Post

Visualizzazione dei post con l'etichetta Sicilia

Cari agli dei

Immagine
Il 18 maggio 1939 nasceva Giovanni Falcone di Marina Zinzani Fiumi d’inchiostro si sono usati per Giovanni Falcone, e migliaia di parole hanno girato, girato, ora per esprimere il dolore, ora per urlare la rabbia, e tante parole poi si sono taciute, in un senso di rassegnazione: è così, le cose stanno così, non c’è niente da fare.

La vita in scena

Immagine
Renato Guttuso. I ricordi del passato, le immagini del presente: un riassunto autobiografico di Marina Zinzani (Con un intervento di Angelo Perrone) La tristezza negli occhi si riconosce quello sguardo è quello delle persone spente che sono state spente ogni giorno un po’ ogni giorno una parola prima uno sguardo poi

Viaggio in Sicilia: Festìna lente

Immagine
Racconto di Valeria Giovannini (ap) Il motto “Festìna lente” – Affrettati lentamente –, attribuito ad Augusto da Svetonio, fu associato nel ‘500 al simbolo della tartaruga con la vela, scelto da Cosimo I dei Medici come emblema della sua flotta. Unisce concetti divergenti, la lentezza e la velocità, ad indicare un’azione decisa, ma prudente. Una metafora che è anche il motivo conduttore di questo racconto di Valeria Giovannini, inserito nella raccolta “Oltre ogni lontano”, Trentini Editore, 2016. Un viaggio in Sicilia per studio è l’occasione di incontri inaspettati e sorprendenti, nei quali si rispecchiano il malessere personale del protagonista, i brividi di nuove emozioni, la sensazione di un tempo difficile da afferrare. Atterrare a Palermo, in una giornata tersa e inondata di sole, è un’emozione: pare che l’aereo plani direttamente sul mare.  Sono le due di pomeriggio di una domenica di giugno e, quando si spalanca il portellone anteriore, mi sembra di essere in una...

Viaggio in Sicilia

Immagine
Racconto di Paolo Brondi Aprì la finestra. L’aria portava intensissimo il profumo del mare, mescolando in sé anche la memoria di odori diversi, più fragili, più sfumati, come quelli degli abiti che non si usano più, restano in ombra, ma conservano tutto il sapore del proprio vissuto… Lasciò che il salmastro inondasse la stanza, mentre si affaccendava a prenotare un volo per Catania. Partì la mattina seguente da Pisa e arrivò a Catania alle 11,30. Prese un tassì e si fece portare all’indirizzo di S. Giovanni li Cuti, Piazza Ognina n. 35. Durante il viaggio il tassista non smetteva di ciarlare. “Dottore che va in vacanza a li Cuti? Eh lì ci son belle spiagge ma ora non tempo è di bagni… ora freddo è…piuttosto ci son tanti piscatori…si può trovare del buon pesce.”

Il costume ancora umido

Immagine
di Valeria Giovannini (Le ultime giornate di Paolo Borsellino, una calda estate di 24 anni fa) Nelle scorse settimane si è ricordata la strage di via d'Amelio. A Palermo, il 19 luglio di ventiquattro anni fa. Affidata, attraverso i social, anche alle memorie dei familiari. Paolo Borsellino era perfettamente consapevole che fosse arrivato il tritolo, stavolta per lui. Forse, fino alla strage di Capaci avvenuta 57 giorni prima, pur scherzandoci su con l'amico Giovanni Falcone, non ne aveva maturato l'assoluta certezza. Invece, da quel 23 maggio 1992, è morto anche lui. E ne è divenuto ogni giorno più consapevole. Fino al 19 luglio.

Sicilia, un calore antico

Immagine
di Marina Zinzani (Con un intervento di Angelo Perrone) (ap) Dedicato a Simonetta Agnello Hornby. Sposata ad un inglese, due figli. Vive a Londra. Avvocato, specializzata in diritto di famiglia e dei minori, è stata insegnante universitaria, ma ora si dedica prevalentemente alla scrittura. Le sue opere sono ispirate alla terra di origine, la Sicilia. La memoria familiare e la nostalgia dell’infanzia ne formano lo scenario autobiografico.

I ragazzini di Naxos

Immagine
Foto V. Giovannini   di Valeria Giovannini A Naxos c'è il sole ogni giorno, per tutto il giorno. L'aria soffia ora lieve, ora più intensa. A tratti ingrossa le onde del mare. Si sta sempre bene. Verso sera, il sole si adagia sul porto. Nessuno strumento tecnologico lo può catturare. Enjoy every second of your life è il motto che ci accoglie. A Naxos sembra davvero sia così. All'alba, alcune donne, ogni giorno, entrano in acqua nel porto. Sbucano fuori soltanto le loro teste. Trascorrono del tempo disposte a croce e parlano fra loro. Un rito quotidiano, una sorte di saluto al sole. Le taverne del porto offrono pasti deliziosi, arcobaleno di sapori greci. Le insalate con la ricotta di Naxos, lo yogurt con il miele o i pomodori dolci.