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Le virtù del baccalà mantecato

Assaggiare un piatto nuovo quando non ci piacciono gli ingredienti: la scoperta non solo di altri buoni gusti, ma delle persone che l’hanno preparato per noi

di Marina Zinzani

Non ho mai mangiato il baccalà. Perché non mi piace il pesce. Non so perché, ma è così.
E’ un problema delle volte, in fondo neanche tanto grave. Se mi invitano ad una cena a base di pesce, io devo avvertire che il pesce non mi piace. Allora, mentre gli altri poi mangiano le loro cozze, i loro spaghetti allo scoglio, il loro pesce gratinato, io mangio un piatto di pasta al ragù, o una braciola. A me va bene così, sono un uomo a cui non piace il pesce.
Ma mia moglie oggi ha preparato il baccalà mantecato. Una sua amica, che la condiziona un poco in cucina, le ha elencato le meraviglie di questo piatto. E mia moglie per una volta è stata perentoria: “Io preparo il baccalà, e tu lo assaggerai!”
Perché, dico io. Perché devo fare questo sforzo, perché mangiare per forza, per chissà quale motivo. Lo sa che il pesce che non mi piace. Il baccalà lo vedo negli scaffali del supermercato, ricoperto di sale, c’è tutto un procedimento dietro per dissalarlo, ci vogliono due giorni, bisogna cambiare l’acqua, insomma, ci vuole una buona motivazione per fare il baccalà.
Ma mia moglie ha risolto brillantemente: ha comprato quello del banco del pesce. E così, in men che non si dica, il piatto è pronto, in tavola. Mi ha spiegato il procedimento: si cuoce il baccalà con acqua e latte, e poi si frulla, e poi si aggiunge un filo d’olio e si mescola bene, deve diventare come una crema. Una crema di baccalà.
Poverina, non voglio deluderla, lei ci ha messo il suo impegno, ho pensato di fare uno sforzo, un boccone e basta, e dico che è buono. Chiudo così la questione.
Chiudere la questione. Andare oltre, non volere sapere più di tanto, non andare troppo in profondità. E’ una cosa che mi ha un po’ accompagnato. Lo so, gli uomini sono superficiali, spesso. La moglie che cucina, che cura la casa, che tira su i figli, e poi vuole essere coccolata, riconosciuta per tutta la fatica che fa. Ma un uomo spesso non ci pensa, a queste cose.
Una volta però mi accorsi di quanto valeva, mia moglie. Un esame che non era a posto, di quelli che possono fare precipitare in situazioni che non si augurano a nessuno. Giorni d’inferno. E se fosse mancata? Non ci avevo mai pensato, prima di allora. E non era la cura della casa il problema, la sua forza ed energia nel tirare su i figli, le mille cose che una donna fa. Sarebbe stata lei e la sua mancanza il vero problema, e io mi sarei ritrovato solo.
Penso a quei momenti, sono passati anni ma il lieto fine non ha cancellato i brutti ricordi. Lei è qui, davanti a me, orgogliosa del suo baccalà mantecato che ha accompagnato con dei quadretti di polenta.
Amore, è buonissimo, le dico, mentre qualcosa che sa di latte, una sinfonia sembra, mi si scioglie in bocca. Il baccalà: è il paradiso questa ricetta.
Lei mi guarda e sorride, crede di avermi aiutato a superare i miei pregiudizi sul pesce. In realtà non ho superato i pregiudizi, ho solo aperto gli occhi su ciò che ho. E su quello che lei fa per me. Ogni giorno.

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