Passa ai contenuti principali

La coscienza del NO: la libertà è una parola preziosa ✍️

(Introduzione ad a.p.) Ci sono voci che non si limitano a narrare la realtà, ma si ergono a difesa dei suoi valori più profondi. Quando l’autonomia della magistratura viene messa in discussione, la cultura non resta a guardare, ma rivendica la "bellezza" di una Costituzione che appartiene a tutti. In questo solco, la "Coscienza del NO" che è ringraziamento civile e impegno etico, attraverso le parole limpide e preziose di Dacia Maraini.

(a.p.) ▪️

“Sono con voi, dalla parte della nostra bella Costituzione, per la libertà e autonomia della magistratura, così preziose per il Paese. Grazie per quello che fate”. (Dacia Maraini)

L’impegno civile

C’è un momento in cui le parole della cultura e quelle del diritto si fondono in un unico impegno civile. Quando una delle più grandi scrittrici del nostro tempo definisce "preziose" la libertà e l'autonomia della magistratura, non sta facendo un esercizio di stile: sta indicando dove risiede la tenuta democratica di una nazione.

Oltre lo sciopero: una scelta di campo

Il sostegno di Dacia Maraini, espresso in occasione dello sciopero dei magistrati, va dritto al cuore della questione. Non è una protesta corporativa, ma una difesa della "nostra bella Costituzione". Dire NO a questa riforma significa proteggere un patrimonio comune dall'erosione del sospetto. La separazione delle carriere e la divisione del CSM non sono soluzioni ai ritardi della giustizia, ma ferite inferte a quell'autonomia che la Maraini ci ricorda essere un bene di tutti.

Il valore dell'indipendenza

Perché questa libertà è così "preziosa"? Perché un magistrato che non risponde a logiche di potere politico è l'unica garanzia per il cittadino inerme. Spezzare l'unicità della magistratura significa minare la cultura della giurisdizione, rischiando di trasformare il Pubblico Ministero in un ingranaggio dell'esecutivo. Difendere l'autonomia significa, in ultima analisi, difendere l'eguaglianza dei cittadini davanti alla legge.

Un NO che è un GRAZIE

Dacia Maraini chiude il suo messaggio con un ringraziamento. È un atto di fiducia verso chi, ogni giorno, abita i tribunali per dare sostanza ai principi costituzionali. In questo "grazie" c'è la consapevolezza che la resistenza a una riforma punitiva non è un atto di chiusura, ma un gesto d'amore verso lo Stato di diritto.
Avere la "coscienza del NO" significa avere gli occhi aperti, come cantava De Gregori, e saper distinguere tra una semplificazione necessaria e una deriva pericolosa. Restiamo dalla parte della bellezza della nostra Carta, dove il diritto non si separa mai dalla libertà.

Commenti

Post popolari in questo blog

Tra i due litiganti il terzo gode: la saggezza popolare in una mollica

(a.p. - Introduzione a Laura Maria Di Forti) ▪️ Il proverbio di oggi: “ Tra i due litiganti il terzo gode ”. Non si è mai soli neppure nei litigi. Chi beneficia dei contrasti altrui? La tradizione popolare italiana si è sempre espressa con proverbi e modi di dire, rimasti poi nella memoria comune. Oltre le apparenze, non sono una ingenua semplificazione della realtà con cui ci confrontiamo ogni giorno. Molto di più, uno sforzo per riflettere e capire. E magari scovare il bandolo della matassa. Interpretano sentimenti diffusi, traducono in poche battute concetti complicati, tramandano una saggezza solo apparentemente spicciola, qualche volta sono persino di aiuto per suggerirci le mosse opportune. Ci hanno consolato, ammonito, contrariato. Ce ne siamo serviti per affrontare momenti difficili e uscire da situazioni scabrose. Già pubblicati: Il mattino ha l’oro in bocca ,  Non dire gatto se non ce l’hai nel sacco (Laura Maria Di Forti – PROVERBIO) ▪️ Senza pensieri seduto su una pan...

Quel fiume colmo che straripa: il ritorno della Terza Pagina, cura dell’anima 📝

(Introduzione a Paolo Brondi). C’è stato un tempo in cui aprire il giornale significava imbattersi in un’oasi di silenzio e riflessione. Si chiamava Terza Pagina: il luogo dove i fatti di ieri diventavano le idee di domani. Oggi che la cultura è spesso confinata negli angoli o sommersa da un flusso incessante di stimoli, riscoprire quella 'voce' non è nostalgia, ma resistenza. È la riconquista di quel fiume che, quando è troppo colmo, rischia di travolgerci. Fermiamoci un istante, per ritrovare noi stessi tra le pieghe di un foglio e i versi senza tempo di Borges. (Paolo Brondi) ▪️ La rigenerazione del pensiero La rilettura della terza pagina, così come compariva sul Corriere della sera ormai in tempi lontani, potrebbe valere come una rinascita, una rigenerazione, una riconquista d'equilibrio. Lo scorrimento delle pagine che oggi relega la cultura quasi in ultimo, oltre l'addensarsi di un sapere plurisignificante, è per la coscienza del lettore come un fiume che troppo ...

Il Piccolo Principe: un viaggio per ricordare l'essenziale

(Introduzione ad a.p.).  Il capolavoro di Antoine De Saint-Exupéry è molto più di una fiaba per bambini: è una bussola per l'anima che ci invita a un esame profondo delle nostre priorità adulte. Attraverso l'incontro nel deserto, impariamo che la verità non si nasconde nei numeri o negli affari, ma nella magia dei legami e nell'onestà del cuore. Questo tributo esplora il potere della fantasia, il rito dell'amicizia e la bellezza invisibile che i grandi hanno imparato a dimenticare. L'oblio dell'infanzia e il cappello misterioso (a.p.) ▪️ I grandi sono stati bambini almeno una volta, poi lo hanno dimenticato. Così, quando vedono un disegno a forma di cappello, pensano di aver visto un cappello e non un boa che ha inghiottito l'elefante. Questa cecità adulta è il primo grande monito di Antoine De Saint-Exupéry: la perdita della capacità di vedere oltre l'apparenza, di cogliere la fantasia e la meraviglia racchiuse nelle cose più semplici. È la rinuncia al ...

Il nostro mondo

di Marina Zinzani (“Dans le monde entier” – Françoise Hardy) Attorno al mondo  al nostro mondo mettiamo recinti per proteggere affetti

Curare il basilico

di Marina Zinzani Tratto da “I racconti dell’acqua” (Commento di Angelo Perrone) (ap) L’acqua è il tema ricorrente di questi Racconti. Qui,  è nutrimento delle piante, soprattutto di quelle più esili e fragili, esposte alle avversità di ogni tipo. E diventa metafora di una risorsa di altra natura: il sentimento affettuoso che alimenta i rapporti umani, li sorregge, li fa crescere dando loro persino una nuova vita. Il tema dà corpo ad un contesto, di pensieri e di sentimenti, rarefatto e suggestivo, per molti versi anche tranquillo e rassicurante.