(Introduzione a Giorgia Deidda). Esiste un istante, tra l'ultimo quarto di luna e il primo chiarore dell'alba, in cui il mondo sembra guarire. In questa lirica, l’autrice ci conduce lungo un sentiero di pini bagnati, dove il profumo della pioggia e il "ticchettio delle stelle" diventano la culla per un pensiero d'amore. È un invito a farsi piccoli davanti alla vastità, per scoprire che solo nel silenzio dell’ascolto possiamo finalmente diventare "tutt'uno" con l'universo.
(Giorgia Deidda).
Il sentiero della pioggia
Era l’ultimo quarto di luna.
Uscii nel bosco ed attraversai il sentiero di pini
sentendomi toccare dalle gocce di pioggia
che cadevano dagli alberi anneriti,
e la terra bagnata la sentivo tutta
tra la fragranza del diluvio
e la freschezza dell’aria risanata.
Un ricamo di stelle
Mi sedetti sull’erba a rimirare le stelle;
Venere formava una gola di luci
con l’altre costellazioni d’intorno,
e io mi beavo nel cercare di uniformare quei puntini
per costruire il tuo volto,
che già m’andava a tormentare giorno e notte.
La sinfonia della natura
E qual miglior bellezza della natura
che ti addormenta sulle rive d’alba accompagnata,
e ti culla con le sue tramontane e parole
che puoi ascoltare tra strumentazioni d’abeti
e frascichi di pioggia,
o ticchettii di stelle?
L'arte dell'ascolto
Chi ha orecchie per intender, intenda
“che solo chi sa ascoltare,
potrà divenire tutt’uno
con essa”.

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