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La bacchetta magica, un viaggio nel mistero della natura 🪄

Piccolo ramo di legno in cima al quale c'è una stella d'oro, in un bosco
(Introduzione ad a.p.). Forza, energia, ispirazione, volontà: sarebbe bello poterle concentrare in qualcosa da usare all’occorrenza. Per superare disgrazie, dare una svolta alla vita. Un’illusione ben rappresentata dalla favola della “bacchetta magica”, metafora della speranza più ingenua. Che tuttavia racconta anche una verità: nella ricerca dell’impossibile, è il viaggio stesso, così concreto e alla portata di tutti, che nasconde misteriose sfumature di magia.

(a.p. - FAVOLA) ▪️

Ci vuole poco tempo, non intralcia i tuoi programmi ed è una cosa utile. Hai molti pensieri per la testa e ti riesce difficile fermarti un attimo. Ma può servirti farlo, ne rimarrai sorpreso e contento. Magari ti propone qualcosa di inatteso, regalandoti buon umore e sollievo.

🚶 Il primo passo: esci e osserva

La cosa da fare è fuori casa. Questo il primo punto. Non puoi rimanere dentro, devi uscire. Non sarebbe la stessa cosa altrimenti. Lo so, ci sono tante ragioni contro: abitudini, pigrizia, persino una voce interiore scoraggiante. Però, a farti coraggio, ti dico che bastano pochi passi. Non devi andare chissà dove, lontano.
Il posto adatto è vicinissimo a te. Sono gli stessi luoghi che ti circondano sempre, li vedi intorno, ti danno senso di tranquillità, accade ogni giorno. Del resto, li conosci bene, li hai percorsi tante volte, ma eri distratto, e non hai fatto molta attenzione. Sempre di corsa, mai intento a osservare.

✨ Cercare il bastoncino speciale

I boschi in Garfagnana
Proprio qui puoi trovare quello che ti serve: lui, un bastoncino di legno. Non stupirti, proprio un semplice bastoncino, ma non uno qualsiasi, deve avere qualche magica qualità. Diciamo: essere speciale.
Una buona cosa sarebbe trovarlo in mezzo al muschio sparso per terra, mentre stai percorrendo un sentiero. Ti stai guardando intorno, con l’aria di chi annusa odori, cerca qualcosa di curioso intorno a sé. È mattina, il momento propizio, quello che rende magico lo sguardo. D’un tratto, ti colpisce un profumo particolare: è la resina, sei nel punto giusto.
Il ramo si è appena staccato dall’albero durante la notte, è stato il vento a farlo cadere, e magari è stato già preparato da qualcuno, senza foglie o nodi, pronto per l'uso. Il pregio è proprio questo, la natura si offre da sola, venendoti incontro: un grande favore.

✋ Il fascino di prepararlo con le tue mani

Potresti però aver voglia di non attendere la buona sorte, ma di metterci del tuo nella faccenda. Anche in questo caso, non andare troppo oltre. Intorno a casa, ce ne sono tanti di alberi. Non c’è bisogno di camminare o allontanarsi. E poi, se approfitti di qualcuno di quei rami che vedi intorno, vuoi mettere il fascino di prepararlo tu stesso, perdendoci un po’ di tempo?
Non sarebbe più facile in un negozio di bricolage?
Non vale la pena rinunciare all’impresa di fare tutto da sé. Che gusto c’è a comprarne uno, tra quei bastoncini in mostra sulla rastrelliera? Già belli e pronti, in fila, così uguali l’uno all’altro. Ti hanno sottratto il gusto di andare per la campagna, scegliere, raccogliere e lavorare il ramo. Altro che profumo di resina, l'odore di sostanza sintetica è insopportabile.

🌲 Scegliere la natura nobile (quercia e ulivo)

Pineta di Fregene - Roma
Da scegliere, ci sono rami di piante nobili, che provengono da alberi importanti, per imponenza e maestosità, come la quercia o il pino. Ma poi ce ne sono tanti altri ugualmente adatti, come la betulla e l’ulivo, pure belli ed affascinanti, che trasmettono un senso di energia e nello stesso tempo di grazia.
Quando ne hai trovato uno, l’importante è che ti sembri adatto e soprattutto che ti piaccia; ecco, prendilo e comincia a prepararlo, ma con calma. Direi con attenzione, persino con affetto, se la parola non ti sembrasse fuori luogo.

✂️ La preparazione: i nodi e la linea ondulata

Usa un piccolo coltellino, togli le foglie superflue, qualche ramificazione secondaria. Procedi lentamente e presta attenzione ai nodi: non toccali, lascia che si vedano: esprimono l’anima del ramo, forse la sua stessa storia, sono come le rughe del viso. Lascia anche la leggera corteccia, appena increspata, con piccole fessure.
È importante che il ramo conservi la sua linea, magari flessuosa, e ondulata, non proprio diritta, diversa una dall’altra. Un’imperfezione che lo rende più affascinante. La lunghezza? Regolati ad occhio, tre o quattro palmi della mano, andrà benone.

⭐ La rifinitura: la stella di rame

Pineta di Caprera - La Maddalena
Ci siamo. Il lavoro è quasi ultimato, manca solo la rifinitura, che però non è indispensabile. Puoi usare il bastoncino così com’è, al naturale.
Avrai l’impressione che il bastoncino trasmetta, attraverso la punta, una energia misteriosa, forse perché in quel punto finale si concentra tutta la vitalità dell’albero da cui proviene.
Al più, solo per rifinirlo, potrai usare un filo di rame, ricco di strani riflessi. Puoi attorcigliarlo sulla punta per creare una specie di rete o di piccola maglia.
Che ne dici dell’idea di formarci, con quel metallo, una stella? È un oggetto che racchiude in sé un pizzico di magia. Nulla da spartire con il mondo delle stregonerie, è qualcosa di molto concreto. Ti ricorda i momenti in cui, da bambino, stavi con gli occhi all’insù, verso il cielo.
E oggi un congegno simile può esserti anche utile. Con un po’ di fantasia, alla persa, potresti immaginare che la stella di rame della tua bacchetta ti regali un po’ di luce. Te ne potresti servire, in mancanza d’altre risorse, per orientarti, ora che ti capita così di frequente di incontrare angoli bui.

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