Passa ai contenuti principali

Il giorno di John Lennon

di Marina Zinzani
(Ascoltando “Imagine”)

Cosa ne dici del suo ultimo album? E’ ancora in forma, nonostante i suoi anni, non trovi? Hanno fatto un servizio su di lui, l’altro giorno, e su Paul.
Dicevano che “Imagine” ha lasciato un’impronta indelebile nella musica, ancora oggi è un simbolo di pace e speranza. La sua ex moglie Cinzia è morta da poco. Lui vive ancora a New York, non è vero? Lo vedono passeggiare a Central Park, con Yoko Ono. Non ha mai avuto un carattere facile, basta leggere la sua biografia. Però è sempre stato impegnato politicamente, ogni sua parola ha fatto il giro del mondo, e quello che dice, credimi, non è mai banale. Anche sulle elezioni americane, quella cosa che ha detto su Hillary. Se.
Se quel giorno un amico l’avesse fermato, facendogli perdere del tempo in chiacchiere, e poi l’avesse invitato a bere una birra a casa sua. Se non fosse rientrato  a quell’ora, per dare la buonanotte al figlio. Se un improvviso mal di testa non l’avesse fatto uscire di casa. Se avesse avuto delle guardie del corpo. Se si fosse trasferito in uno sperduto paese, da qualche parte del mondo. Se chi l’ha ucciso non fosse arrivato a quell’appuntamento perché un dolore fisico, o un sogno, o la paura, gliel’avesse impedito. Se: parola triste da usare. Perché si usa per immaginare un’altra vita, un’altra possibilità. Quella che per John Lennon, morto  l’8 dicembre 1980 per mano di Mark Chapman, non c’è stata.
Rimane, oltre alla tristezza, al rammarico, l’amara malinconia di ciò che avrebbe potuto essere, di ciò che John avrebbe potuto ancora dare al mondo: altri album, altre emozioni. Chiudere gli occhi e immaginare. E invece si riaprono e rimangono solo i ricordi: i Beatles, John Lennon. Anime tristi, senza più la loro musica, che si guardano attorno, senza trovare niente che li ricordi. Anime tristi con i capelli bianchi, e con dei dolci ricordi, in un angolo del cuore. Ma forse John continua a sussurrare lì da quell’angolo, quando si immagina un’altra vita, altro.

Commenti

Post popolari in questo blog

🎄 Il paese del pavimento storto: una fiaba elettorale di Natale

(Introduzione ad a.p.). In un momento di fiabe natalizie, un cittadino - perditempo - si interroga sulla natura della riforma della magistratura. Ne nasce un dialogo immaginario, che è un invito a guardare oltre la propaganda e a scoprire cosa si nasconde dietro la bandiera della "separazione delle carriere". (a.p.) ▪️  C’era una volta un’infiltrazione d’acqua... C’era una volta, in un regno non troppo lontano chiamato Italia, un popolo di cittadini laboriosi che viveva in case con i pavimenti pericolosamente inclinati e i tetti che facevano acqua da tutte le parti. Qualche buon tempone le chiamava "Cittadella della Giustizia". Sotto Natale, mentre tutti pensavano ai panettoni, si sparse la voce che il Gran Cerimoniere del Regno, il saggio Nordio, avesse finalmente trovato la soluzione. Non si trattava di riparare le travi o livellare i pavimenti (troppo faticoso, troppo tecnico!), ma di una riforma estetica chiamata "La Grande Separazione". Il popolo era ...

Il tabù della morte e il profumo dei fiori 🥀

(Introduzione a Daniela Barone). Esistono luoghi dove il tempo sembra fermarsi per lasciare spazio all'essenziale. In questo racconto, Daniela Barone ci conduce tra i corridoi dell' hospice di Bolzaneto, dove la cronaca del volontariato si intreccia con il ricordo personale e la saggezza dei bambini. Una riflessione preziosa su come il confronto con il limite possa insegnarci, paradossalmente, a vivere pienamente. « La morte non è l’opposto della vita, ma parte di essa. » (Haruki Murakami) (Daniela Barone) ▪️ 2022 Tra i fiori di Bolzaneto Attraverso il giardino per raggiungere l’ hospice di Bolzaneto; è pieno di fiori che profumano l’aria, segno che la primavera è finalmente arrivata. Quasi mi dispiace di lasciare questo quadretto idilliaco, mentre salgo i gradini per raggiungere il quarto piano. L’ascensore di nuovo non funziona e sbuffo contrariata mentre tiro fuori la mascherina dalla borsetta. Suono alla porta su cui è affisso un manifesto della Fondazione Gigi Ghirotti ...

Van Gogh, i girasoli e quel mondo infinito 🖼️

(Introduzione a Marina Zinzani). Può un fiore racchiudere l'intera parabola dell'esistenza umana? Attraverso il racconto di Marina Zinzani, entriamo nella "casa gialla" di Arles nel 1888, dove Vincent Van Gogh trasforma l'attesa di un amico e l'entusiasmo per un sogno condiviso in una delle serie pittoriche più celebri della storia. Una riflessione commovente su come l'arte sappia dare forma alla speranza, anche quando questa è destinata a sfiorire. (Marina Zinzani) ▪️ Il sogno di una comunità ad Arles Arles, Provenza, 1888. Vincent Van Gogh ha saputo che il suo amico Paul Gauguin lo raggiungerà e che abiterà con lui nella sua casa gialla. Van Gogh ha un’idea: richiamare altri pittori lì ad Arles, creare una comunità di artisti, sotto l’insegna di un’arte condivisa. Van Gogh è felice, pieno di entusiasmo, non vede l’ora che Gauguin arrivi, e pensa che dovrà accoglierlo nel migliore dei modi. E cosa si fa per accogliere degnamente un ospite? Si prepara qua...

Oltre lo sguardo: l’enigma della seduzione femminile nel Novecento 🖼️

(Introduzione ad a.p.). È possibile dare una forma definitiva al desiderio? Attraverso l'opera dei giganti del Novecento, esploriamo il corpo femminile non più come semplice canone estetico, ma come territorio di scontro tra sogno, inconscio e realtà. Una riflessione che parte da un celebre percorso espositivo romano per farsi indagine universale sulla relazione tra l'io e l'altro. (a.p.) ▪️  Il dilemma della forma È immaginabile una forma per la seduzione? Questa domanda, antica e scabrosa, ha attraversato l'intero "secolo breve", spingendo l'arte a misurarsi con il corpo delle donne non più come oggetto statico, ma come campo di battaglia dei sensi. Grandi artisti, diversissimi tra loro — Modigliani e Breton, Guttuso e Picasso, Manzù e Dalì, Carrà e De Chirico, Mirò e Klimt — offrono la loro personalissima idea della seduzione: il corpo femminile come ispirazione, esempio di inquietudine personale e trasposizione di fascino artistico. Dall'idillio cl...

Contro la forza la ragion non vale: la violenza fa tacere la parola

(a.p. - Introduzione a Laura Maria Di Forti). Il proverbio di oggi: “ Contro la forza la ragion non vale ”. È proprio inutile cercare di ragionare con chi usa la forza?  La tradizione popolare italiana si è sempre espressa con proverbi e modi di dire, rimasti poi nella memoria comune. Oltre le apparenze, non sono una ingenua semplificazione della realtà con cui ci confrontiamo ogni giorno. Molto di più, uno sforzo per riflettere e capire. E magari scovare il bandolo della matassa. Interpretano sentimenti diffusi, traducono in poche battute concetti complicati, tramandano una saggezza solo apparentemente spicciola, qualche volta sono persino di aiuto per suggerirci le mosse opportune. Ci hanno consolato, ammonito, contrariato. Ce ne siamo serviti per affrontare momenti difficili e uscire da situazioni scabrose. Ma questo proverbio, nella sua brutale immediatezza, trova una rappresentazione vivida e dolorosa nel testo che segue. Già pubblicati: Il mattino ha l’oro in bocca , Non ...