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La Costituzione, risorsa del Paese

E. De Nicola firma la Costituzione italiana, 1947

La Costituzione democratica è parte attuale del cammino intrapreso il 2 giugno 1946 con la scelta repubblicana

(Angelo Perrone) Se la forma repubblicana, scelta il 2 giugno 1946, è strettamente connessa al sistema delle libertà individuali, l’assemblea costituente votata lo stesso giorno è molto più che semplice “appendice” elettorale. Ne ha costituito il nerbo vitale.
Fu fatto un lavoro di alto livello, vennero affrontate questioni importanti, di straordinaria attualità. Non importano ora le singole conclusioni, alcune tuttora valide, altre superate, o da modificare. Nel complesso, una sintesi di incredibile valore, irrinunciabile, con il pregio dell’assenza di saccenteria.
Rileggendo oggi la Carta fondamentale, ci si sorprende di quanto sia un testo piano, semplice, comprensibile a tutti, denso di echi, risonanze, sollecitazioni. Che purtroppo ci lascia anche sgomenti e increduli. Quanto distanti, per qualità ed efficacia, le modifiche successive; e maldestri i tentativi di introdurre novità.
Custodire il passato è possibile solo se gli si garantisce un futuro. La Repubblica deve saper affrontare le sfide del tempo, l’inevitabile logorio del presente, la sopravvenienza di altre esigenze, non sfuggire all’obbligo di rimettersi sempre in gioco, per essere all’altezza. Il paese rimane composito non solo per ragioni storiche. Le diseguaglianze sono cresciute a seguito di innumerevoli cambiamenti. Hanno fatto il resto la globalizzazione e la pandemia. 
L’essere liberi, traguardo di 75 anni fa, è tutt’uno con il restare liberi (obiettivo per le generazioni di oggi): va mantenuto alto l’impegno ad affrontare le nuove sfide. È servito un impegno di secoli per unire un paese frammentato nelle idee, nelle condizioni di vita, nei rapporti di lavoro. Ma sono stati l’istruzione pubblica, la sanità per tutti, le conquiste civili, le rivendicazioni lavorative, l’innovazione economica, la dignità politica a promuovere un cambio di passo. 
Lo Stato, se non dimentica il bisogno di libertà da cui è nato, deve impegnarsi per favorire il destino di ogni suo cittadino. Siamo angosciati dalla mancanza di prospettive per il futuro. Sembra inguaribile la crisi di fiducia sulla possibilità di uscire dal tunnel. Non basta un atto di volontà. 
La crisi più rilevante riguarda i meccanismi di rappresentanza ad ogni livello. Occorre un patto di fiducia tra cittadini e istituzioni, per tornare a riconoscersi in ciò che ci rappresenta come collettività. Immaginare e rendere possibile uno sforzo comune. Il fondamento? La capacità di affidamento dei singoli, la credibilità delle istituzioni. Sapere che questo è il problema cruciale della nostra democrazia significa essere sulla strada giusta per cambiare le cose.

Commenti

  1. La nostra Costituzione. Bellissimo documento. Da difendere. Prima di tutto da parte delle Istituzioni Pubbliche, che ne dovrebbero fare i garanti e gli esecutori in nome e per conto del Popolo Italiano.
    Grazie Liana

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