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Visualizzazione dei post con l'etichetta natura

Gola di luci: una poesia di Giorgia Deidda

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( Giorgia Deidda)      ▪️ Era l’ultimo quarto di luna. Uscii nel bosco ed attraversai il sentiero di pini sentendomi toccare dalle gocce di pioggia che cadevano dagli alberi anneriti, e la terra bagnata la sentivo tutta tra la fragranza del diluvio e la freschezza dell’aria risanata. Mi sedetti sull’erba a rimirare le stelle; Venere formava una gola di luci con l’altre costellazioni d’intorno,

Vita nascosta della natura

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Luci, rumori, tra muri ed alberi di Maria Turtura Si sono accese insieme nell'acqua due luci; il giardino ha rumori; con veste bianca e chino il capo due donne dall'infermeria mentre geme un autunno di muri e di alberi inseguiti dal vento.

🌳 Magie di strada: trova la tua bacchetta magica nella natura

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Forza, energia, ispirazione, volontà: sarebbe bello poterle concentrare in qualcosa da usare all’occorrenza. Per superare disgrazie, dare una svolta alla vita. Un’illusione ben rappresentata dalla favola della “bacchetta magica”, metafora della speranza più ingenua. Che tuttavia racconta anche una verità: nella ricerca dell’impossibile, è il viaggio stesso, così concreto e alla portata di tutti, che nasconde misteriose sfumature di magia. (a.p. - FAVOLA) ▪️ Ci vuole poco tempo, non intralcia i tuoi programmi ed è una cosa utile. Hai molti pensieri per la testa e ti riesce difficile fermarti un attimo. Ma può servirti farlo, ne rimarrai sorpreso e contento. Magari ti propone qualcosa di inatteso, regalandoti buon umore e sollievo. 🚶 Il primo passo: esci e osserva La cosa da fare è fuori casa. Questo il primo punto. Non puoi rimanere dentro, devi uscire. Non sarebbe la stessa cosa altrimenti. Lo so, ci sono tante ragioni contro: abitudini, pigrizia, persino una voce interiore scoraggian...

I passi di un dinosauro

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Il poco che riflette la grandezza: conoscere il sentimento di Mirella Santamato Come l’orma di un dinosauro io vado comparando l’incavo di ciò che manca con il mio desiderio. Mi accorgo della vastità della forma d’amore dal calco lasciato nella mia anima. Conosco l’amore solo per sottrazione.

In fondo alla scala

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Essere sé stessi riesce in natura. Meno, all’uomo di Mirella Santamato Il sasso non può essere altro che un sasso. E così l’ape e il vento di primavera.

Tra i due litiganti il terzo gode: la saggezza popolare in una mollica

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(a.p. INTRODUZIONE) ▪️ Il proverbio di oggi: “ Tra i due litiganti il terzo gode”. Non si è mai soli neppure nei litigi. Chi beneficia dei contrasti altrui? La tradizione popolare italiana si è sempre espressa con proverbi e modi di dire, rimasti poi nella memoria comune. Oltre le apparenze, non sono una ingenua semplificazione della realtà con cui ci confrontiamo ogni giorno. Molto di più, uno sforzo per riflettere e capire. E magari scovare il bandolo della matassa. Interpretano sentimenti diffusi, traducono in poche battute concetti complicati, tramandano una saggezza solo apparentemente spicciola, qualche volta sono persino di aiuto per suggerirci le mosse opportune. Ci hanno consolato, ammonito, contrariato. Ce ne siamo serviti per affrontare momenti difficili e uscire da situazioni scabrose. Già pubblicati: Il mattino ha l’oro in bocca ,  Non dire gatto se non ce l’hai nel sacco (Laura Maria Di Forti – PROVERBIO) ▪️ Senza pensieri seduto su una panchina me ne s...

Vuoto

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di Paolo Brondi Come rose sfiorite Il tempo vuoto di te

Come carezze

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Le terme, Pieve Fosciana (foto ap) Il fruscio degli alberi, il suono del vento, il fremito del gufo: sentire le mille vibrazioni naturali di Lorenzo Mullon Basta voglio i semi della rugiada nel grembo fatemi partorire l'albero sento le fronde salire lungo i polmoni gli aghi di pino mi irrorano con il loro profumo il fruscio è assordante non esiste altro che questo attrito verde che mi consuma

Venti lontani

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Il ricordo che ci riporta il profumo dei salici e la dolcezza di altri tempi di Paolo Brondi Il vento dell’oblio ci riporta Sull’argine del fiume Ove cercavamo attimi persi avvolti nel dolce profumo dei salici il tragico mutare del tempo Ignorando Tutti presi nell’eternità della gioia Una gioia di altri tempi

Radici

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La natura, come radici anche dell’uomo di Marina Zinzani Inginocchiarsi e sentire l'odore della terra la vita di un prato quadrifogli e coccinelle la formica che segue la sua strada fantasia il suo mondo alzarsi e portarsi dietro il verde le nostre radici.

Andare di qua e di là

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L’uomo e la natura: quell’ondeggiare lieve e frenetico di Paolo Brondi Bello è restare in silenzio, fermandoci ai margini del viale più riposto della città, disperdendo lontano l'eco di parole logore di cui è triste ascoltare suoni recenti e guardando altro, rispetto a un mondo pieno di oscenità e oscurità. Inebriandoci nel vento che soffia a tramontana, gira e torma a girare, come l'uomo, sempre agitato, sempre inquieto, ma con mani che restano alla fine sempre vuote.

Come una partenza

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Vedere nel sogno il proprio destino di Maria Cristina Capitoni È un pensiero profondo Qualcosa di simile ad un sogno Sognato con impegno Alla fine lo vedo È il punto di partenza All’apparenza uguale Ma distante dal principio Un’esistenza.

Tante vite

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I tanti modi in cui accade di dare vita a qualcosa, oltre noi stessi di Marina Zinzani Mani operose che raccolsero la terra e la misero in un vaso e misero dei semi e videro crescere una foglia

Gigli di sera

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Tesori da scoprire con lentezza di Paolo Brondi Nel cuore di sere strane forte è il desiderio di tante carezze Sorelle dei gigli e delle ali Fiorite come asfodeli cercate e amate

Pensieri del mattino

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Il risveglio, lo sguardo sulla natura di Marina Zinzani Moltitudini di pensieri come uccelli in volo, ha parlato il fiore davanti alla finestra, sussurrando dei suoi petali ricoperti di rugiada, e della paura del vento. E uscendo si ode il suono della natura, si ammira il riflesso del sole su angoli di foglie. Sì appartiene a quel tutto, per un attimo.

Natura morta

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Un coin de table , di P. Cézanne Le cose raccontano delle storie di Marina Zinzani Cosa c’è dietro una natura morta? Oggetti inanimati, forme gradevoli ma senza espressione, colori delicati, immagini delicate, ma si avverte qualcosa di spento, è una natura morta d’altronde, non è il quadro di una giovane dagli occhi che riflettono la luce che ha dentro. Questo si pensa.

A testa in giù

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La natura può avere una forza distruttiva, ma sono gli uomini che spesso non sanno contrastarla e diventano responsabili di tante rovine di Paolo Brondi Spesso la distruzione lavora meglio di qualsiasi muratore. Mentre un tempo l'elevazione vulcanica o la lenta stratificazione hanno innalzato la montagna verso l'alto, ora accade il contrario: pioggia o neve, decomposizione e declivio, disgregazione chimica, l'effetto del lento imporsi della vegetazione, o ripetute scosse di terremoto, contribuiscono a precipitare in basso parti della sommità e ad alterare la forma del suolo e tutto ciò che in esso esiste.

Come una danza leggera

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Il Natale che torna, e suscita, con i ricordi più intimi, il conforto di nuove appartenenze di Sonia Scarpante Guarderemo quel cielo, ancora una volta. Chiedendo venia per antichi dissapori assopiti.

Il segreto del gelsomino

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Una storia di riflessi: specchio di vita di Gianantonio Tassinari Tra rovine di mondi perduti e frammenti d’oblio coglie il rosso segreto del gelsomino, mentre uno specchio d’accanto mandato dal tempo racconta la vita.

Due stagni

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Il vento raccoglie e trascina con sé le tracce di vita di Giovanni Muzi Due stagni abbeverati dal sole limpido nell’aria fredda di fine inverno. Due stagni lungo la strada assopita dalle auto, cuori di pescatori e germani reali.