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Addio a Paolo Brondi

di Cristina Podestà

(Angelo Perrone) Ricordiamo, con le parole affettuose e commosse della sua allieva, Paolo Brondi, collaboratore prezioso di “Pagine Letterarie” fin dagli esordi: scrittore eclettico, appassionato di filosofia e scienza, attento osservatore della realtà. Grazie di tutto, amico mio

Carissimo professore, lei è stato una persona carismatica e autorevole, e lo rimarrà sempre. In età adolescenziale, quando l’ho conosciuta, tutto era più facile, o forse no, era ugualmente difficile: lei ha aiutato me e intere generazioni a crescere, ad avere maggiori sicurezze, a sviluppare il senso critico.
Mi ha aiutato a scoprire le mie inclinazioni allo studio; ho affrontato l’esame di maturità (allora si chiamava così) con lei unico membro interno che si è fatto carico delle singole sfaccettature di ciascuno in modo professionale e umano.
L’ho contattata in varie circostanze della vita in cui avevo bisogno di preziosi consigli, che regolarmente si sono rivelati eccellenti; ci siamo scritti a vicenda mail quotidiane in questi ultimi anni, ci siamo reciprocamente confidati i pensieri, i timori e le debolezze da ultimo durante il lockdown; ci siamo spesso confrontati sui temi scottanti come quelli della politica e della scuola. 
È stato dirigente scolastico, docente universitario, uomo serio e affidabile, dotato di grande ricchezza interiore.
Nessuno di noi si aspettava una sua partenza così rapida e straziante. Si, ci sentiamo tutti un po’ orfani. 
Lei, adorato professore,  è stato un po’ padre per molti giovani di allora e di oggi. Il nostro cuore lo ha conquistato con la sua competenza storico/psicologico /filosofica ma, anche, con la sua intelligenza, capacità, umanità, disponibilità, spesso nascoste dietro un sorrisetto o dietro uno sguardo silenzioso. Ci ha insegnato la lealtà e la condivisione, ad andare controcorrente, ad essere sempre se stessi e ad accettarsi.
Ho scoperto in lei la dolcezza negli scritti che mi inviava e di cui mi chiedeva il parere, pubblicati sulla rivista Pagine Letterarie, cui mi ha sollecitato a inviare anche alcune mie riflessioni. 
Un grande filosofo, poeta delicato e sensibile, storico competente e critico, grafologo di notevoli capacità, uomo come pochi per la sua magnanimità, nobiltà d’animo e generosità, una persona che era molto importante per molti di noi, oltre che per la sua famiglia.
È stato unico, con una intelligenza rara. Sapeva leggere dentro le persone, in tutti i sensi: con lei non era necessario parlare. 
Il dolore per la sua assenza è forte e pungente, e perciò voglio ringraziarla a nome mio innanzitutto, ma anche di tutti coloro che come colleghi, docenti, studenti, persone comuni hanno avuto la fortuna di averla incontrata nei loro percorsi di vita: in ciascuno ha lasciato un segno.
Grazie mio amato professore. Che continui ad esserci accanto nei momenti difficili, come ha sempre fatto, affinché possiamo ancora gioire del suo prezioso contributo. 
Le voglio bene e la porterò nel mio cuore. Per sempre. Un abbraccio

Commenti

  1. Grazie Signor Perrone.

    RispondiElimina
  2. maria cristina capitoni27 settembre 2020 alle ore 08:08

    Un saluto al professore con augurio di buon viaggio.
    Maria Cristina

    RispondiElimina

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