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Visualizzazione dei post con l'etichetta natura

Gola di luci: il volto dell'amato tra le costellazioni ⭐

(Introduzione a Giorgia Deidda). Esiste un istante, tra l'ultimo quarto di luna e il primo chiarore dell'alba, in cui il mondo sembra guarire. In questa lirica, l’autrice ci conduce lungo un sentiero di pini bagnati, dove il profumo della pioggia e il "ticchettio delle stelle" diventano la culla per un pensiero d'amore. È un invito a farsi piccoli davanti alla vastità, per scoprire che solo nel silenzio dell’ascolto possiamo finalmente diventare "tutt'uno" con l'universo. (Giorgia Deidda).  Il sentiero della pioggia Era l’ultimo quarto di luna. Uscii nel bosco ed attraversai il sentiero di pini sentendomi toccare dalle gocce di pioggia che cadevano dagli alberi anneriti, e la terra bagnata la sentivo tutta tra la fragranza del diluvio e la freschezza dell’aria risanata. Un ricamo di stelle Mi sedetti sull’erba a rimirare le stelle; Venere formava una gola di luci con l’altre costellazioni d’intorno, e io mi beavo nel cercare di uniformare quei pu...

Tra i due litiganti il terzo gode: la saggezza popolare in una mollica

(a.p. - Introduzione a Laura Maria Di Forti) ▪️ Il proverbio di oggi: “ Tra i due litiganti il terzo gode ”. Non si è mai soli neppure nei litigi. Chi beneficia dei contrasti altrui? La tradizione popolare italiana si è sempre espressa con proverbi e modi di dire, rimasti poi nella memoria comune. Oltre le apparenze, non sono una ingenua semplificazione della realtà con cui ci confrontiamo ogni giorno. Molto di più, uno sforzo per riflettere e capire. E magari scovare il bandolo della matassa. Interpretano sentimenti diffusi, traducono in poche battute concetti complicati, tramandano una saggezza solo apparentemente spicciola, qualche volta sono persino di aiuto per suggerirci le mosse opportune. Ci hanno consolato, ammonito, contrariato. Ce ne siamo serviti per affrontare momenti difficili e uscire da situazioni scabrose. Già pubblicati: Il mattino ha l’oro in bocca ,  Non dire gatto se non ce l’hai nel sacco (Laura Maria Di Forti – PROVERBIO) ▪️ Senza pensieri seduto su una pan...

Vita nascosta della natura

Luci, rumori, tra muri ed alberi di Maria Turtura Si sono accese insieme nell'acqua due luci; il giardino ha rumori; con veste bianca e chino il capo due donne dall'infermeria mentre geme un autunno di muri e di alberi inseguiti dal vento.

I passi di un dinosauro

Il poco che riflette la grandezza: conoscere il sentimento di Mirella Santamato Come l’orma di un dinosauro io vado comparando l’incavo di ciò che manca con il mio desiderio. Mi accorgo della vastità della forma d’amore dal calco lasciato nella mia anima. Conosco l’amore solo per sottrazione.

In fondo alla scala

Essere sé stessi riesce in natura. Meno, all’uomo di Mirella Santamato Il sasso non può essere altro che un sasso. E così l’ape e il vento di primavera.

Vuoto

di Paolo Brondi Come rose sfiorite Il tempo vuoto di te

Come carezze

Le terme, Pieve Fosciana (foto ap) Il fruscio degli alberi, il suono del vento, il fremito del gufo: sentire le mille vibrazioni naturali di Lorenzo Mullon Basta voglio i semi della rugiada nel grembo fatemi partorire l'albero sento le fronde salire lungo i polmoni gli aghi di pino mi irrorano con il loro profumo il fruscio è assordante non esiste altro che questo attrito verde che mi consuma

Venti lontani

Il ricordo che ci riporta il profumo dei salici e la dolcezza di altri tempi di Paolo Brondi Il vento dell’oblio ci riporta Sull’argine del fiume Ove cercavamo attimi persi avvolti nel dolce profumo dei salici il tragico mutare del tempo Ignorando Tutti presi nell’eternità della gioia Una gioia di altri tempi

Radici

La natura, come radici anche dell’uomo di Marina Zinzani Inginocchiarsi e sentire l'odore della terra la vita di un prato quadrifogli e coccinelle la formica che segue la sua strada fantasia il suo mondo alzarsi e portarsi dietro il verde le nostre radici.

Andare di qua e di là

L’uomo e la natura: quell’ondeggiare lieve e frenetico di Paolo Brondi Bello è restare in silenzio, fermandoci ai margini del viale più riposto della città, disperdendo lontano l'eco di parole logore di cui è triste ascoltare suoni recenti e guardando altro, rispetto a un mondo pieno di oscenità e oscurità. Inebriandoci nel vento che soffia a tramontana, gira e torma a girare, come l'uomo, sempre agitato, sempre inquieto, ma con mani che restano alla fine sempre vuote.

Come una partenza

Vedere nel sogno il proprio destino di Maria Cristina Capitoni È un pensiero profondo Qualcosa di simile ad un sogno Sognato con impegno Alla fine lo vedo È il punto di partenza All’apparenza uguale Ma distante dal principio Un’esistenza.

Tante vite

I tanti modi in cui accade di dare vita a qualcosa, oltre noi stessi di Marina Zinzani Mani operose che raccolsero la terra e la misero in un vaso e misero dei semi e videro crescere una foglia

Gigli di sera

Tesori da scoprire con lentezza di Paolo Brondi Nel cuore di sere strane forte è il desiderio di tante carezze Sorelle dei gigli e delle ali Fiorite come asfodeli cercate e amate

Pensieri del mattino

Il risveglio, lo sguardo sulla natura di Marina Zinzani Moltitudini di pensieri come uccelli in volo, ha parlato il fiore davanti alla finestra, sussurrando dei suoi petali ricoperti di rugiada, e della paura del vento. E uscendo si ode il suono della natura, si ammira il riflesso del sole su angoli di foglie. Sì appartiene a quel tutto, per un attimo.

Natura morta

Un coin de table , di P. Cézanne Le cose raccontano delle storie di Marina Zinzani Cosa c’è dietro una natura morta? Oggetti inanimati, forme gradevoli ma senza espressione, colori delicati, immagini delicate, ma si avverte qualcosa di spento, è una natura morta d’altronde, non è il quadro di una giovane dagli occhi che riflettono la luce che ha dentro. Questo si pensa.

A testa in giù

La natura può avere una forza distruttiva, ma sono gli uomini che spesso non sanno contrastarla e diventano responsabili di tante rovine di Paolo Brondi Spesso la distruzione lavora meglio di qualsiasi muratore. Mentre un tempo l'elevazione vulcanica o la lenta stratificazione hanno innalzato la montagna verso l'alto, ora accade il contrario: pioggia o neve, decomposizione e declivio, disgregazione chimica, l'effetto del lento imporsi della vegetazione, o ripetute scosse di terremoto, contribuiscono a precipitare in basso parti della sommità e ad alterare la forma del suolo e tutto ciò che in esso esiste.

Come una danza leggera

Il Natale che torna, e suscita, con i ricordi più intimi, il conforto di nuove appartenenze di Sonia Scarpante Guarderemo quel cielo, ancora una volta. Chiedendo venia per antichi dissapori assopiti.

Il segreto del gelsomino

Una storia di riflessi: specchio di vita di Gianantonio Tassinari Tra rovine di mondi perduti e frammenti d’oblio coglie il rosso segreto del gelsomino, mentre uno specchio d’accanto mandato dal tempo racconta la vita.

Due stagni

Il vento raccoglie e trascina con sé le tracce di vita di Giovanni Muzi Due stagni abbeverati dal sole limpido nell’aria fredda di fine inverno. Due stagni lungo la strada assopita dalle auto, cuori di pescatori e germani reali.

Come papaveri

La durezza dell’ambiente, le difficoltà del vivere, anche nell’esistenza di un fiore di Gianantonio Tassinari Nascono appena possono, crescono dove sanno. Soffocati dal duro abbraccio della fredda pietra vivono.