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La primavera arriverà

di Marina Zinzani
(Commento di Angelo Perrone)

Soldato stanco
il gelo nel cuore
il freddo nelle ossa
statua sotto la neve
inutili battaglie hai combattuto
soldato stanco
di persone, di luoghi
di ricerche, di affanni
di vita scivolata in mille rivoli
senza che nulla resti fra le mani
soldato stanco
scongelare il corpo
togliersi le armature inutili, sono state inutili
è l’unica via
la primavera arriverà
canto di uccelli
e pesci nell’acqua
e allora dimenticherai
immerso in un nuovo tepore.

(ap) Un inverno, quello del 1944, forse più freddo di quello attuale. Neve dappertutto. Il manto bianco ricopre le colline piemontesi che erano state teatro della guerra partigiana.
Nel dipinto L’armatura sotto la neve di Felice Casorati, il cielo è plumbeo e rende indistinguibili le nuvole. Pochi sono i rami scuri di un albero che fuoriesce dal manto bianco. In primo piano, un’armatura, pesante ferraglia che ricopre un corpo invisibile, quasi inesistente, non fosse per quelle braccia che si congiungono sull’elsa della spada e accennano un movimento. Una corazza scura che però assorbe il freddo dell’ambiente e tende ad assumerne i colori.
Nella magia dell’accostamento tra la neve bianca e la pesante armatura scura, è incerto il destino di questo soldato. E forse di ognuno di fronte alle avversità. Potrebbe animarsi, e combattere una impossibile battaglia contro ignoti nemici. Oppure, inerme e smarrito nonostante la pesante corazza, rimanere sommerso dai fiocchi di neve, che già lo stanno ricoprendo.

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