(Introduzione ad a.p.). Siamo sicuri che per avere processi più veloci servano più palazzi? La riforma propone di sdoppiare il Consiglio Superiore della Magistratura, creando due organi distinti. Sulla carta sembra un’operazione di pulizia organizzativa, ma nella realtà rischia di diventare un enorme moltiplicatore di burocrazia e costi. Mentre i cittadini chiedono tempi certi, la politica risponde con una frammentazione che potrebbe rendere la giustizia ancora più vulnerabile.
(a.p.)
🔸 Moltiplicazione burocratica vs efficienza reale
La creazione di due distinti CSM — uno per i giudici e uno per i pubblici ministeri — è un'operazione che rischia di produrre molta più burocrazia che reale efficienza. Mentre i tribunali soffrono per una carenza cronica di cancellieri e magistrati, la riforma sceglie di investire energie politiche e risorse economiche nella moltiplicazione degli apparati di vertice.
Non vedremo accorciarsi i tempi del processo di un solo giorno, ma vedremo raddoppiare i costi e le complicazioni del governo della magistratura.
🔸 Il rischio di una giustizia parcellizzata
Il pericolo politico di questa frammentazione è strutturale: un CSM unico rappresenta un contrappeso istituzionale solido. Due organi più piccoli e separati sono intrinsecamente più fragili e più permeabili alle influenze dei governi di turno.
Stiamo raddoppiando i tavoli attorno ai quali la politica potrà sedersi per negoziare nomine e carriere, tornando a un sistema di lottizzazione parcellizzato, meno trasparente e meno controllabile dall'opinione pubblica.

Commenti
Posta un commento