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Il cavallo arrabbiato

di Laura Maria Di Forti
Introduzione di Angelo Perrone

(Angelo Perrone) I ricordi raccolti da Laura Maria Di Forti, scavando nella memoria, ci riportano indietro nel tempo. Ognuno avrà modo di recuperare frammenti della propria vita, ansie, gioie, affanni, semplici curiosità. 
Spezzoni dell’esperienza che ci appartiene e che talvolta ci è accaduto di condividere con qualcuno.
Altrimenti rimasti in noi, quelle sensazioni che ora riemergono con dolcezza o d’impeto. Non erano davvero sepolte o dimenticate, solo sfuggite alla percezione più superficiale. Quella che ci accompagna nel quotidiano frenetico.
Ora è il momento di fermarsi e di tornare indietro, nel solco di quelle impressioni con le quali siamo cresciuti e siamo diventati quello che siamo.
Già pubblicati in questa serie: Chi dorme nell’armadio?
In precedenza pubblicati i seguenti testi: Come imparare le lingue senza fatica, Ai miei tempi, Scrivere romanzi non importa quale, Pistacchi mon amour, C’era una volta il West

Il cugino Giorgio, essendo il più grande della nostra piccola combriccola, dettava legge e suo fratello Paolo ed io, entrambi minori di quattro anni, ci lasciavamo condurre nei giochi.
Un pomeriggio, mentre eravamo tutti dalla nonna, Giorgio doveva assegnare ad ognuno un cavallo, in modo da poter giocare ai soldati e agli indiani, il nostro passatempo preferito vista l’abbondanza di film western dell’epoca.
Essendo il capo, lui si aggiudicò il cavallo bianco, Paolo quello marrone con coda e criniera neri e a me fu assegnato quello d’Arabia.
Ora, all’epoca avevo poco più di sei anni, non andavo ancora a scuola, non conoscevo certo l’Arabia e men che mai le razze dei cavalli. Pertanto, cosa feci? Mi misi a strillare dicendo che io, il cavallo arrabbiato non lo volevo perché di certo non avevo alcuna intenzione di morire cadendo da cavallo!

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