domenica 19 luglio 2020

Assenze

Colleghi e amici: la perdita che rimane


di Cristina Podestà

Perdere un amico è perdere una parte di vita. Se l’amico è anche collega, la fetta che si perde è più grossa. E se gli amici colleghi perduti in un mese sono due, entrambi prematuramente, allora la tristezza invade il cuore.

E il giorno prende forma di un resoconto della tua vita, poiché con gli amici-colleghi passi gran parte del tuo tempo migliore, confrontandoti, discutendo, perfino arrabbiandoti per poi, a fine giornata, ricomporre il tutto con una telefonata o davanti ad un aperitivo.
La vita di chi fa scuola è dura e difficile, poco remunerata, scarsamente riconosciuta, piena di pretese da parte di tutti, senza alcuna immediata gratificazione. E proprio per questo, fare corpo unico con i colleghi, che poi quasi tutti diventano amici, è fondamentale.
Stare insieme molte ore al giorno e superare quasi tutte le difficoltà, crea un Sodalizio di animo e di cuore.
Se poi si aggiungono cene insieme, confidenze scambiate, momenti di viaggi condivisi, il rapporto si accresce e la familiarità si sostituisce alla conoscenza, si diventa un unico nucleo forte e coeso.
Il tempo poi può allontanare fisicamente, ma giammai l’intimità che si è creata verrà meno, neanche quando il destino terribile e che presenta sempre il conto, strappa qualcuno da questa storia.
Amici carissimi, vi abbraccio forte forte, vi penso sempre e vi prego di aiutarci a sopportare la vostra assenza.

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