Passa ai contenuti principali

Come un vento, che si scioglie

di Paolo Brondi

Bello è restare in silenzio, fermandoci ai margini del viale più riposto della città, disperdendo lontano l'eco di parole logore di cui è triste ascoltare suoni recenti. Guardando altro rispetto a un mondo pieno di scandali, oscurità morte e terrore. Inebriandoci nel vento che soffia a tramontana, gira e torma a girare. Come l'uomo, sempre agitato, sempre inquieto, con mani che restano alla fine sempre vuote.
Immaginiamo una spirale di vento, quanto più vorticoso, quanto più ripetitivo e di inconsistente  ci sia: inconsistente perché una volta che il vento si è sciolto, è come se non esistesse. Intanto continua a girare: il vento è come uno schiaffo, può colpire un istante e poi è già lontano, non c’è più e comunque non ci dà nulla perché il vento è trasparente, nulla ci fa vedere. È una spirale che fluisce eterna su sé stessa, che continua a muoversi, a sciogliersi: si scioglie all’infinito senza senso. Come il vento che sopra ai suoi giri ritorna, così l’uomo gira e rigira, va di qua, va di là, continua a muoversi freneticamente eppure sempre ritorna al punto di partenza. Lo spirito dell’uomo sempre agitato, sempre inquieto, alla fine resta con ben poco tra le mani.

Commenti

  1. Restare muti ad ascoltare il silenzio che parla ricco di voci lontane, è esperienza meravigliosa perché ci fa sentire solo ciò che abbiamo scelto di riascoltare, selezionando le cose migliori,componendo le parole più belle.....così si va dolcemente oltre la mestizia e la mediocrità del qui e ora, inebriando l'io con fantasie che arricchiscono "QUELLO SPIRITO GUERRIERO CH'ENTRO MI RUGGE" ma, che alla fine, nonostante corra e si rincorra, non arriva mai.Cristina Podestà

    RispondiElimina
  2. Siamo poi cosi' certi che il silenzio rappresenti una vera conquista, o sia una meta ambita in uno scorcio di secolo scomposto e decomposto in cui l'umanità appare perennemente agitata, tormentata,o meglio ossessionata dal problema della visibilità a tutti i costi? Personalmente credo di no :il silenzio è carico di ombre e racchiude in sé il mistero, l'inquietudine ,l'angoscia, lo stupore e l'attesa. Tutto questo ha a che fare con l'altro volto della vita ,ovvero la morte da cui tutti oggi rifuggono.Per questo i più si stordiscono con i convulsi cinguettii della rete in cui si aggirano tanti fantasmi ,o anime morte ,alla ricerca di un fremito di vita qualsiasi pur di dissolvere proprio ciò da cui sono inconsciamente posseduti: l'angoscia del limite. Solo il pensiero filosofico può aspirare al silenzio come una dimensione autentica ed irrinunciabile dell'essere . II silenzio è al di là del rumore ,nel silenzio si ritrova l'origine,il silenzio è cio' che permette di sentire la voce dell'altro, nel silenzio possono essere colte le cose nel loro significato più profondo. Ogni silenzio, inoltre, ha il proprio linguaggio : quello di Paolo Brondi ha la voce del vento ,ma potrebbe avere anche le vibrazioni dell'universo ,come ci insegnano le recenti scoperte della fisica, potrebbe coincidere con l'armonia dei cieli già nota a Dante .Il silenzio autentico ,quindi ,è sempre comunicazione di qualcosa e paradossalmente è capace di silenzio e ricerca il silenzio solo chi sa parlare, perchè come suggerisce Eugenio Borgna "quando il silenzio non conserva in sé la forza della parla si trasforma in mutismo".
    Laura Bonfigli

    RispondiElimina

Posta un commento

Post popolari in questo blog

Tra i due litiganti il terzo gode: la saggezza popolare in una mollica

(a.p. - Introduzione a Laura Maria Di Forti) ▪️ Il proverbio di oggi: “ Tra i due litiganti il terzo gode ”. Non si è mai soli neppure nei litigi. Chi beneficia dei contrasti altrui? La tradizione popolare italiana si è sempre espressa con proverbi e modi di dire, rimasti poi nella memoria comune. Oltre le apparenze, non sono una ingenua semplificazione della realtà con cui ci confrontiamo ogni giorno. Molto di più, uno sforzo per riflettere e capire. E magari scovare il bandolo della matassa. Interpretano sentimenti diffusi, traducono in poche battute concetti complicati, tramandano una saggezza solo apparentemente spicciola, qualche volta sono persino di aiuto per suggerirci le mosse opportune. Ci hanno consolato, ammonito, contrariato. Ce ne siamo serviti per affrontare momenti difficili e uscire da situazioni scabrose. Già pubblicati: Il mattino ha l’oro in bocca ,  Non dire gatto se non ce l’hai nel sacco (Laura Maria Di Forti – PROVERBIO) ▪️ Senza pensieri seduto su una pan...

Quel fiume colmo che straripa: il ritorno della Terza Pagina, cura dell’anima 📝

(Introduzione a Paolo Brondi). C’è stato un tempo in cui aprire il giornale significava imbattersi in un’oasi di silenzio e riflessione. Si chiamava Terza Pagina: il luogo dove i fatti di ieri diventavano le idee di domani. Oggi che la cultura è spesso confinata negli angoli o sommersa da un flusso incessante di stimoli, riscoprire quella 'voce' non è nostalgia, ma resistenza. È la riconquista di quel fiume che, quando è troppo colmo, rischia di travolgerci. Fermiamoci un istante, per ritrovare noi stessi tra le pieghe di un foglio e i versi senza tempo di Borges. (Paolo Brondi) ▪️ La rigenerazione del pensiero La rilettura della terza pagina, così come compariva sul Corriere della sera ormai in tempi lontani, potrebbe valere come una rinascita, una rigenerazione, una riconquista d'equilibrio. Lo scorrimento delle pagine che oggi relega la cultura quasi in ultimo, oltre l'addensarsi di un sapere plurisignificante, è per la coscienza del lettore come un fiume che troppo ...

Come una farfalla: il battito d'ali che sa di casa 🦋

(Introduzione a Valeria Giovannini). L'elaborazione del lutto e il legame indissolubile con chi non c'è più passano spesso attraverso piccoli segni della natura. In questo racconto, un pranzo in montagna si trasforma in un momento di spiritualità e tenerezza, dove una farfalla diventa il ponte tra il passato e il presente, tra la terra e il "mondo altro". (Valeria Giovannini). Una visita inaspettata nel giardino di casa Nel giardino di casa, in montagna, oggi è avvenuta una magia. Stavamo pranzando all'aperto, come sempre, quando una stupenda farfalla si è posata su un muro. «Mamma, papà, guardate che bella!». «Ah sì, è la nonna Anna». Mio figlio mi ha guardata perplesso, mio marito ha fatto segno per dire che sono matta. No, è che io ho sempre avuto la convinzione che la nonna mi avrebbe salutata così, dal mondo altro. Così, l'ho raccontato ai miei due uomini. Il ricordo dell'ultimo fremito Quando le si fermò il cuore, avevo la sua mano, scossa dagli ulti...

Il nostro mondo

di Marina Zinzani (“Dans le monde entier” – Françoise Hardy) Attorno al mondo  al nostro mondo mettiamo recinti per proteggere affetti

Val di Susa: la violenza organizzata e la risposta che manca

(Introduzione ad a.p.). La gravità degli eventi in Val di Susa impone un'analisi che vada oltre l'emotività del momento. L’entità dei danni, il profilo dei manifestanti e i limiti dell'attività di prevenzione, portano ad una lettura critica delle implicazioni di quanto accaduto. (a.p.) La gravità dei fatti e la pianificazione dell'attacco A distanza dagli eventi della Val di Susa, la cenere degli scontri lascia il posto a una necessaria riflessione a freddo sui fatti, sulle loro implicazioni e sulle risposte che le istituzioni sono chiamate a dare. Quanto accaduto non può essere archiviato come l'ennesima protesta di piazza finita male, ma richiede un'analisi lucida della mutazione che ha interessato certi fenomeni di dissenso. Il dato di realtà da cui partire è la gravità delle conseguenze materiali e umane: la distruzione sistematica della logistica del cantiere e il ferimento di 124 agenti delle forze dell'ordine rappresentano il bilancio di un'azione...