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"Aforismi di Zürau": Franz Kafka e il peso dell'eterno 📝

Un uomo seduto ad una scrivania davanti alla finestra scrive a mano su alcuni fogli
(Introduzione a Liana Monti). Ci sono momenti nella vita di un grande autore in cui il silenzio del mondo esterno permette alle voci interiori di farsi più nitide, per quanto dolorose. "Aforismi di Zürau": una raccolta di pensieri che Franz Kafka scrisse nel momento in cui la malattia iniziava a bussare alla sua porta.
Tra le campagne boeme, lontano dal caos della città, Kafka ha distillato il suo tormento in 109 schede, regalandoci frammenti di una verità universale e terribile. Un'opera essenziale per chiunque voglia guardare nell'abisso dell'animo umano attraverso gli occhi di uno dei più grandi geni del Novecento.

(Liana Monti).
Franz Kafka scrive una serie di schede sciolte e numerate tra l’autunno del 1917 e la primavera del 1918; per lui erano gli inizi della malattia quando era ancora molto giovane.
Le scrisse nelle campagne del villaggio boemo di Zurau dove si era trasferito a casa della sorella.

Riflessioni tra ermetismo e dolore

109 aforismi. Vere e proprie riflessioni molto toccanti, a volte molto ermetiche, non sempre chiare alla prima lettura. Chi conosce e ama l’Autore, attraverso opere senza tempo come “Il processo”, “La lettera al padre” e “La metamorfosi”, non può non leggere anche questo volume.
Sono appunti annotati con cura dove si sente molto forte la sofferenza, l’angoscia, il dolore.
“Frequentare le persone induce seduttivamente a osservare sé stessi.”
“Il male è in grado di sedurre l’uomo, ma non può farsi uomo.”

L'illusione del traguardo e la felicità negata

Kafka è un osservatore attento delle proprie emozioni e dei bisogni che sono universali e presenti in ognuno e spesso non raggiungibili. L’illusione di essere arrivati a traguardi ambiti e accorgersi al tempo stesso che è tutto inutile è un tormento costante. La ricerca di una felicità che si rivela non raggiungibile è un dolore che si ripete.

Un'eredità salvata dall'amicizia

La decisione finale di affidare i suoi scritti all’amico Max Brod per distruggerli dimostra un amore profondo per le proprie opere e al tempo stesso non avere la forza di distruggerle egli stesso. Possiamo essere grati che i lavori di questo autore e che sono inestimabile valore siano sopravvissuti e arrivati a noi.

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