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Compagno di ventura

di Paolo Brondi

Ti salutiamo
Non ci sono ombre sul tuo viso
Amico di latino e greco
Né tenebre di  tempo e  di pensiero
Né silenzi non vani di misura
Per voci che ricamano poesia
Danzando in verdi settenari
O volando in luce di parola
Sulla scena della vita

Possiamo dirti
Amico dal sorriso antico
Che le tante cose già vissute
Sembrano mai, nella durata
Lunga, dell’età più vera
e dell’incorrotta umanità

Possiamo dirti
Compagno di ventura
E talora di lucida amarezza
che nell’ora che dilegua
son gli  affetti a vivere di più
senza pesi, né limiti
in poetica memoria
di un perenne
“agape mou”

Commenti

  1. Commovente e delicato il pensiero e la dedica al collega.
    Il nostro lavoro non si vede subito ma lascia segni nel terreno che lavoriamo costantemente, instancabili mani che permeano le morbide menti...sono affetti incompresi da giovani virgulti che diverranno piante forti e resistenti e, soltanto allora, potranno svelarsi ai loro occhi le nostre fatiche.
    Ai giovani mostriamo la vita con versi e prose, con amore incondizionato senza mai chiedere nulla in cambio, con sforzo di riuscire a renderli adulti migliori.
    Grandi versi ...che rendono giustizia e gratificano chi mai verrà abbastanza ricompensato del suo lavoro consegnato in mano a chi non ne comprende, sul momento, l' immenso duraturo valore.
    Grazie per il suo grandissimo contributo con queste pubblicazioni
    Cristina Podestà

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