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Visualizzazione dei post con l'etichetta nascita

La prima neve di primavera: la voce di una bambina dal grembo materno

(Introduzione a Daniela Barone). Cosa prova una vita prima ancora di venire alla luce? In questo racconto, la voce narrante appartiene a una bambina che osserva il mondo esterno attraverso i filtri emotivi della madre. Dal miracolo del concepimento nella notte di San Giovanni a Genova, passando per la nube scura di un lutto improvviso, fino a una nascita avvolta da un evento atmosferico straordinario. Attesa, dolore e rinascita: il legame materno supera ogni tempesta. (Daniela Barone). Un inizio invisibile Ho dovuto viaggiare per otto giorni prima di arrivare dentro il tuo grembo, mamma. Sono così piccola che nessuno può vedermi e nemmeno tu sai della mia esistenza. La notte di San Giovanni, patrono di Genova, hai pregato papà di lasciarsi finalmente andare e così mi avete concepito. Immagino gli scoppi dei fuochi d’artificio e i meravigliosi colori che non sono in grado di percepire mentre mi accoccolo un po’ smarrita in te.  Non so quanto tempo sia passato ma ora mi sento tutta s...

Lettera a Elisabetta, la figlia nata due volte 🤱

(Introduzione a Daniela Barone). I legami superano le distanze, le incomprensioni e persino le separazioni forzate. In questa lettera, una madre ripercorre la storia di sua figlia Elisabetta: un viaggio fatto di ribellioni necessarie, rinascite dolorose e una ricerca incessante della propria libertà. Dalla sofferenza di un "secondo parto" emotivo alla conquista di una vita autentica, questo racconto è un inno all'amore indissolubile e alla forza di ricominciare. (Daniela Barone). Il debutto di "Pentolina" e i primi anni Eri nata una mattina soleggiata di dicembre, alla stessa ora in cui avevo dato alla luce Francesco, il tuo fratello maggiore. Quando ti avevano messa fra le mie braccia ero rimasta un po’ delusa dalle tue fattezze: mi aspettavo una bimba dai capelli biondi e radi come quelli di Francesco ma tu stranamente avevi una capigliatura castana lunga e folta che ti faceva assomigliare ad una scimmietta.  Il tuo visino era così largo che tuo padre ti aveva...

La gioia di cantare un motivetto la mattina

La mattina, basta una canzoncina per ridestarsi e rinascere di Davide Morelli Ho visto tutto da una feritoia. Ho vissuto nel disordine apparente. Sono morto mille volte di noia prima che me ne vada totalmente. Io ho mischiato cielo e terra. Non mi sono mai davvero redento.

Il Presepe, la sorpresa del mistero

Il Presepe racconta una tradizione che in duemila anni si è arricchita di significati, continuando a suscitare interesse. Attraverso la magia delle luci e delle scenografie, si tramanda la bellezza di una Storia che desta ancora stupore   (ap *) La scena? Il Presepe ha una composizione semplice, di pochi elementi, ma ben assortiti. Innanzi tutto, una capanna, esposta al gelo, perché quell’anno, oltre venti secoli fa, fu particolarmente rigido. A rendere l’idea del freddo, va bene anche una grotta, che è ancora più nuda ed esposta alle intemperie. O una delle sue possibili varianti, suggerite dalle vicissitudini moderne: un edificio diroccato, un vecchio sottoscala, una fabbrica abbandonata, qualsiasi anfratto naturale o meno, utilizzato come rifugio da sventurati senza tetto.

Rinascere

Poter ritornare sui propri passi, e scoprirne eccessi e infedeltà di Bianca Mannu Ri - nascere in un battito di ciglia per il lancio d’un quasi niente composto di carbonio e d’acqua a sdrucciolare nelle gole delle parole liquide    a indietreggiare verso il domani senza un ‛ dove’ cogliere presagi postumi come cuscini di fiori preventivi per finalmente annusare - da vivi - la fine della storia  

Tra poco ti vedrò

di Marina Zinzani (Pensieri di un padre ad un figlio che sta per nascere) Vorrei parlarti del mondo, figlio mio, degli uccellini che crescono nel nido e che un giorno si leveranno, e voleranno da soli. Vorrei parlarti dei loro viaggi, del sole e delle nuvole, dei temporali, del cielo che sa essere grigio e minaccioso, e di magnifici giorni di primavera, in cui senti una gioia misteriosa e non sai perché.