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Non solo un fiore

I ricordi dietro la storia di un papavero


di Marina Zinzani

Il Remembrance Day è il giorno in cui in Gran Bretagna si ricordano i caduti della Prima Guerra Mondiale.
L’11 novembre di ogni anno una cerimonia, a cui assiste la famiglia reale, rinnova il ricordo del sacrificio di tanti uomini caduti in battaglia. Chi partecipa ha un distintivo con un papavero rosso appuntato.

La storia che lega il papavero a questo giorno parte dai campi in cui le bombe avevano creato crateri, i semi dei papaveri erano caduti fra le insenature della terra ed erano germogliati, l’esplosivo che aveva fatto da fertilizzante. Così in quegli anni, dal 1915 al 1918, c’era stata una grande proliferazione di papaveri.
Bombe e i fiori che nascevano, fiori rossi come il sangue e allo stesso fiori come sinonimo di vita, di bellezza. Anche se una bellezza insanguinata.
Una poesia che ricorda questo periodo fu scritta da un ufficiale canadese, John McCrae. Morì su quei campi. Le sue parole ci ricordano ancora quante sofferenze ci sono nel nostro passato, e quanti giovani hanno perduto la vita per avere le libertà di oggi.

Nei campi delle Fiandre

Nei campi delle Fiandre i papaveri spuntano
tra le croci, fila dopo fila,
che segnano il nostro posto; e nel cielo
le allodole, cantando ancora coraggiosamente,
volano appena udite tra i cannoni sottostanti.
Noi siamo i morti. Pochi giorni fa
eravamo vivi, sentivamo l'alba, vedevamo il tramonto brillare,
amanti e amati. Ma ora giacciamo
nei campi delle Fiandre.
Riprendete voi la lotta con il nemico:
a voi passiamo la torcia con le nostre
cadenti mani, e siano le vostre a tenerla alta
E se non ci ricorderete, noi che moriamo,
non dormiremo, anche se i papaveri cresceranno
nei campi delle Fiandre.

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