Passa ai contenuti principali

Lo spessore opaco della letteratura

di Paolo Brondi

Altro è lo sguardo orientato per il “dal”; altro quello che si mantiene su “del”.
E’ un rapporto fra interno-esterno che ben si comprende se applicato, ad esempio ad un testo letterario: dal è lo sguardo che dal mondo si porta al testo; del indica lo sguardo che dal testo bisogna rivolgere al mondo. Chi si mantiene fermo ad una interpretazione fondata su “dal” anche pretende che il testo risponda all’esecuzione di un compito, spesso ideologico o politico, o in linea con i desideri e la mentalità del tempo corrente.
Si tratta di pretese frequenti nella nostra cultura e tali che hanno indotto pure moltissimi autori ad infittire i testi letterari di metalinguaggi valoriali, ideologici, politici, socio ambientali, e spesso di un gergo sub-popolare, creando così, su questa via, uno spessore opaco per la letteratura, fatto di mercificazione del linguaggio.
Attraverso l’influenza dei media è facile cadere nella persuasione che tutto è linguaggio e ogni messaggio non rivela altro che se stesso. Difficile quindi, in un mondo diventato un agglomerato di segni, recuperare o cercare chi è ancora in grado di volere-sapere e parlare di un mondo ed è del tutto ingenuo rivolgersi ad un testo letterario per sentir raccontare storie o storielle. Se ne può sentire molte e anche saporite in qualsiasi piazza o in varie e frequenti trasmissioni televisive. E’ qui che s’impone il volgere lo sguardo su “del”, per entrare dentro il mondo che il testo descrive, per conoscere la messa in questione del mondo, per confrontarci con possibili mutamenti simbolici, idonei a mutare la stessa nostra percezione, l’organizzazione e il giudizio sul mondo.

Commenti

Post popolari in questo blog

Prima giornata di mare: ricordi, tra missionari americani, riti indù e vita familiare

(Introduzione a Daniela Barone). Un'improvvisa ondata di caldo a fine maggio ripopola il litorale genovese. Tra reti da pallavolo, sguardi indiscreti e venditori ambulanti, la battigia diventa il palcoscenico ideale dove la mente ripesca i frammenti, a volte comici e a volte amari, di una vita intera. (Daniela Barone). L'estate anticipata e l'invasione americana L’ondata di caldo degli ultimi giorni di maggio ha colto di sorpresa noi genovesi, mai contenti di niente, nemmeno del tempo. Dopo molte lamentele sulla pioggia persistente e i cambiamenti meteo repentini, ci ritroviamo però in tanti sulle spiagge ripulite dai volontari, come ogni inizio d’estate.   Io stessa, amante del mare fin da piccola, ho cominciato con piacere a prendere il sole e persino a bagnarmi nell’acqua fresca e trasparente. Stamattina la quiete della mia spiaggia, non presa ancora d’assalto da frotte di bagnanti, è stata interrotta dalle grida gioiose di un folto gruppo di ragazzi che in un batter d’o...

Mio figlio trafficante: la doppia vita e il riscatto di uno studente modello

(Introduzione a Daniela Barone). Cosa succede quando il ruolo pubblico di un genitore crolla sotto il peso della realtà privata? In questo memoir , un'insegnante referente per il progetto dipendenze si ritrova a fare i conti con l'arresto del figlio sedicenne. Attraverso una narrazione che scava nei silenzi, nei fallimenti educativi e nelle assenze, l'autrice ci conduce lungo il filo teso del rapporto con un figlio. Dalla vergogna in questura alla maturità della redenzione, una storia intensa sulla forza silenziosa del saper restare, anche quando tutto sembra crollare. (Daniela Barone). Una telefonata nella notte Tutto ebbe inizio una sera d’estate dopo mezzanotte. Mi ero addormentata da poco, sicura che il mio figlio sedicenne Giorgio non avrebbe tardato molto a rincasare. Il suono del cellulare mi destò: «Signora Balbi, chiamo dalla questura di Bergamo. Lei è la madre di Giorgio Valsecchi, vero?». Confermai che sì, ero proprio io. Cosa era successo? «Signora, dovrebbe rag...

La Giustizia italiana è scritta nella Costituzione, ministro Nordio

(a.p.). La provocazione del ministro Carlo Nordio, che definisce il codice penale del 1930 "il libro più importante sulla giustizia" evocando la firma di Benito Mussolini, rappresenta un cortocircuito logico e storico. La dichiarazione, fatta a Roma durante l'evento editoriale "Più libri più liberi", nel mezzo di una polemica politica sull'antifascismo, è una battuta a effetto che svilisce il ruolo delle istituzioni in una Repubblica democratica. Il codice Rocco e il falso storico della continuità autoritaria È pur vero che il Codice Rocco è ancora in vigore grazie alla sua rigorosa impalcatura tecnica, scritta dai migliori giuristi dell'epoca. Ma l'idea che quel testo, nato per tutelare lo Stato autoritario a discapito del cittadino, sia il punto di riferimento della giustizia moderna è un falso storico. Il codice del 1930 è potuto sopravvivere solo perché è stato "costituzionalizzato": per decenni, il legislatore e la Corte Costituzionale...

Il giorno è tristezza, la notte paura

(Introduzione a Maria Cristina Capitoni). Esistono stati d'animo in cui la realtà sfuma e la percezione si fa liquida, quasi ingannevole. L'autrice qui esplora il territorio d'ombra in cui la mente confonde i confini del tempo e dello spazio interiore. Il giorno e la notte diventano le due facce di una stessa medaglia — l'uno fatto di malinconia, l'altra di angoscia — mentre lo specchio dell'anima restituisce immagini di un passato frammentato.  (Maria Cristina Capitoni). La matrice è la stessa ma la mente confonde di giorno è tristezza la notte paura è un riflesso scuro  affollato di volti che non conosci ma ricordano il tuo.

La trappola del confronto e l'arte di fare pace con sé stessi

(Introduzione a Marina Zinzani). Viviamo in un mondo costantemente sintonizzato sui successi altrui, dove il paragone rischia di diventare un veleno invisibile. Riconoscere questa trappola è il primo passo per riappropriarsi della propria libertà interiore. (Marina Zinzani). Il paragone che nasce da bambini Una parte della vita si vive basandosi sui confronti: non è una cosa necessariamente voluta, è qualcosa di cui uno magari non si accorge, ma che influisce sottilmente nella nostra considerazione, nella nostra sicurezza, nel nostro umore. I paragoni nascono da bambini, sono inevitabili, e a volte anche i genitori li sottolineano, per rimproverarci. “Guarda quel bambino come è buono, non fa capricci, a differenza di te.” Ecco, è una frase innocente che fa parte del cesto invisibile di cui ci caricheremmo le spalle lungo gli anni.  Vincenti e perdenti di fronte alla vita Si sviluppa questo peso misterioso, e il confronto prende varie diramazioni: da giovani non ci si sente a propri...