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Houston, abbiamo un problema

L'equipaggio dell'Apollo 13
di Marina Zinzani

C’è una frase diventata famosa nel film “Apollo 13”.  Quel “Houston, abbiamo un problema”, attribuito a Jack Swigert a bordo della navicella spaziale Apollo 13, è diventato un modo di dire quando si presenta una situazione molto complessa, e si respira un’aria grave.
È una frase che richiama la necessità di fermarsi, di prendere coscienza che non si può andare avanti come niente fosse. Affrontare un problema, sviscerarlo, cercarne le cause, le falle che hanno portato alla situazione seria che si è creata: lo studio diventa analisi e l’analisi richiede spesso coraggio. Il coraggio di vedere le proprie mancanze, ad esempio. 
Non è una cosa semplice affrontare un problema. Pensiamo ad una situazione legata alla salute, al rapporto col cibo. Cosa si nasconde dietro al continuo desiderio di cibo? Quali carenze portano a cercare una compensazione con gli alimenti? O cosa nasconde il rifiuto del cibo che richiama all’anoressia? È il rifiuto di qualcosa?
E quale sonno interiore, pesantezza di pensieri, oltre alla stanchezza e al poco tempo, c’è nella sedentarietà che porta a tante malattie?
La consapevolezza di un problema è già l’inizio della soluzione. Il prenderne atto, il cercarne le cause, può permettere di arrivare a stanze segrete della mente che hanno portato a tutto questo.
Poi forse il problema si risolverà. Si cerca una soluzione. E questo è già qualcosa. 

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