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Totò Riina, e il diritto al fine vita: la dignità è un valore per tutti? ⌛

foto uomo anziano
di Catia Bianchi

La notizia di questi giorni: Totò Riina gravemente malato. Il diritto ad una morte dignitosa. Polemiche aspre accompagnano il ricordo delle stragi e dei tanti morti sulla coscienza di Totò, la mancanza di pentimento, la pericolosità sociale, e poi quella vita, aggredita da un male impietoso, che comunque si sta spegnendo. Da che parte stare?
Forse sarebbe da condividere la decisione di scarcerare un individuo di questo tipo, che si è macchiato di delitti orrendi, se nelle nostre carceri vi fosse una sorta di divieto di somministrazione di cure. In che condizioni si trova realmente Riina? Ha un trattamento sanitario dignitoso?
Rimane un’amarezza. Farebbe piacere leggere un giorno una notizia così: "Clochard, Cassazione: diritto a morte dignitosa". La fame viene e passa, ma la vita è un treno che non passa più. E su che treno hanno viaggiato fino all’ultimo giorno le migliaia di senzatetto che tutti vediamo oramai ogni giorno?
Anzi no, loro non sono famosi come Riina, non hanno cordate di buoni avvocati, i loro casi non arriveranno in Cassazione, e cosi nessuno li vede.

Commenti

  1. Condivido pienamente e aggiungo: partire dal presupposto che la morte in carcere non sia dignitosa è, a mio parere, sbagliato a meno che non si confonda la dignità con la libertà, perche' in questo caso credo che sedici ergastoli siano abbastanza per poter individuare la giusta dimora di questo individuo che tra l'altro " non ha mai esternato segni di ravvedimento " quindi potenzialmente ancora pericoloso . Parafrasando Einstein concludo dicendo che " Due cose sono infinite: l'universo e l'ipocrisia umana ..."

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