(ap) Omran Daqneesh, 5 anni, siriano, tutto l’orrore in una foto, la
tragedia racchiusa in uno scatto. Seduto sul sedile di un’ambulanza, è stato estratto
vivo dalla macerie di un palazzo dopo un bombardamento ad Aleppo. Il viso
sporco di sangue, il corpo ricoperto di polvere. Le gambe bianche ciondoloni.
Soprattutto gli occhi vitrei, immobili, lo sguardo perso nel vuoto, e solo la
percezione di un riflesso, quello di un racconto impossibile, la guerra come
massacro, le azioni umane che provocano lo strazio infinito di vite innocenti, le
atrocità che non incontrano limiti. Oltre l’indifferenza e il silenzio di
troppi. Il miracolo di quel bimbo rimasto comunque illeso rammenta che solo
dalla vita può nascere la speranza. Persino il sedile fresco e pulito di un’ambulanza
rappresenta un rifugio rassicurante in un mondo che ha smarrito se stesso.
(Introduzione a Daniela Barone). Il trasloco in un nuovo quartiere, un nonno dai capelli di neve che domina i campi di bocce e una notte movimentata da un ospite inatteso. In questo racconto, l’autrice ci riporta nell'Italia dei "musicarelli" e delle estati nel quartiere San Giuliano di Genova, dove i piccoli dispetti infantili diventano i ricordi più nitidi di un mondo che non c'è più. (Daniela Barone) ▪️ 🟢 Il trauma del quarto piano Era estate e ci eravamo appena trasferiti dalla casa popolare di Via Montanari a quella situata al quarto piano in Via Paolo della Cella. Pur trattandosi dello stesso quartiere, il cambiamento fu per tutti noi piuttosto traumatico. Il nuovo alloggio si trovava infatti in uno stabile che dava su una via rumorosa e trafficata. Per di più non c’era neppure un poggiolino ove porre dei vasi di fiori e stendere comodamente il bucato. La mamma usava una lunga carrucola per appendere i panni sulla corda e ogni volta aveva il timore di cadere ...

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