Passa ai contenuti principali

I sedici sulla Libra

Repubblica, 15 ottobre 2024

(Angelo Perrone) Erano in sedici. Sulla nave Libra, la prima diretta verso uno dei centri per migranti in Albania, voluti a suon di centinaia di milioni di euro dal governo Meloni.
Neppure in trecento, come nell’epopea cantata dalla Spigolatrice di Sapri: quelli che, “giovani e forti, a noi non fecer la guerra ma si inchinaron a baciar la terra”. Non fa nulla.
Altra roba quella, pure i momenti però erano differenti, che volete. Lì, un manipolo di trecento carcerati che Carlo Pisacane immaginava potesse realizzare il sogno della sommossa nel Regno delle due Sicilie.
Qui, il sogno meloniano, ugualmente nobile eppur ridotto, affidato – per ora, poi si vedrà - a sedici individui: certo arditi, dieci bengalesi e 6 egiziani, precisano i cronisti, accompagnati dall’altra parte dell’Adriatico. 
Una questione epocale, l’immigrazione, però l’importante è cominciare. Del resto era prevista qualche ristrettezza: il protocollo con l’Albania vale solo per “migranti maschi” soccorsi in acque internazionali da “navi militari italiane”. Un po’ limitato, ma è solo l’inizio e si va sul sicuro, non è che poi si fanno storie: l’umanità, la solidarietà, e la solita tiritera, tipo donne, bambini non accompagnati, categorie eccentriche, inventate da facinorosi.
Comunque, voi diffidenti e antifascisti a sproposito, vedrete. Il programma è di tremila e ci si arriverà, prima o poi. È stata utilizzata per il nobile scopo una nave militare della Marina italiana, altro che. Con i fiocchi e armata di tutto punto. Perché c’erano malintenzionati in giro. Siamo in tempi di guerra. Un po’ sovrabbondante magari, 80 metri di lunghezza, equipaggio di 80 marinai, capacità di 200 passeggeri, meglio abbondare a volte.
La Libra è un pattugliatore d’altura, classe Cassiopea, equipaggiata con cannone e due mitragliere, hangar e ponte di volo per elicotteri. Del resto, come si legge, il compito di queste unità è “la salvaguardia degli interessi economici nazionali”, mica si scherza in questi casi. Per due giorni di navigazione e il trasporto dei sedici, costi di 250.000 euro (Repubblica, 15 ottobre 2024).
La precauzione è una degna salvaguardia di quei sedici, e poi serve a difesa dei confini, ove mai quei loschi individui avessero cattivi pensieri. Salvini, soddisfatto, potrà aggiungere un’altra prova a suo favore nel processo Open Arms, per smontare l’accusa strampalata e ridicola – inventata dalle toghe rosse di Palermo - di sequestro di persona. 
C’è questa perla nelle cronache, a dimostrazione del gran lavoro meloniano sull’immigrazione: così si fa per contrastare quella illegale, per perseguire il reato “universale” di traffico di esseri umani, per difendere gli italiani.
Intanto, scegliendo un giorno a caso, il 14 ottobre, mille persone sono state soccorse ed accompagnate a Lampedusa, succede ogni volta che c’è bel tempo, l’isola è meta di approdi. Provenienza? Mali, Camerun, Costa d’Avorio, e poi decine in fuga dal Corno d’Africa, Sudan e Sud Sudan.
Tutti paesi d’origine che neanche la Farnesina riesce a includere nella sua lista dei 22 sicuri, dunque esclusi dalle procedure accelerate di frontiera che li porterebbero in Albania. La Libra se la sognano. E pure i centri di accoglienza dell’Albania. Con le sbarre, i materassi ancora ripiegati, i pasti confezionati, il tavolino con le sedie per la ricreazione, e tanto altro. Ma questa è un’altra storia, la Meloni al momento non vuole sentirsela raccontare.

Commenti

Post popolari in questo blog

Tra i due litiganti il terzo gode: la saggezza popolare in una mollica

(a.p. - Introduzione a Laura Maria Di Forti) ▪️ Il proverbio di oggi: “ Tra i due litiganti il terzo gode ”. Non si è mai soli neppure nei litigi. Chi beneficia dei contrasti altrui? La tradizione popolare italiana si è sempre espressa con proverbi e modi di dire, rimasti poi nella memoria comune. Oltre le apparenze, non sono una ingenua semplificazione della realtà con cui ci confrontiamo ogni giorno. Molto di più, uno sforzo per riflettere e capire. E magari scovare il bandolo della matassa. Interpretano sentimenti diffusi, traducono in poche battute concetti complicati, tramandano una saggezza solo apparentemente spicciola, qualche volta sono persino di aiuto per suggerirci le mosse opportune. Ci hanno consolato, ammonito, contrariato. Ce ne siamo serviti per affrontare momenti difficili e uscire da situazioni scabrose. Già pubblicati: Il mattino ha l’oro in bocca ,  Non dire gatto se non ce l’hai nel sacco (Laura Maria Di Forti – PROVERBIO) ▪️ Senza pensieri seduto su una pan...

Quel fiume colmo che straripa: il ritorno della Terza Pagina, cura dell’anima 📝

(Introduzione a Paolo Brondi). C’è stato un tempo in cui aprire il giornale significava imbattersi in un’oasi di silenzio e riflessione. Si chiamava Terza Pagina: il luogo dove i fatti di ieri diventavano le idee di domani. Oggi che la cultura è spesso confinata negli angoli o sommersa da un flusso incessante di stimoli, riscoprire quella 'voce' non è nostalgia, ma resistenza. È la riconquista di quel fiume che, quando è troppo colmo, rischia di travolgerci. Fermiamoci un istante, per ritrovare noi stessi tra le pieghe di un foglio e i versi senza tempo di Borges. (Paolo Brondi) ▪️ La rigenerazione del pensiero La rilettura della terza pagina, così come compariva sul Corriere della sera ormai in tempi lontani, potrebbe valere come una rinascita, una rigenerazione, una riconquista d'equilibrio. Lo scorrimento delle pagine che oggi relega la cultura quasi in ultimo, oltre l'addensarsi di un sapere plurisignificante, è per la coscienza del lettore come un fiume che troppo ...

Il Piccolo Principe: un viaggio per ricordare l'essenziale

(Introduzione ad a.p.).  Il capolavoro di Antoine De Saint-Exupéry è molto più di una fiaba per bambini: è una bussola per l'anima che ci invita a un esame profondo delle nostre priorità adulte. Attraverso l'incontro nel deserto, impariamo che la verità non si nasconde nei numeri o negli affari, ma nella magia dei legami e nell'onestà del cuore. Questo tributo esplora il potere della fantasia, il rito dell'amicizia e la bellezza invisibile che i grandi hanno imparato a dimenticare. L'oblio dell'infanzia e il cappello misterioso (a.p.) ▪️ I grandi sono stati bambini almeno una volta, poi lo hanno dimenticato. Così, quando vedono un disegno a forma di cappello, pensano di aver visto un cappello e non un boa che ha inghiottito l'elefante. Questa cecità adulta è il primo grande monito di Antoine De Saint-Exupéry: la perdita della capacità di vedere oltre l'apparenza, di cogliere la fantasia e la meraviglia racchiuse nelle cose più semplici. È la rinuncia al ...

Il nostro mondo

di Marina Zinzani (“Dans le monde entier” – Françoise Hardy) Attorno al mondo  al nostro mondo mettiamo recinti per proteggere affetti

Curare il basilico

di Marina Zinzani Tratto da “I racconti dell’acqua” (Commento di Angelo Perrone) (ap) L’acqua è il tema ricorrente di questi Racconti. Qui,  è nutrimento delle piante, soprattutto di quelle più esili e fragili, esposte alle avversità di ogni tipo. E diventa metafora di una risorsa di altra natura: il sentimento affettuoso che alimenta i rapporti umani, li sorregge, li fa crescere dando loro persino una nuova vita. Il tema dà corpo ad un contesto, di pensieri e di sentimenti, rarefatto e suggestivo, per molti versi anche tranquillo e rassicurante.