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Ballando con gli insulti

Battibecchi in pasto ai telespettatori


di Laura Maria Di Forti

Andy Warhol, geniale e originale artista, diceva che ogni persona potrebbe avere un quarto d’ora di celebrità. Niente di più vero.
Oggigiorno assistiamo quasi sistematicamente alla nascita di star grazie a spettacoli televisivi che si avvalgono di gente comune senza particolari doti artistiche o intellettuali e che vogliono emergere facendo o dicendo cose non particolarmente intelligenti ma solo sensazionalistiche.
Quasi sempre queste aspiranti celebrità si travestono da opinionisti, persone che parlano, criticano e giudicano su vari argomenti, dai più stupidi ai più seri e profondi creando scene vergognose di mala televisione.
Purtroppo, se pure certe trasmissioni trash, tanto per usare una parola in voga in questi anni, sono presenti in alcune reti private, bisogna dire che anche la Rai, per mantenere alti gli ascolti, si è abbassata a trasmettere programmi dove la professionalità è spesso messa in secondo ordine e dove invece si predilige tutto ciò che può suscitare la morbosa curiosità dei telespettatori.
Non occorre insomma che lo spettacolo sia bello, interessante e arricchente, molto più importante è che catturi l’attenzione. E allora ecco programmi in cui le liti furoreggiano, in cui volano insulti, in cui non vengono più mantenute le elementari regole della buona educazione e del rispetto.
Ho assistito sabato sera alla trasmissione Ballando con le stelle e alla caduta di stile da parte di Morgan, noto artista poliedrico e pure molto valente come conoscitore della musica, uomo forse fragile e dal carattere non facile, che si è lasciato andare (forse sotto l’effetto di qualche eccitante?) ad esternazioni basse e volgari e soprattutto alla totale mancanza di rispetto per il giudice Selvaggia Lucarelli, in verità molto sciolta nelle critiche, che, magari errando o forse no, gli ha fatto conoscere la sua personale disapprovazione.
A mio avviso spettava alla conduttrice del programma fermare nel più breve tempo possibile la mancanza di educazione e di misura dell’artista ma invece no, niente è stato fatto. Si è lasciato continuare il battibecco tra due persone che probabilmente hanno anche dei trascorsi personali rancorosi dando così in pasto ai telespettatori uno spettacolo vergognoso degno solo di una bettola frequentata da villani ubriachi. 
Sono lontani i tempi in cui la Rai offriva, oltre all’intrattenimento, anche un servizio educativo agli italiani che uscivano da una guerra disastrosa e che dovevano allargare i propri orizzonti intellettuali e conoscitivi. Bisognava uscire dall’analfabetismo, bisognava ricostruire un’intera nazione. Sono lontani quei tempi, certo! Ora sembra che il diktat televisivo sia quello di imbecillire la popolazione, renderla schiava dei più bassi impeti e dei più vili istinti.
Un tempo venivano chiamati a collaborare ai palinsesti televisivi intellettuali valenti, ora pare sia meglio chiamare urlatori, litigiosi cronici e persone che si fanno notare per schiamazzanti opinioni, seni rifatti e labbra grandi come canotti. Peccato però che il cervello di questi personaggi sia latitante, così come la loro educazione che, sebbene non si pretenda debba essere quella di certe educande ottocentesche, sarebbe opportuno che fosse quantomeno presente.
Non voglio prendermela con questo artista maleducato che, probabilmente, ha i suoi grossi problemi, ma con chi permette che certi eccessi sostituiscano o sovrastino la professionalità che pure spesso esiste. C’è sicuramente bravura anche in personaggi come Sgarbi, valente critico d’arte, chiamato però in televisione solo per urlare contro i vari “caproni” di turno, veri o falsi che siano.
Oggi come oggi, infatti, non esiste più il rispetto delle convinzioni altrui, esiste solo la sopraffazione verbale di chi grida più forte. E allora non lamentiamoci del bullismo imperante nelle scuole o sui social! La insegna questa televisione spicciola la maleducazione e la prevaricazione. Il popolo bue ringrazia.

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