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La libertà possibile

di Marina Zinzani

“Nessuno è libero se non è padrone di sé stesso.” (Epitteto)

Che cosa significa essere veramente liberi? I punti di vista, quando si parla di libertà, sono molteplici. Prima di tutto c’è il dipendere dagli altri per il fattore economico, questo non rende liberi, naturalmente. È un tema su cui gira il mondo da sempre.
In generale, non è libero chi soggiace a degli orari, a degli obblighi. È mancanza di libertà perché non si è padroni del proprio tempo, delle proprie giornate, e infatti la tanto agognata pensione è vista per molti come la fine di una schiavitù virtuale, come l’uscire da un ingranaggio in cui sembra di avere vissuto a metà.
Non si è mai liberi dalla paura, paura di una perdita, di un esame, di un evento che potrebbe portare dolore. E non si è mai liberi dai sensi di colpa, dal non avere fatto una cosa in quel determinato momento, e adesso è impossibile rimediare. Non si è mai liberi quando si pensa ai torti subiti, quando non si è riusciti ad andare oltre, una prigione che perdura attraverso i pensieri. 
Dipende dalla nostra volontà, forza, decisione l’arrivare alla libertà interiore. È il tentativo di essere più padroni di sé stessi. È il percorrere quella condizione che permette di vedere con i propri occhi, di pensare con la propria testa, di non lasciarsi sopraffare da ciò che è stato, dalle insidie del presente e dalla paura di quello che sarà.
È il percorrere una strada anche da soli, se necessario. Forse si scopre un modo di vivere che richiama, come per incanto, energie positive, prospettive nuove. Si possono aprire porte, ed oltre queste porte può esserci qualcosa di insperato. 
Chi è prigioniero del passato, o di condizionamenti, o di convinzioni granitiche, deve fare un lungo percorso verso la libertà interiore, ma alla fine, come per magia, potrebbe trovare la parte migliore di sé.

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