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Una vaga idea di libri

La passione che sfocia nel collezionismo. Un’arte da togliere persino il respiro

di Davide Morelli

Prendeva a prestito libri in biblioteca e poi se ritenuti idonei li acquistava anche per la sua libreria. Passava buona parte del tempo a leggere disteso sul suo letto oppure se ne stava  in biblioteca a studiare perché là c'erano meno rumori e poteva concentrarsi di più.
Era sempre immerso nei libri. Non sapeva vivere la vita. Non sapeva stare al mondo. Non aveva alcuna pratica. Era solo teoria. Gli piaceva informarsi. Gli piaceva documentarsi e avere una idea seppur vaga di tutto lo scibile umano. Era un poco snob come tanti intellettuali. Detestava le relazioni sociali. Si limitava al minimo indispensabile di contatti umani. Manteneva una certa educazione: sempre buongiorno e buonasera ai vicini.
Provava piacere tattile ed olfattivo a maneggiare libri. Gli piaceva maneggiare ed annusare le copertine, le fascette, i dorsi, i fogli dei libri. Era un erudito. Ma non riusciva a sbarazzarsi dei libri. Era possessivo nei loro confronti. Accatastava libri in ogni angolo della sua casa, che era completamente occupata da questi oggetti. Li accumulava senza limiti. Li aveva anche messi in garage. Li spolverava ossessivamente. Erano perfino dentro gli armadi.
Da quando era in pensione era diventato un vero collezionista. Non gli importava molto del valore economico dei libri. Prendeva anche i tascabili ed i libri usati comprati alle bancherelle. Aveva sacrificato tutto per farsi una cultura e per possedere una miriade di libri. Passavano gli anni e lui continuava imperterrito. A volte si rammaricava pensando che tutto quel ben di Dio sarebbe finito nelle mani di un suo nipote ignorante, suo parente più prossimo e perciò unico erede.
Continuò così fino a quando i suoi libri gli tolsero il respiro. Ma invece di morire finì in un libro. Era la parola finale di un romanzo di appendice, che non sapeva come era finito nella sua libreria. Lui infatti aveva tutti libri impegnati da vero intellettuale raffinato. Non poteva immaginarsi che quello sarebbe stato il suo contrappasso e che quel libro sarebbe stato il suo aldilà.

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