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Visualizzazione dei post con l'etichetta Genova

Ponte Morandi, 43 vite nel vuoto: la ferita di Genova e i simboli del dolore

(Introduzione a Daniela Barone e a.p. Commento). Il 14 agosto è il giorno della vigilia di Ferragosto, dei viaggi verso il mare o della spensieratezza in famiglia. Da otto anni, per chiunque abbia Genova nel cuore o nelle proprie radici, quella data evoca un rumore sordo, un vuoto improvviso e una ferita lacerante che ha cambiato per sempre la percezione della sicurezza e del destino. In questo racconto, la cronaca si intreccia con la memoria personale: il contrasto doloroso tra la bellezza incontaminata di un viaggio in terra francese e l'eco di un disastro che, rimbalzando sugli schermi dei cellulari, ha congelato il tempo, spezzato 43 vite e ridisegnato il profilo di una città intera. (Daniela Barone). Una spensierata vigilia di Ferragosto Quel martedì del 14 agosto di otto anni fa mi trovavo con la mia amica Silvana a bordo di un pullman alla volta della Francia. Nella prima tappa di questo viaggio organizzato, visitammo Aix-en-Provence e le splendide gole dell’Ardèche. Rimanem...

La prima neve di primavera: la voce di una bambina dal grembo materno

(Introduzione a Daniela Barone). Cosa prova una vita prima ancora di venire alla luce? In questo racconto, la voce narrante appartiene a una bambina che osserva il mondo esterno attraverso i filtri emotivi della madre. Dal miracolo del concepimento nella notte di San Giovanni a Genova, passando per la nube scura di un lutto improvviso, fino a una nascita avvolta da un evento atmosferico straordinario. Attesa, dolore e rinascita: il legame materno supera ogni tempesta. (Daniela Barone). Un inizio invisibile Ho dovuto viaggiare per otto giorni prima di arrivare dentro il tuo grembo, mamma. Sono così piccola che nessuno può vedermi e nemmeno tu sai della mia esistenza. La notte di San Giovanni, patrono di Genova, hai pregato papà di lasciarsi finalmente andare e così mi avete concepito. Immagino gli scoppi dei fuochi d’artificio e i meravigliosi colori che non sono in grado di percepire mentre mi accoccolo un po’ smarrita in te.  Non so quanto tempo sia passato ma ora mi sento tutta s...

I volti della nostalgia: l'incanto delle canzoni di Battisti e il tempo che passa

(Introduzione a Daniela Barone). Ci sono sere in cui il passato bussa alla porta senza chiedere il permesso, sollevando un velo di emozioni sospese tra il dolce e l'amaro. Basta un incontro inaspettato, lo sguardo sui segni del tempo che avanza o, ancora più potente, una melodia che riemerge dall'adolescenza. La nostalgia è un sentimento universale, eppure profondamente intimo: un territorio misterioso dove la gioia e la tristezza si fondono in un unico, indecifrabile abbraccio. (Daniela Barone). Il contrasto del tempo e il Risiko della giovinezza Alcune sere fa sono andata con due vecchi amici ad assistere all’esibizione di Elisa che da diversi anni canta nel coro Il cantolibero . È stato piacevole rivederla dopo molti anni anche se i suoi capelli bianchi mi hanno impressionato: lei è una delle tante donne che non vogliono essere schiave della tintura e si lasciano la chioma candida come la neve. Il contrasto con il passato è stridente: la ricordo graziosa e sorridente nel fio...

Genova G8 2001, il sangue e il silenzio

(Introduzione a Daniela Barone). La violenza della Storia che si riflette nel silenzio di una prigione domestica. Nel venticinquesimo anniversario del G8 di Genova, questo racconto autobiografico unisce con forza espressiva la ferita collettiva di una città devastata e il dramma intimo di un matrimonio opprimente. Un legame profondo in cui il sangue dei diritti calpestati si specchia in quello di un futuro negato, fino alla faticosa e necessaria rinascita. (Daniela Barone). Un'estate nel Vercellese All’epoca dei fatti del G8 di Genova mi ero risposata da sei mesi e trascorrevo gran parte dei weekend con mio marito, sua figlia Dalia e i miei ragazzi, nel suo casolare dell’assolato Vercellese. La campagna non faceva per me: odiavo le zanzare, il caldo afoso e le coltivazioni che impegnavano il mio coniuge, perciò ingannavo il tempo guardando di giorno insulsi programmi di cucina in TV e di sera le puntate del primo Grande Fratello.  Tutto sembrava preferibile a quel tempo lento, marc...

Genova, l'eskimo e i liceali: una ragazza degli anni Settanta 👩

(Introduzione a Daniela Barone). Il racconto di una giovinezza vissuta a Genova a cavallo tra due decenni formidabili. Dalle prime trasgressioni pomeridiane in discoteca alle canzoni di De André, fino alla cattedra di un liceo, l’autrice ci regala il ritratto nitido e nostalgico di una generazione che ha scoperto la libertà alzando il pollice in autostop e l'ha difesa nelle assemblee, lasciando un'eredità che ancora oggi sa contagiare i giovani. (Daniela Barone). Tra zeppe e De André: i contrasti di una famiglia degli anni '70 A 14 anni, nel pieno delle grandi rivendicazioni giovanili degli anni '70, a Genova indossavo come le mie coetanee minigonne vertiginose, pantaloni a zampa d' elefante e casacche a stampe floreali. Completavano il tutto occhiali da sole enormi e zatteroni con altissime zeppe. Papà aggrottava le sopracciglia di fronte a quell’abbigliamento vistoso ma la mamma insorgeva sempre in mia difesa: «Non fare il padre meridionale antiquato, Nino. Dopotu...

“Regina” degli invisibili: viaggio tra i senzatetto di Genova 👑

(Introduzione a Daniela Barone). Tra le strade affollate del centro e i ritmi frenetici della quotidianità cittadina si consuma una realtà parallela, tanto evidente quanto ignorata: quella dei senza fissa dimora. Questo racconto nasce da un incontro settimanale, un'osservazione ravvicinata che si trasforma in una riflessione profonda sui paradossi dell'indifferenza sociale, sulla complessità della marginalità e sulla sorprendente, regale dignità che può celarsi anche nei giacigli più poveri di una metropoli. (Daniela Barone). Presenze costanti nel salotto cittadino Tutti i lunedì mattina, quando mi reco in palestra in centro, mi colpisce la visione di una senzatetto bivaccata nella centralissima via XX Settembre, salotto della mia Genova. La donna dall’età indefinibile è poco visibile, seppellita com’è da pile di coperte e piumoni che la riparano dal freddo. Accanto a lei, quasi sempre addormentata, un carrello per la spesa straripante di cibo, bottigliette d’acqua e altri gene...

Alpini a Genova, tra identità, memoria e il tempo che cambia 🪶

(Introduzione a Daniela Barone). Genova, la città "Superba" distesa fra mare e monti, ha vissuto l'invasione pacifica di 400.000 Penne Nere. Fra strade chiuse, cori notturni e il tipico "mugugno" ligure, emerge un ritratto umano fatto di contrasti: dai pregiudizi di chi vede solo il caos, al ricordo dei valori di sacrificio e dedizione che il cappello alpino porta con sé. Un racconto che attraversa i decenni, dal servizio militare sulle Alpi Carniche alle sfide del presente. (Daniela Barone).  L'invasione pacifica e il "mugugno" genovese La 97ª Adunanza Nazionale degli Alpini, svoltasi dall’8 al 10 maggio nella mia città, ha sollevato un dibattito acceso su un tema ricorrente: la difficile convivenza tra grandi eventi e le fragilità strutturali di Genova. L’invasione pacifica di 400.000 Penne Nere ha destato una comprensibile preoccupazione. Genova si scontra da decenni con problemi di viabilità, parcheggi, microcriminalità e degrado, oltre che con...

Il mondo antico del mio vicinato, frammenti di un’infanzia genovese 🗝️

(Introduzione a Daniela Barone). Esistono mondi che sopravvivono anche nei dettagli: il colore di un bucato azzurrino, il sapore del caffè appena macinato e le voci dei vicini che diventano famiglia. In questo racconto, l’autrice ci conduce per mano lungo i corridoi di un palazzo genovese del dopoguerra, restituendoci una galleria di personaggi indimenticabili. È un omaggio alla memoria privata che si fa storia collettiva. (Daniela Barone). Carlotta e la magia del turchinetto Carlotta abitava con il marito Pietro un piano sotto di noi. Erano entrambi originari della Lomellina: grassottella e pacifica lei, magro e scattante lui. Pietro faceva il facchino alla stazione ferroviaria Principe e spesso mi portava una copia del Corrierino dei Piccoli. Non sapevo ancora leggere ma mi dilettavo a guardare le figure e talvolta a ritagliare le vignette che incollavo sul retro degli sportelli della nostra credenza di legno.  Mi piaceva andare a trovare questa vicina di casa. La mamma era conte...

Marina e io: un’amicizia spezzata tra gatti, baci a stampo e addii senza ritorno 🐈💋🙋

(Introduzione a Daniela Barone). Un pianerottolo invaso dai gatti, l'odore di tabacco da fiuto e la scoperta dei primi, innocenti segreti. Marina non è stata solo la "prima amica", ma lo specchio di un’infanzia libera che si scontrava con il rigore di un mondo adulto fatto di pulizia ossessiva e addii senza ritorno. Un racconto che profuma di Genova anni '60 e della malinconia di chi, per crescere, ha dovuto imparare l'arte crudele del "tagliare i ponti". (Daniela Barone). L'incontro con Marina e la vita nel quartiere Oregina Marina fu la mia prima amica quando ci trasferimmo a pochi isolati dalla casa popolare in cui ero cresciuta. Bastava una camminata di dieci minuti per ritrovare le amate vicine e i negozietti dove facevo la spesa per la mamma con una sportina rossa a rete.  La nuova abitazione aveva una vera e propria camera da letto per mio nonno, prima costretto a dormire nell’ingresso. Nessuna stanzetta per me, invece: ancora una volta avrei ...

Papà Nino: dallo chic del Bristol al volante dei bus 🚌

(Introduzione a Daniela Barone). Un paio di forbici che danzano tra i capelli nel lusso di un hotel milanese, poi le mani che stringono il volante dei grandi bus di Genova. La storia di Nino è il racconto di un'integrazione coraggiosa, di una famiglia che si ritrova al capolinea di un bus e di un orgoglio che non sbiadisce, nemmeno quando le tinte per capelli diventano bizzarre. Un viaggio tenero e ironico tra i ricordi di una figlia e l'eroismo quotidiano di un padre. (Daniela Barone). Il parrucchiere del Bristol e il diploma sulla parete Sono sempre stata orgogliosa del lavoro di mio padre. Prima che nascessi aveva lavorato come parrucchiere da donna nel prestigioso hotel Bristol della centralissima Via XX Settembre. Era solo un di-pendente ma molte clienti richiedevano espressamente il suo intervento. Aveva addirittura vinto il terzo premio in un concorso regionale: il diploma, una pergamena adornata da un lungo ricciolo castano, troneggiava sulla parete del salotto e inorgo...