Passa ai contenuti principali

La coscienza del NO: l'impegno individuale come opera comune 🎹

uno spartito con bacchetta da direttore d'orchestra sono il libro della Costituzione
(Introduzione ad a.p.). La difesa della democrazia è una partitura complessa che richiede l'impegno di ogni singolo strumento. Quando l'equilibrio dei poteri viene minacciato, anche l'arte scende in campo per ricordare che la libertà è un'opera corale. La 'Coscienza del NO' si arricchisce oggi della nota etica di Nicola Piovani, che richiama ognuno di noi alla responsabilità di proteggere la nostra legge fondamentale.

(a.p.) ▪️
“Quando si tratta di difesa della Costituzione, ognuno di noi deve dare il suo contributo, grande o piccolo, come può”. (Nicola Piovani)

Ci sono momenti in cui non è possibile restare spettatori. Il maestro Nicola Piovani, con la consueta sobrietà, riporta il dibattito sulla riforma della giustizia alla sua essenza più pura: il dovere di cittadinanza. La sua adesione allo sciopero dei magistrati del 27 febbraio 2025 è stata non una scelta politica di parte, ma un atto di fedeltà allo spartito costituzionale.

La Costituzione come opera comune

Il richiamo di Piovani al "contributo di ognuno" ci dice che la separazione delle carriere e lo smantellamento dell'unicità del CSM non sono tecnicismi per addetti ai lavori. Sono interventi che toccano la vita di tutti. Dare il proprio contributo, "grande o piccolo", significa non permettere che l'indipendenza della magistratura venga isolata o silenziata.

L'armonia del NO

Il NO è la volontà di preservare l'armonia tra i poteri dello Stato. Una magistratura autonoma è il basso continuo che permette a tutte le altre libertà di esprimersi. Se si altera questa frequenza, se si assoggetta il controllo di legalità alla volontà del governo, l'intera sinfonia democratica ne esce distorta.

Un impegno che non conosce sosta

Quello di Piovani è un invito all'azione possibile: fare ciò che si può, nel proprio ambito, per testimoniare che la Costituzione è un organismo vivo che respira attraverso il nostro coraggio. La sua voce si unisce a quella di De Gregori e della Maraini nel segno di una cultura che non rinuncia a fare da scudo allo Stato di diritto.

Commenti

Post popolari in questo blog

C'è una storia che ho bisogno di raccontare

(a.p.). Una storia, su radici, terra, e il coraggio di cercarne di nuova senza perdere la prima. Non un annuncio, o un bilancio. L'ho scritta per chi, in questi anni, ha reso questo giardino comune. Potete leggerla sul nuovo sito, www.pagineletterarie.it: Migrare. Una storia di radici e di nuova terra .

Viaggio al termine della notte, gli ultimi fantasmi della giornata

Bianca Mannu -  Intemperante e vano gialleggiare di presunta primavera addosso a prode che s’accompagnano - umide  e senza cagione dimesse e gentili -  all’asfalto avverso della statale Piomboso asfalto che guizza convulso piombo che schiocca al succhio sbrigativo - ma pugnace - d’infocati pneumatici lanciati in vortici di danza rettilinea Piombo che si dipana.  Fuso piombo  lucido e selvaggio - sotto il mortale disappunto delle pupille spente e l’abissale tocco della notte che - pur inoltrandosi - non matura Dove sfoci e perché nessuno chiede né perché schizzi via obbediente - come serpe nastriforme di cadmio - agganciata a volubile puleggia che - non percepita - in un’altrove di senso caduco lesta trascina E - in alto - un cielo ammutolito smuore dentro una tenebra di vetro dentata d’intermittenze rosseggianti che l’ingordo orizzonte trangugia e restituisce in pallidi riflessi - del pallore dei moribondi lumi ...

L’empatia verso gli altri nasce dall'ascolto di sé

(Introduzione a Maria Cristina Capitoni). Imparare ad ascoltare sé stessi è il primo passo per potersi aprire davvero agli altri. Il dolore non ascoltato diventa una barriera che isola e inaridisce l'empatia: un richiamo essenziale a non ignorare le proprie ferite per rimanere umani. Maria Cristina Capitoni Quando ti ignori riduci i canali del cuore, scambiando le parti. Se soffochi il tuo dolore non senti più quello degli altri.

🎭 Totò e l'arte della truffa: il sogno di possedere la Fontana di Trevi

(a.p.) ▪️ L’arte comica di Totò è molto più di una collezione di gag; è un commento sottile e malinconico su un’epoca, uno stile, un’idea. I suoi film non offrono solo risate, ma ritratti complessi di un’Italia in bilico tra furbizia e ingenuità, espedienti e grande cuore. Questa comicità, che ha saputo esprimere e definire un intero periodo storico, ci regala momenti di pura magia, capaci di trasformare persino un reato in una ballata di ilarità. Il ricordo di un’emozione si lega indissolubilmente all'episodio culmine di Totò Truffa '62, l’immagine dell'attore che vende la Fontana di Trevi a un ingenuo italo-americano, ironicamente chiamato Decio Cavallo (e subito storpiato in Caciocavallo). 🕵️‍♂️ La truffa perfetta e il mito dell'ignoranza Nella celebre scena, Totò, affiancato dal fido Nino Taranto, individua la vittima perfetta: uno straniero, ignorante delle cose d’arte e credulone. La truffa si basa sulla sapiente str...

Lettera a Davide Cavallo, il ragazzo che sa perdonare 👨

(Introduzione a Daniela Barone – Commento a.p.). La cronaca nera ci ha abituati alla narrazione della brutalità, del conflitto e del legittimo sdegno. Raramente, però, ci costringe a fermarci davanti a un gesto che scuote le nostre categorie interpretative. La vicenda di Davide Cavallo, il ragazzo di 22 anni rimasto gravemente invalido dopo un’aggressione in Corso Como a Milano, ha preso in aula di tribunale una piega inaspettata: quella di un abbraccio e di un dialogo sul perdono con i suoi assalitori. Riceviamo e pubblichiamo questa toccante lettera aperta scritta da una nostra collaboratrice, che ha scelto di rivolgersi direttamente a Davide, stabilendo con lui un ponte intimo tra generazioni, storie ed esperienze di vita diverse. (Daniela Barone). Una ferita nel cuore della movida Caro Davide, quando ho letto la tua storia mi sono commossa. Sai, ai settantenni le lacrime sgorgano facilmente; forse succederà anche a tua nonna. Quello che ti è capitato mi ha indignato: a soli 22 anni...