Passa ai contenuti principali

Antiche mura, il gigante buono che abbraccia la città

di Paolo Brondi

Oltre le metropoli, molti sono i centri piccoli che ancora oggi conservano mura che cingono il centro storico. Abbondano in Toscana. Fra le più note, quelle di Lucca, S. Gimignano, Cortona, Montepulciano, Grosseto: cittadine che hanno conservato, con le loro mura, una delle testimonianze più preziose della loro storia. La fortificazione è storicamente uno strumento di difesa, un baluardo, seppur spesso molto modesto, ma ancor più ha avuto il pregio e il valore di far crescere nel suo interno una fisionomia urbana particolare e un humus culturale distinto e prezioso. Nel passato, chi viveva entro le mura nutriva in sé sicurezza, conservava il tempo perduto, trovava sicura condizione per una ricca vita sociale e interiore e riparo dall’ignoto e dai pericoli tutti d’intorno.
Nel giro dei tempi e del rapido mutarsi del gusto e della tolleranza, le mura sono state interpretate in vario modo e con interessi diversi. Spesso, nel caso di improvvide scelte politico-amministrative, sono state viste come intralcio alla spinta espansiva delle metropoli e destinate quindi a ridursi o a scomparire. Oppure ne è stata garantita durata a beneficio della godibilità turistica, quali esempi di mirabile architettura, o come importanti elementi del paesaggio urbano. Meglio riuscita la persistenza delle mura, anche abbellite da soluzioni nuove ed in linea con le visioni attuali, quando salvaguardate da strumenti giuridici che conciliano la difesa e il mantenimento dei centri storici con la giusta e normale espansione della città. L’esempio di Lucca è esemplare: le sue mura sono la testimonianza più fedele del suo sviluppo urbano ove l’antico mai è stato compromesso dallo sviluppo del nuovo. Oggi, sulle mura di Lucca trionfa il verde, l’aria è profumata, e ogni cittadino passeggia e ha i suoi momenti di poesia.

Commenti

Post popolari in questo blog

Lettera a Davide Cavallo, il ragazzo che sa perdonare 👨

(Introduzione a Daniela Barone – Commento a.p.). La cronaca nera ci ha abituati alla narrazione della brutalità, del conflitto e del legittimo sdegno. Raramente, però, ci costringe a fermarci davanti a un gesto che scuote le nostre categorie interpretative. La vicenda di Davide Cavallo, il ragazzo di 22 anni rimasto gravemente invalido dopo un’aggressione in Corso Como a Milano, ha preso in aula di tribunale una piega inaspettata: quella di un abbraccio e di un dialogo sul perdono con i suoi assalitori. Riceviamo e pubblichiamo questa toccante lettera aperta scritta da una nostra collaboratrice, che ha scelto di rivolgersi direttamente a Davide, stabilendo con lui un ponte intimo tra generazioni, storie ed esperienze di vita diverse. (Daniela Barone). Una ferita nel cuore della movida Caro Davide, quando ho letto la tua storia mi sono commossa. Sai, ai settantenni le lacrime sgorgano facilmente; forse succederà anche a tua nonna. Quello che ti è capitato mi ha indignato: a soli 22 anni...

L’orco di Bordighera e l'addio a Beatrice, la bimba di due anni

(Introduzione ad a.p.). La cronaca nera ci consegna una delle sue pagine più dolorose e inconcepibili. A Bordighera, la piccola Beatrice, una bambina di appena due anni, è morta a seguito di mesi di violenze e sevizie atroci subite tra le mura domestiche. La svolta nelle indagini, condotte dalla Procura di Imperia, è arrivata dall'analisi dei telefoni cellulari, che hanno rivelato filmati e immagini di abusi continui e prolungati. Per la madre e il compagno di lei l'accusa è di maltrattamenti aggravati dalla morte. È stata una un'agonia durata trentasei ore senza che nessuno chiamasse i soccorsi. Di seguito, una riflessione su uno strazio che lascia l'anima senza parole. (a.p.). L'innocenza tradita Due anni sono così pochi, Beatrice, per conoscere il peso del mondo. Dovrebbero bastare appena a rincorrere una farfalla, a ridere per un niente, a stringere le dita piccole intorno a una mano che protegge, non che distrugge. Il silenzio e l'agonia Invece il buio è e...

Parma, il prof non denuncia: se il web sostituisce il tribunale 🖥️

(Introduzione ad a.p.). L’episodio accaduto a Parma – un docente inseguito dagli studenti e il video diventato virale – riapre il dibattito sul ruolo dell'autorità e della giustizia nella scuola. Le ragioni del professore, che ha rifiutato di sporgere querela invocando un intento educativo e la sanzione già subita dai ragazzi sul web, sollevano tuttavia profonde perplessità giuridiche e pedagogiche. Una riflessione necessaria sui confini del limite e sui rischi del "tribunale dei social".  (a.p.). La cronaca in un video viralizzato La cronaca recente (Corriere della sera, 27 maggio 2026) ci consegna un episodio avvenuto all'esterno di un Istituto Tecnico Industriale di Parma che, nel giro di poche ore, ha monopolizzato il dibattito pubblico nazionale. Un video, rimbalzato di bacheca in bacheca sulle principali piattaforme social, mostra scene che l'opinione pubblica, la politica e i sindacati scolastici hanno immediatamente catalogato come un'intollerabile agg...

L'altra faccia del kintsugi: quando le ferite non si riparano 🏺

(Introduzione a Marina Zinzani). La filosofia giapponese del kintsugi ci ha affascinati con la sua promessa di bellezza nata dalle macerie, diventando quasi una moda culturale. Ma cosa accade quando l'oro non basta o quando la grazia della ricostruzione non arriva? Qui, una riflessione intima e controcorrente: l'arte di accettare i vasi che restano frantumati, trovando la pace nella comprensione dei nostri limiti e dei nostri fallimenti. (Marina Zinzani). La seduzione dell'oro: l'arte di rinascere dalle macerie La parola kintsugi si incontra facilmente oggi, è quasi di moda. L’arte di riparare un oggetto rotto con l’oro, fino a renderlo emblema dell’imperfezione ma anche della bellezza delle cose vissute, fa parte del pensiero giapponese.  È un concetto affascinante e potente, che trasforma ciò che è frantumato in qualcosa che assume nuova vita e una nuova forma di bellezza. È la storia di persone che vivono con una frammentazione, ma che sono riuscite a dare un signifi...

Robin Williams, il clown triste che faceva ridere: un viaggio tra cinema, vita e memoria 🤡

(Introduzione a Daniela Barone). Alcuni attori sono capaci di entrare nelle nostre case in punta di piedi, per poi diventare parte integrante dei nostri ricordi più intimi. Robin Williams è stato esattamente questo: un "fiume in piena" in grado di far ridere e piangere nello spazio di un solo secondo. Attraverso il racconto appassionato di una madre e insegnante, questo articolo ripercorre la straordinaria carriera del leggendario attore. Dai pomeriggi domenicali passati con i figli a guardare le videocassette di Mrs. Doubtfire, fino alle lezioni di vita del Professor Keating, riscopriamo la straordinaria sensibilità di un uomo che ha regalato al mondo infinito stupore, nascondendo dietro la maschera del buonumore una profonda e toccante malinconia. (Daniela Barone). Un'ancora di salvezza in una domenica di pioggia Per sopravvivere alla noia mortale di una domenica piovosa, avevo acceso la TV per cercare qualche film interessante su Netflix. Mi ero imbattuta in Good Morni...