Passa ai contenuti principali

Non disturbare il manovratore

L’impressione è di essere alla mercé di occulte manovre che condizionano la vita pubblica

di Maria Cristina Capitoni
(Commento a Un po’ di pulizia per la giustizia italiana, PL, 23/6/17; Una storia, tra le altre, PL, 24/6/17)

Non c’è molto da stare allegri. Qualcuno preso dallo sconforto conclude: "per fortuna non ho figli", ma è una magra ed egoistica consolazione.
L'umanità non ha preso una bella piega, è indubbio. Tutto quello che il secolo scorso ha costruito, questo pare distruggerlo. Anche in passato forse non erano le scelte democratiche dei cittadini a determinare questa o quella decisione, e anche allora c’erano occulte manovre da fuori.

L'impressione di oggi però è che quell'occulto manovratore abbia perso ogni umanità, freno inibitore, persino istinto di sopravvivenza. Difficile pensare positivo.

Commenti

  1. Grazie non basta più.
    Un abbraccio con affetto e stima
    Catia Bianchi

    RispondiElimina

Posta un commento

Post popolari in questo blog

L’armadio vuoto: fare spazio al futuro 🚪

(Introduzione a Daniela Barone). Svuotare un armadio non è mai solo una questione di spazio. È un viaggio a ritroso tra le pieghe della vita, dove ogni abito scartato racconta chi eravamo e ogni spazio vuoto accoglie chi siamo diventati oggi. Tra tessuti logori e ricordi ritrovati, ecco cosa ho imparato mettendo ordine nel mio passato. (Daniela Barone) ▪️ Congedi necessari Non so se lo sgombero di ieri del mio armadio abbia a che fare con il senso di vuoto che talvolta mi ha colto o semplicemente coincida con la voglia di sbarazzarmi di un passato pesante, di una me che non corrisponde più a quella che sono diventata.    Per anni, nel cambio di stagione ho continuato a spostare gli abiti dalle ante più alte a quelle più basse senza avere il coraggio di sbarazzarmi dei vestiti non indossati da tempo immemorabile, come il tubino nero diventato troppo stretto o i tanti coprispalle oramai fuori moda. E che dire della giacca lucida dai bottoni argentati indossata il giorno del mio ...

Il linguaggio del "disprezzo": quando il ministro smette di essere istituzione 🏛️

(Introduzione ad a.p.). Esiste un limite, sottile ma invalicabile, che separa la critica politica dall'offesa personale. È il limite del rispetto istituzionale, quel decoro che chiunque ricopra una carica pubblica dovrebbe indossare come una divisa, specialmente se siede sulla poltrona di Guardasigilli. (a.p) ▪️ La caduta dello stile istituzionale Le recenti dichiarazioni del ministro Nordio nei confronti del Procuratore generale di Napoli — "Non gli stringerei la mano, lo disprezzo" — non sono solo uno scivolone di stile. Sono il sintomo di una crisi democratica. Il ministro della Giustizia è, per ruolo, il garante del funzionamento del sistema giudiziario. Quando dichiara "disprezzo" per un alto magistrato impegnato in prima linea, non sta colpendo l'uomo, ma sta svalutando la funzione che quell'uomo ricopre. Come può un cittadino aver fiducia in un tribunale se il primo responsabile della Giustizia dichiara di disprezzare chi quella giustizia la eser...

Supereroi: la scoperta di Leo e la forza mite di mio padre 🦸‍♂️

(Introduzione a Daniela Barone). Può una battaglia di cuscini sul divano con un nipotino scoperchiare settant'anni di ricordi? Tra i muscoli d'acciaio di Hulk e la mitezza dimenticata di un padre, questo racconto è un viaggio alla riscoperta dei veri eroi: quelli che non portano mantelli, ma hanno mani che sanno riparare scarpe e cuori che sanno restare. (Daniela Barone) ▪️ Battaglie sul divano e piccoli guerrieri È divertente leggere al mio nipotino Leo le storie di Hulk, Iron Man e Captain America, i personaggi di cui ammira le gesta prodigiose: spalanca gli occhioni verdi di fronte alle immagini colorate di imprese incredibili e di lotte ardue contro i ‘cattivi’ in cui vince sempre il supereroe di turno. Quando il libricino è finito, vuole immediatamente ingaggiare una battaglia sul divano con me, nonna alla soglia dei settant’anni, poco avvezza a salti ed acrobazie. Tuttavia lo accontento sempre, anzi cerco di opporgli resistenza imprigionando le sue gambette paffute ed ost...

Alda Merini e "La Fuga": il diritto all'errore e l'attesa del Dio dell'amore 💖

(Introduzione a Alda Merini – commento di Mariagrazia Passamano). Alda Merini, con la sua voce nuda e potente, ci conduce in uno dei territori più impervi e affascinanti dell'esistenza: il confine tra la caduta e la grazia. Nella poesia "La Fuga", la poetessa non cerca la perfezione né la redenzione immediata; al contrario, rivendica il suo diritto a essere "umana", a restare immersa nelle proprie notti e nei propri errori. È un grido di libertà rivolto a un Dio che non giudica, ma attende. In questo spazio di fragilità estrema, il commento di Mariagrazia Passamano ci aiuta a decifrare quel "negoziato d'amore" che la Merini instaura con l'Eterno, tra la polvere dei Navigli e la luce dell'assoluto. (Alda Merini) ▪️ LA FUGA Lasciami alle mie notti ed ai miei benefici di peccato, lasciami nell’errore se decantarmi è compito di Dio. So che mi assolverai dalle mie pene ma ora lasciami umana col cuore roso dalla mia paura, quando sarò bassoriliev...

Riforma Nordio: un’indipendenza scritta, un’imparzialità smontata 🎁

(Introduzione ad a.p.) C’è una distanza siderale tra la narrazione di una riforma e la sua architettura strutturale. Analizziamo il paradosso di un testo che celebra l'autonomia della magistratura mentre ne smonta, pezzo dopo pezzo, i pilastri dell'imparzialità. (a.p.) ▪️ Il trucco delle parole d'oro Ammettiamolo. Leggendo le carte della riforma Nordio, quasi ci si commuove: l’indipendenza della magistratura vi è celebrata con una tale enfasi da sembrare un inno sacro. I sostenitori ci sfidano: "Dove si dice che il Pubblico Ministero prenderà ordini dal Governo? Non c’è scritto!". Ed è vero. Tutto appare logico, rassicurante, come una confezione regalo perfetta e infiocchettata. Peccato che l'indipendenza non sia una dichiarazione d'intenti, ma una condizione strutturale. Anche nei regimi antidemocratici si giura sulla libertà dei giudici, ma lì finisce prima di iniziare. Qualcuno ha notizie di giudici iraniani, russi o nordcoreani che abbiano deciso contr...