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La buona Giustizia. Persone, carta riciclata e dedizione: il volto umano che parla al presente 👨‍🎓 👩‍🏫 🧑‍✈️ 🙎‍♀️

(Introduzione ad a.p. con un post-scriptum). Esistono testi che il tempo non consuma, ma rivela. Questo racconto è stato scritto tempo fa. Parla di una sezione distaccata di Tribunale, di faldoni, di carta riciclata a mano e di silenzi operosi. Non leggetelo come un reperto archeologico. Oggi, mentre il dibattito pubblico si arena su tecnicismi referendari e grandi riforme sistemiche, questo "busto dell'antenato" esce dal sotterraneo per parlarci di ciò che stiamo perdendo: la prossimità. Riproporlo oggi non è un esercizio di memoria, ma un monito. È la prova che la "buona giustizia" non abita solo nei grandi palazzi, ma nel senso di appartenenza di chi considera l'ufficio "cosa propria". In un momento in cui tutto sembra diventare astratto, torniamo a dove la giustizia era, semplicemente, un fatto umano. 🔵🔵🔵 Lavorando in una sezione distaccata di Tribunale: la giustizia decentrata (a.p.). Pochi passi separano, ai due lati estremi del corridoio ...

Riforma della giustizia: da dove cominciare?

L’influenza della politica sulla giustizia si accompagna alla degenerazione clientelare, come dimostrato dal «caso Palamara». Le riforme necessarie per contrastare la crisi di credibilità (Angelo Perrone) Alla fine, come spesso accade dopo vicende clamorose, arriva perentorio il monito del presidente della Repubblica. «I nostri cittadini devono poter contare sulla certezza del diritto e sulla prevedibilità della sua applicazione rispetto ai loro comportamenti». Sono le parole pronunciate da Sergio Mattarella il 18 giugno scorso, a margine del «caso Palamara» che ha scosso come poco altro l’edificio della giustizia in Italia.

Festa di sciarpe

Pisa (foto ap)

La memoria perduta

Nel giorno della Liberazione, un tributo alla memoria. Nella tragedia degli anziani deceduti per il Covid-19, il pericolo di smarrire ricordi ed esperienze di Marina Zinzani Il 25 aprile non è solo la giornata della Liberazione, ma si può pensare che sia anche un giorno della memoria.

25 aprile, celebrarlo al tempo del Covid-19

La liberazione dal nazifascismo: ne sottolineiamo l’attualità, oggi che la libertà è minacciata dal Covid-19. La data della rinascita dell’Italia libera suona oggi come appello all’impegno civile (ap*) Niente cerimonie, o cortei, o interventi pubblici. Quest’anno, il 25 aprile , festa della liberazione dal nazifascismo 75 anni fa, non viene cele brato in modo tradizionale, a causa del Covid-19. Neppure per questo però rimane sotto silenzio. E’ ugualmente ricordato, dopo l’invito di tanti, 1400 personaggi della cultura, della società civile, dello spettacolo, dello sport, a ritrovarsi comunque insieme in una sorta di piazza virtuale che magicamente sappia riunire il paese.

Democrazia eccezionale

Le limitazioni alla libertà, imposte dal Covid-19, devono confrontarsi con le regole della democrazia, e con  la legittimazione formale: una prospettiva opposta all'invocazione di  “pieni poteri” da parte di Matteo Salvini di Teodoro Klitsche de la Grange Non è un caso che negli Stati (sicuramente) democratici la proclamazione dello Stato d’eccezione nelle sue molteplici gradazioni e forme è attribuito a organi eletti direttamente o indirettamente dal corpo elettorale.

Non dobbiamo dimenticarlo: siamo italiani

Coronavirus: nelle situazioni di difficoltà, emerge il carattere degli italiani. Fantasia, intelligenza, ironia, sorriso, buon umore. Il miracolo è possibile. Alla fine, vuoi mettere un’amatriciana? di Laura Maria Di Forti Si dice che è proprio nei momenti di grande difficoltà che l’italiano rivela la sua creatività, il genio sopito, il suo essere speciale, la sua innata capacità di creare meraviglie laddove altri riuscirebbero solo a produrre la mediocrità funzionale.

Il 159° anniversario dell'Unità d'Italia, occasione di solidarietà contro il coronavirus

Niente celebrazioni per la festa nazionale, solo un ricordo: un richiamo alla collaborazione e alla responsabilità in questo momento difficile. Accanto alle iniziative – suonare, cantare, intonare l’inno - con cui gli italiani mostrano la loro tenacia   (ap) Non trascorre sotto silenzio il 159° anniversario dell’Unità d’Italia , proclamata il 17 marzo del 1861: nel clima di difficoltà e sofferenza che stiamo vivendo, niente celebrazioni ufficiali, o cerimonie solenni come negli anni scorsi, dobbiamo limitarci al ricordo.

25 aprile 1945: cosa rimane oggi?

La data della liberazione dal fascismo è oggetto di memoria, ma anche di deprecabili contestazioni: ricordare quella pagina storica può aiutare a guardare il futuro con un slancio diverso, e a condividere valori di solidarietà (a.p. *) Cosa rimane oggi del 25 aprile 1945 , data del “cessate il fuoco”, proclamata poi “Festa della Liberazione”, simbolo conclusivo della resistenza al nazismo e al fascismo? Tra memorie e polemiche, il paese sembra aver bisogno di ribadire con le sue voci più solenni, dal presidente Mattarella a Liliana Segre , scampata ad Auschwitz, l’importanza irrinunciabile del ricordo di quell’evento fondativo della nazione di fronte ai tanti episodi di contestazione, o semplice oblio.  Quasi di ritrovare in sé stesso le ragioni di un momento storico, di convincersi dentro di sé, prima ancora di affermarlo in pubblico, che si trattò di un passaggio essenziale della storia comune.

1° maggio

"Il primo maggio è come parola magica che corre di bocca in bocca, che rallegra gli animi di tutti i lavoratori del mondo, è parola d’ordine che si scambia fra quanti si interessano al proprio miglioramento”. (Dall'articolo   Pel primo Maggio , sulla rivista   La Rivendicazione , pubblicata a   Forlì , il   26 aprile   1890 ).

Ciò che manca nella vita pubblica

Allegoria del Buon Governo, Siena, di   Ambrogio Lorenzetti (1290-1348) di Cristina Podestà   (Commento a Il futuro non è così breve , PL, 2/1/18; La Costituzione italiana compie 70 anni , PL, 31/12/17) (Intervento di Angelo Perrone) (Angelo Perrone) Il “buon governo”, formula cara a Luigi Einaudi, primo presidente della Repubblica italiana, non può prescindere dalla competenza. E dall’onestà. Oggi non solo poco praticate ma anche svalutate e minoritarie nel dibattito politico e nell’amministrazione della cosa pubblica.

Il futuro non è così breve

L’interruzione del dibattito sulle riforme istituzionali: non riusciamo a guardare oltre, mentre avremmo un grande bisogno di prospettive di lungo periodo di Paolo Brondi (Commento a La Costituzione italiana compie 70 anni , PL, 31/12/17) “Se i tuoi pensieri sono pensieri di un anno, pianta del grano; se sono di dieci anni, pianta un albero; se sono di cento anni, educa un popolo”, recita un antico detto cinese (Kuang-Tsen, III secolo a. C.). A sostanziare quell'antico messaggio è un sentimento e un valore perenne: la fiducia nel futuro!

La Costituzione compie 70 anni

E’ una bella signora, con qualche ruga ma ancora in gamba. Ha sorretto il Paese nella ricostruzione del dopoguerra, nella conquista di diritti civili, nella lotta al terrorismo e alla mafia. Ora la sfida più importante, il profondo rinnovamento delle istituzioni e delle strutture sociali. Il richiamo ai valori fondanti della Carta è oggi essenziale per realizzare quest’obiettivo di Angelo Perrone Risale alla notte dei tempi l’idea di una legge scritta. Incisa faticosamente nella dura pietra. Vergata da mani sapienti su preziose pergamene. Battuta a macchina sulla comune carta. Digitata sulla tastiera del computer ed infine affidata a supporti magnetici di silicio, nuovo spazio privilegiato della conservazione della parola scritta.

Liberi ed eguali

(ap) Risale alla notte dei tempi l’idea di una legge scritta. Incisa faticosamente nella dura pietra. Vergata da mani sapienti su preziose pergamene. Battuta a macchina sulla comune carta. Digitata sulla tastiera del computer ed infine affidata a supporti magnetici di silicio, nuovo spazio privilegiato della conservazione della parola scritta.

Restituzione, il modo di parlare dei diritti

di Marina Zinzani (Commento a “Liberi ed eguali”, PL, 29.11.16) Restituzione. Significato della parola restituzione. Si usa per definire qualcosa che deve essere ridato, perché ricevuto, prestato, o preso. Soffermandoci su quest’ultima parola, preso, prendere, e sull’altra, restituire, e inserendone una terza, diritti, si potrebbe scrivere la maggior parte della storia dell’umanità: la restituzione di diritti presi.

Memoria è futuro

25 aprile

Spericolato quel crinale

(ap) Cambiano le regole sulla responsabilità civile dei magistrati, la velocità del decidere ha fatto aggio sulla riflessione. “Un passaggio storico”, è stato annunciato trionfalmente. Forse, la storia si nutre d’altro. Finalmente, “la giustizia sarà meno ingiusta e i cittadini saranno più tutelati", è stato proclamato.

4 novembre 1918

Non è cosa vostra: manifesto per la Costituzione

Non è cosa vostra Manifesto di Libertà e Giustizia per la Costituzione a firma di Gustavo Zagrebelsky Da anni, ormai, sotto la maschera della ricerca di efficienza si tenta di cambiare il senso della Costituzione: da strumento di democrazia a garanzia di oligarchie. Non dobbiamo perdere di vista questo, che è il punto essenziale. Non è in gioco solo una forma di governo che, per motivi tecnici, può piacere più di un’altra. 

Eugenio Scalfari. La figura del Padre nell'Italia di oggi

Il Padre che non c'è  e il Paese impaurito di EUGENIO SCALFARI pubblicato su Repubblica il 24 marzo 2013 Qualcuno s'incomincia ad accorgere che è venuta meno la figura del padre e che questa lacuna di paternità è una delle cause non marginali della perdita d'identità e della nevrosi diffusa che da molti anni affligge il nostro Paese e non soltanto. La gerarchia familiare aveva il compito di trasmettere l'identità, la memoria storica e il sapere orale. Ebbene, questo mondo è affondato. L'affievolimento e poi la scomparsa della figura paterna hanno molte cause. Ma una società non può vivere senza modelli che le consentano di rispecchiarsi e di conservare memoria di sé. Il disagio che ha pervaso la società occidentale deriva appunto dall'assenza di rispecchiamento e di memoria. La stessa decadenza delle classi dirigenti ha la sua causa nel deperimento dei modelli paterni. Non a caso venivano chiamati "padri fondatori" color...