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La vita inquieta

di Marina Zinzani

Tieniti strette tutte le tue ore, così avverrà che dipenderai meno dal domani. Mentre si differiscono gli impegni, la vita ci passa davanti. (Seneca)

È una cosa che si dice questa, già sentita dire, la vita ci passa davanti. Abbiamo letto altre versioni di questo concetto, l’eterno dibattimento fra il fare, doveroso o non, e i momenti realmente vissuti. Quello che fa la differenza è la consapevolezza di vivere un momento speciale, il goderlo fino in fondo.
Una coppia che guarda il tramonto sul mare, sono passati tanti anni, le vicende della vita, quello sguardo dice tutto, è di unione, nonostante tutto.
Il tulipano fiorito, l’Olanda, quando si studiava a scuola, l’Olanda è il Paese dei tulipani.
Ischia, l’arrivo, una vegetazione che colpisce, che lascia senza parole, presagio di una felicità futura, ma intanto quella è un’immagine di rara bellezza e si pregustano già ore felici.
Il giornale del mattino, il croissant, il caffè, la mente libera da pensieri affannosi, i rumori delle tazze del bar, il via vai di persone, tempo per sé stessi, c’è tempo.
Quante cose hai lasciato andare senza viverle, direbbe Seneca. Lo spreco di tempo, alla ricerca di cose improbabili o semplicemente di affetto non ricambiato. Di una comprensione mai arrivata. Di ferite difficili da curare. 
La morbidezza di un cuscino, in un albergo, in un luogo in cui si è appena arrivati in vacanza, è anche la possibilità di una cosa nuova, buona, da ricercare. Mai arrendersi.

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