meno luminoso.
Si cerca in una crema il bagliore magico che può illuminare un volto. Se ne cambiano di creme, si passa facilmente a nuovi prodotti, si cerca qualcosa di migliore. Forse non è dalla crema che viene fuori la luce, ma dal rapporto con qualcosa di più profondo, che viaggia su fili misteriosi.

Commenti

Post popolari in questo blog

Tango delle rose in Versilia, un'estate assolata trasformata dal ricordo

Paolo Brondi -  Il festival di Villa Melzi era tutto all’aperto: nel parco, assai esteso e prossimo al mare versiliese. Il buio era sciolto in luminosità diffusa e suadente, arieggiata da numerosissime lanterne e da fiaccole antizanzara, dal dolciastro sapore di geranio, e su tutto scendeva il soffuso chiarore della luna piena. Più in là, il mare rumoreggiava come un’eco mormorante “ricorda… ricorda… ricorda… ”. Giorgio e Silvia scelsero un tavolo un poco in disparte e la musica rock, o il ritmo facile di canzonette come Cuore, Abbronzantissima, Una lacrima sul viso, li raggiungeva meno del mormorio del mare e dei profumi del parco.  Silvia era bella e il chiarore lunare impreziosiva la purezza delle linee del volto con appena una traccia di trucco, i capricciosi biondi capelli, il vestito di seta color fucsia che flessuoso scendeva, con graziosa scollatura, ad accarezzarne il seno, il ventre piatto, la curva dei fianchi, arrivando fino al ginocchio.  Lui port...

C'è una storia che ho bisogno di raccontare

(a.p.). Una storia, su radici, terra, e il coraggio di cercarne di nuova senza perdere la prima. Non un annuncio, o un bilancio. L'ho scritta per chi, in questi anni, ha reso questo giardino comune. Potete leggerla sul nuovo sito, www.pagineletterarie.it: Migrare. Una storia di radici e di nuova terra .

Cos'è la felicità

di Cristina Podestà Vi siete mai chiesti cosa sia una vita felice? Cominciamo col dire cosa non è. Non è assenza di dolore, di noia, preoccupazioni: sarebbe utopia. Non è presenza di salute, soldi, amore: sarebbe eccessivo. Non è possedere tutto ciò che uno desidera: sarebbe fantasia, mai realtà.  Invece la vita felice è intermittente, è un saliscendi, un’alternanza di bello e cattivo tempo, una sorpresa ogni giorno per ciò che ci verrà offerto.

Uno sguardo da Volterra, antichi saperi

Saperi ed energie, una dimensione più umana della città (ap) Arte e storia. La città, in primo luogo celebre per l'estrazione e la lavorazione dell’alabastro, conserva intatto un notevole centro storico di origine etrusca, in cui sono presenti rovine romane, ed edifici medievali come la Cattedrale ed il Palazzo dei Priori sull'omonima piazza, il centro nevralgico dell'abitato.

Luci spente al Sud

Salvatore Quasimodo Cultura italiana del ‘900. Fa discutere, nella scelta delle figure più rappresentative, la mancanza di voci come Grazia Deledda, Salvatore Quasimodo, Leonardo Sciascia: una perdita per tutti di Mariagrazia Passamano * “Oh, il Sud è stanco di trascinare morti/ in riva alle paludi di malaria, /è stanco di  solitudine, stanco di catene”. Questi alcuni versi della struggente poesia “Lamento per il sud” di Salvatore Quasimodo, uno dei padri dell’ermetismo e vincitore del premio Nobel per la letteratura nel 1959. Eppure l’opera di Quasimodo, al pari di altri autori meridionali, non compare nell’olimpo della “letteratura vera” , nel pantheon delle figure di rilievo selezionate dal Ministero della Pubblica istruzione per i programmi scolastici (per i Licei).