Passa ai contenuti principali

Caccia al virus, l'intruso che giudica i testi in questo blog

(Il commento è ripreso da Critica liberale, 13.1.25)

(Angelo Perrone) L’incidente è piccolo, persino insulso e inutile, e rimediabile. Eppure significativo.
Arriva una mail di Google che annuncia l’annullamento di un certo post sul sito di Pagine letterarie. È “Critica liberale – Articoli di Angelo Perrone”.
Motivo? La «violazione delle norme contro malware e virus». La mail è spam, evidente. Che lo stesso Google avrebbe dovuto deviare nell’apposita cartella, ma non lo fa.
Il malware, dunque il virus, è una nefandezza. Da Wikipedia: Termine generico che indica qualsiasi software malevolo e intrusivo a scopo di lucro. Ma non rende ancora l’idea.
È ogni programma che danneggia altri utenti, carpendo informazioni private o commerciali, e agendo per ottenere un profitto, ricattare le vittime, estorcere denaro.
L’accostamento a quel post fa sorridere se si è in vena, altrimenti irrita. Quel post era (è) un semplice elenco di titoli di articoli di riflessione culturale, pubblicati, dal 2018 al 2024, su una rivista di analisi politica, appunto Critica liberale, serissima e di antica tradizione democratica. Oltre tutto, gli stessi articoli sono stati volta a volta ripresi e pubblicati su Pagine letterarie, con i link di riferimento.
Prima di andare oltre, cestinando la mail come spam, capita di tornare su quel post incriminato. La scoperta: cancellato veramente. Lo spam rivela infinite ombre. È anonimo quanto alla fonte e indeterminato nei contenuti. A firma Google, certo, ma è come dire: chissà chi, in che modo. Quanto ai contenuti: perché quel post? Mistero, e impossibilità di saperne di più.
La mail – a prova di correttezza e trasparenza – è aspecifica nelle ragioni, e non consente interlocuzioni, non ammette risposte. Si lascia spazio solo a eventuali “rivendicazioni in tribunale”. Ma come si può contestare ciò che non viene nemmeno precisato e/o argomentato? 
Lo scrittore famoso ci scrisse, su questa materia surreale, Il processo, a ragione il suo capolavoro. Poi, in dibattiti e tavole rotonde, si discute dottamente di algoritmi e di intelligenza artificiale. Si parla dei rischi di rinunciare all’umano. In ballo il buon senso, la comprensione delle cose e l’intelligenza. Ma non serve andare troppo lontano. Basta guardare più vicino a noi.

***

Primo post scriptum. Nello stesso istante della sua pubblicazione, ore 7 del 3 gennaio, l'algoritmo ha annullato questo post. In allegato, c'era l'elenco degli articoli su Critica, che proprio non gli va giù.

Secondo post scriptum. Andate a vedere le norme della community. E' aperta la caccia al virus.

Commenti

Post popolari in questo blog

Tra i due litiganti il terzo gode: la saggezza popolare in una mollica

(a.p. - Introduzione a Laura Maria Di Forti) ▪️ Il proverbio di oggi: “ Tra i due litiganti il terzo gode ”. Non si è mai soli neppure nei litigi. Chi beneficia dei contrasti altrui? La tradizione popolare italiana si è sempre espressa con proverbi e modi di dire, rimasti poi nella memoria comune. Oltre le apparenze, non sono una ingenua semplificazione della realtà con cui ci confrontiamo ogni giorno. Molto di più, uno sforzo per riflettere e capire. E magari scovare il bandolo della matassa. Interpretano sentimenti diffusi, traducono in poche battute concetti complicati, tramandano una saggezza solo apparentemente spicciola, qualche volta sono persino di aiuto per suggerirci le mosse opportune. Ci hanno consolato, ammonito, contrariato. Ce ne siamo serviti per affrontare momenti difficili e uscire da situazioni scabrose. Già pubblicati: Il mattino ha l’oro in bocca ,  Non dire gatto se non ce l’hai nel sacco (Laura Maria Di Forti – PROVERBIO) ▪️ Senza pensieri seduto su una pan...

Il Piccolo Principe: un viaggio per ricordare l'essenziale

(Introduzione ad a.p.).  Il capolavoro di Antoine De Saint-Exupéry è molto più di una fiaba per bambini: è una bussola per l'anima che ci invita a un esame profondo delle nostre priorità adulte. Attraverso l'incontro nel deserto, impariamo che la verità non si nasconde nei numeri o negli affari, ma nella magia dei legami e nell'onestà del cuore. Questo tributo esplora il potere della fantasia, il rito dell'amicizia e la bellezza invisibile che i grandi hanno imparato a dimenticare. L'oblio dell'infanzia e il cappello misterioso (a.p.) ▪️ I grandi sono stati bambini almeno una volta, poi lo hanno dimenticato. Così, quando vedono un disegno a forma di cappello, pensano di aver visto un cappello e non un boa che ha inghiottito l'elefante. Questa cecità adulta è il primo grande monito di Antoine De Saint-Exupéry: la perdita della capacità di vedere oltre l'apparenza, di cogliere la fantasia e la meraviglia racchiuse nelle cose più semplici. È la rinuncia al ...

Quel fiume colmo che straripa: il ritorno della Terza Pagina, cura dell’anima 📝

(Introduzione a Paolo Brondi). C’è stato un tempo in cui aprire il giornale significava imbattersi in un’oasi di silenzio e riflessione. Si chiamava Terza Pagina: il luogo dove i fatti di ieri diventavano le idee di domani. Oggi che la cultura è spesso confinata negli angoli o sommersa da un flusso incessante di stimoli, riscoprire quella 'voce' non è nostalgia, ma resistenza. È la riconquista di quel fiume che, quando è troppo colmo, rischia di travolgerci. Fermiamoci un istante, per ritrovare noi stessi tra le pieghe di un foglio e i versi senza tempo di Borges. (Paolo Brondi) ▪️ La rigenerazione del pensiero La rilettura della terza pagina, così come compariva sul Corriere della sera ormai in tempi lontani, potrebbe valere come una rinascita, una rigenerazione, una riconquista d'equilibrio. Lo scorrimento delle pagine che oggi relega la cultura quasi in ultimo, oltre l'addensarsi di un sapere plurisignificante, è per la coscienza del lettore come un fiume che troppo ...

Il nostro mondo

di Marina Zinzani (“Dans le monde entier” – Françoise Hardy) Attorno al mondo  al nostro mondo mettiamo recinti per proteggere affetti

Curare il basilico

di Marina Zinzani Tratto da “I racconti dell’acqua” (Commento di Angelo Perrone) (ap) L’acqua è il tema ricorrente di questi Racconti. Qui,  è nutrimento delle piante, soprattutto di quelle più esili e fragili, esposte alle avversità di ogni tipo. E diventa metafora di una risorsa di altra natura: il sentimento affettuoso che alimenta i rapporti umani, li sorregge, li fa crescere dando loro persino una nuova vita. Il tema dà corpo ad un contesto, di pensieri e di sentimenti, rarefatto e suggestivo, per molti versi anche tranquillo e rassicurante.