Passa ai contenuti principali

L'albero del male, mostruosità criminali e umanità

Gustave Courbet - Le Désespéré

Ciò che sconvolge è il superamento di ogni limite


(Angelo Perrone) Ci sono fatti che spiccano per efferatezza, e per questo lasciano sgomenti. Le cronache. La bambina di appena 18 mesi, maltrattata e vittima di violenze. I genitori scomparsi all’improvviso senza lasciare tracce, nemmeno nelle acque gelide di un fiume. La ragazza di 17 anni, bruciata, scaraventata in un dirupo.
Vicende che sorprendono per gravità, deviazioni improvvise da canoni che apparivano normali, persino grigi e opachi.
Eppure da qualche parte si nasconde la scintilla, magari minuscola e impercettibile, ma in grado di far divampare l’incendio. E’ piccola, resistente, con tempi lunghi. I danni poi sono trabordanti. E’ difficile capirlo in tempo e per questo poi tutti rimangono sgomenti.
Dopo, a mente fredda, la ricerca delle cause, oltre l’accertamento della verità e delle responsabilità, è affannosa e incerta. Un percorso spesso vano, senza punti di approdo. Ci si chiede come sia stato possibile e non vengono in mente risposte.
La normalità è un tessuto strano: liscio e uniforme in superficie, sotto emergono nodi, lacerazioni, smagliature. Può andare in frantumi di colpo, collassare all’improvviso.
La vita seguiva schemi tranquilli, senza sussulti. Affetti, studio, lavoro. Relazioni qualsiasi. Mai nessuna – pur piccola - trasgressione, a dire dei più. Almeno pareva. Invece sopraggiunge qualcosa, o c’era già, a far saltare il banco, a dar origine all’impensabile.
Non c’è solo la crudezza dei gesti, già di per sé sconvolgente, a lasciare senza fiato. E’ il crollo del limite più estremo, del confine che nessuno fino a quel momento aveva osato superare.
Molte sono le rappresentazioni del male, alcune – le più perverse - non riesce nemmeno di immaginarle.

Commenti

Post popolari in questo blog

Odissea: il film tra spettacolo grandioso e dramma umano

(Introduzione a Marina Zinzani). Il mito di Ulisse torna sul grande schermo con la maestosa regia di Christopher Nolan. Tra imponenti visioni cinematografiche e una profonda introspezione psicologica, il film trasforma il classico omerico in un’opera intimista e dolorosamente attuale, guidata dall'interpretazione di Matt Damon. (Marina Zinzani) Un’opera intimista Certamente “Odissea” è il film del momento, di cui tanti parlano. Riporta con la mente alla versione di tanti anni fa, di Bekim Fehmiu, che ha lasciato una traccia mai dimenticata. Ma qui siamo in un altro campo: il regista Christopher Nolan ha creato un’opera imponente, in cui prende lo spettatore e sembra di portarlo dentro la storia, in mare, nei momenti di terrore di Ulisse e dei suoi compagni, fra le mura di Troia, con i personaggi raccontati, rimasti nella nostra memoria e immaginazione. Un Ulisse moderno, segnato dal peso della colpa Quello di Nolan è un Ulisse provato, stanco, con il peso della coscienza: quello ch...

C'è una storia che ho bisogno di raccontare

(a.p.). Una storia, su radici, terra, e il coraggio di cercarne di nuova senza perdere la prima. Non un annuncio, o un bilancio. L'ho scritta per chi, in questi anni, ha reso questo giardino comune. Potete leggerla sul nuovo sito, www.pagineletterarie.it: Migrare. Una storia di radici e di nuova terra .

Lia

di Marina Zinzani (Introduzione di Angelo Perrone) (ap) I “racconti del sabato”. È un momento particolare, il sabato, come conclusione della settimana. Perché mai uniforme, uguale all’altro. Qualche volta per esempio anche più gravoso. Infarcito di maggiori impegni, rimandati nei giorni precedenti e accavallatisi tutti insieme, da assolvere correndo prima di esserne sommersi, sfruttando le ore contate, insufficienti.  Nel migliore dei casi, è occasione per ritagliarsi un tempo per sé. Quanti modi ci sarebbero per qualcosa di piacevole, divertente. Un’attività che dia gioia, faccia stare meglio. Come guardare un film, uscire con gli amici, leggere un libro. Coltivare piccoli piaceri.

Mietitura: storie familiari d'altri tempi

di Paolo Brondi La frigidità e secondarietà di tante pagine mediatiche, il cui effetto sulle coscienze è quello stesso della metafora "gutta cavat lapidem non vi, sed saepe cadendo", causano l'evanescenza di ricordi e suggestioni, che, tut tavia, per non essere del tutto fagocitati dalle realtà linguistiche

Oltre la siepe: modella e musa (1)

di Laura Maria Di Forti (Introduzione di Angelo Perrone) (ap) Qual è il legame tra Guido, pittore anni Venti, e Flora, avvenente e capricciosa modella? La seduzione esercita una strana e irresistibile tirannia sull’uomo. Quando si presenta la dolcezza di una timida ragazza, Adele, il mondo di Guido entra in crisi, sembra crollare come castello di sabbia davanti al sogno di un altro amore.