Passa ai contenuti principali

Tessere la tela

Circondàti dalla bellezza


di Giovanna Vannini

Mi immergo negli incontri che la vita mi consegna. Nulla al caso lascio. Tutto tengo se ne vale la pena. Quando movimento le labbra ho già in bocca un pensiero in consegna. Ho bisogno che qualcuno mi ascolti, replichi se vuole, volendo mi irriti col suo rispondermi.
Fa parte del gioco del condividersi. Certezza di un colloquio, insicurezza che faccia al caso nostro. Nei colori di una tela mi dipingo, vivo, vado, dove il pennello mi mette. È un luogo antico quello scelto. Ad ogni rinnovato giorno luccica, mette futuro accanto al suo passato, accoglie il passante, abbraccia caloroso l’affezionato.
Quando ho bisogno e sento è lì che vado. Sto in mezzo alla bellezza, mi costruisco nel presente il ricordo per domani. Sorrido, sorridono, lo scambio è alla pari, il tempo ognuno lo spende come può, lo distribuisce parco, lo regala con istinto. Fermo in un’età mi pennello.
Verranno giorni che ancora non conosco, fastidiosi affanni a mettermi rughe in volto, a diradarmi ancora un poco i capelli sulle tempie. Nella tela nulla temo. Sarò come voglio, loro come me saranno. In colore e tratto imprimo, ciò che la mente dissolve.

Commenti

Post popolari in questo blog

Odissea: il film tra spettacolo grandioso e dramma umano

(Introduzione a Marina Zinzani). Il mito di Ulisse torna sul grande schermo con la maestosa regia di Christopher Nolan. Tra imponenti visioni cinematografiche e una profonda introspezione psicologica, il film trasforma il classico omerico in un’opera intimista e dolorosamente attuale, guidata dall'interpretazione di Matt Damon. (Marina Zinzani) Un’opera intimista Certamente “Odissea” è il film del momento, di cui tanti parlano. Riporta con la mente alla versione di tanti anni fa, di Bekim Fehmiu, che ha lasciato una traccia mai dimenticata. Ma qui siamo in un altro campo: il regista Christopher Nolan ha creato un’opera imponente, in cui prende lo spettatore e sembra di portarlo dentro la storia, in mare, nei momenti di terrore di Ulisse e dei suoi compagni, fra le mura di Troia, con i personaggi raccontati, rimasti nella nostra memoria e immaginazione. Un Ulisse moderno, segnato dal peso della colpa Quello di Nolan è un Ulisse provato, stanco, con il peso della coscienza: quello ch...

Tra i due litiganti il terzo gode: la saggezza popolare in una mollica

(a.p. - Introduzione a Laura Maria Di Forti) ▪️ Il proverbio di oggi: “ Tra i due litiganti il terzo gode ”. Non si è mai soli neppure nei litigi. Chi beneficia dei contrasti altrui? La tradizione popolare italiana si è sempre espressa con proverbi e modi di dire, rimasti poi nella memoria comune. Oltre le apparenze, non sono una ingenua semplificazione della realtà con cui ci confrontiamo ogni giorno. Molto di più, uno sforzo per riflettere e capire. E magari scovare il bandolo della matassa. Interpretano sentimenti diffusi, traducono in poche battute concetti complicati, tramandano una saggezza solo apparentemente spicciola, qualche volta sono persino di aiuto per suggerirci le mosse opportune. Ci hanno consolato, ammonito, contrariato. Ce ne siamo serviti per affrontare momenti difficili e uscire da situazioni scabrose. Già pubblicati: Il mattino ha l’oro in bocca ,  Non dire gatto se non ce l’hai nel sacco (Laura Maria Di Forti – PROVERBIO) ▪️ Senza pensieri seduto su una pan...

Lia

di Marina Zinzani (Introduzione di Angelo Perrone) (ap) I “racconti del sabato”. È un momento particolare, il sabato, come conclusione della settimana. Perché mai uniforme, uguale all’altro. Qualche volta per esempio anche più gravoso. Infarcito di maggiori impegni, rimandati nei giorni precedenti e accavallatisi tutti insieme, da assolvere correndo prima di esserne sommersi, sfruttando le ore contate, insufficienti.  Nel migliore dei casi, è occasione per ritagliarsi un tempo per sé. Quanti modi ci sarebbero per qualcosa di piacevole, divertente. Un’attività che dia gioia, faccia stare meglio. Come guardare un film, uscire con gli amici, leggere un libro. Coltivare piccoli piaceri.

Il valore civile del rispetto

La reazione commossa della gente alla morte di Fabrizio Frizzi sta a indicare che l’umanità e la gentilezza sono importanti anche nel vivere sociale. di Angelo Perrone * Le parole con le quali il sacerdote lo ha ricordato alla veglia funebre nella chiesa degli artisti a Roma esprimevano – almeno questa volta – un sen tire diffuso e comune: «salutiamo un amico, uno di noi», è stato detto di Fabrizio Frizzi. La notizia della sua morte improvvisa ha commosso non solo l’ambiente dello spettacolo, ma la gente qualsiasi.

Lanterna ad olio

“Luci a San Siro” di Roberto Vecchioni di Marina Zinzani La lanterna ad olio illumina sfumature volti che non ci sono più granelli di sabbia scivolati dalle dita